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Gigabyte Aorus X7 V6

Il produttore taiwanese sbarca in Italia con la linea laptop

SPECIALE di Luca Olivato   —   20/01/2017
Gigabyte Aorus X7 V6

Gigabyte è apprezzata e riconosciuta, nel nostro Paese, per la linea di schede madri e video, alcune delle quali hanno introdotto delle innovazioni adottate in seguito anche dalla concorrenza (qui la nostra prova della GA-X170 Extreme ECC). Tuttavia in Asia è presente da molto tempo con una gamma notebook che recentemente ha deciso di distribuire anche in Italia, dove sono sbarcate due diverse linee. Da una parte troviamo i notebook Gigabyte, appunto, che mirano a coprire fino alla fascia media di mercato con prodotti dal design sobrio e poco appariscente; dall'altra c'è il brand Aorus, destinato ai clienti che, in termini di marketing, si definiscono enthusiast, alla ricerca sia di performance che completezza della dotazione accessoria. Sotto questa sigla vengono vendute sia schede madri che accessori, oltre ovviamente ad una linea di portatili che si ramifica in tre versioni: si parte dal più piccolo 14" (X3) passando per la diagonale mediana di 15,6" (X5), per poi finire con due modelli da 17,3", l'X7 e l'X7 DT. Attualmente in Italia ha deciso di importarne solamente due: l'X5 e l'X7, entrambi declinati con la sigla V6 che indica la sesta generazione Aorus, contraddistinta dalle CPU Intel Skylake e dalle GPU NVIDIA Pascal. Siamo riusciti ad entrare in possesso del pezzo forte della linea gaming, un vero e proprio concentrato di tecnologia che si propone come desktop replacement tout court.

Una potenza di calcolo tale da eguagliare un tradizionale desktop di fascia alta

Minimalista, ma con personalità

L'X7 è dotato di una scocca completamente realizzata in metallo nero; risulta molto solido al tatto e restituisce un'ottima impressione di solidità, sebbene la silhouette, di soli 2,54 cm nel punto più spesso, possa far pensare al contrario. Il design è aggressivo senza scadere nel kitsch: la linea liscia del coperchio è interrotta da due profonde coppie di nervature in prossimità dell'apertura e della cerniera (particolare che non convince nell'estetica retro, per quanto svolga il proprio dovere con sicurezza) e dal logo retroilluminato.

Gigabyte Aorus X7 V6

In diversi dettagli sono ripresi stilemi tipici delle supercar Lamborghini, come nelle grate laterali e superiori dal profilo molto squadrato ed aggressivo. Nel complesso il voto è più che sufficiente, ma manca un tocco di originalità. Tradizionale il posizionamento delle connessioni: sul retro c'è l'ingresso per l'alimentatore e una porta UBS 3.1 Type-A; sul lato sinistro la presa Ethernet RJ45, un'altra USB e i due jack audio per cuffie e microfono; su quello destro infine le uscite HDMI e miniDisplayPort sono affiancate da altre due USB 3.1 (di cui una Type-C) e un lettore SD Card. Si evidenzia l'assenza dell'unità ottica, sempre meno utilizzata. Proprio per questo motivo nello scarno bundle (ci si poteva attendere qualcosa di più da un'ammiraglia come l'X7), oltre ai manuali di rito, è presente una chiavetta griffata Aorus con i driver e le utility. La zona sopra la tastiera, retroilluminata di tipo RGB a 16 milioni di colori, presenta solo il pulsante di accensione: quelle che a prima vista sembrerebbero le feritoie per le casse sono invece destinate al flusso d'aria. Molto scenografico il trackpad caratterizzato dal brand dell'aquila. Come detto il pannello, un FullHD di tipo IPS, presenta una diagonale di 17.3", ed è dotato di tecnologia G-Sync di NVIDIA. I colori sono ben contrastati e gli angoli di visione molto buoni: i tempi di risposta sono degni di nota, per merito di una velocità di aggiornamento impostata a 75Hz. Immancabile ovviamente la webcam in alta risoluzione.

Sottopelle

L'anima gaming si riscontra anche e soprattutto scorrendo l'elenco delle specifiche tecniche: in questo caso in Gigabyte non hanno voluto scendere a compromessi, partendo dalla CPU più potente ad oggi disponibile per il settore notebook, un Intel Core-i7 6820HK caratterizzato da una frequenza di base di 2,7 Ghz (che sale fino a 3,6 Ghz in modalità Turbo Boost). La caratteristica peculiare di questa CPU è di avere il moltiplicatore sbloccato, cosa che le permette lavorare stabilmente a 4Ghz, come vedremo più avanti esaminando la dotazione software. Il processore è alloggiato su una scheda madre dotata di chipset HM170 sulla quale sono installati due moduli SO-DIMM DDR4 G.Skill Ripjaws impostati alla frequenza di 2.400 MHz per un totale di 16 Gbyte di RAM.

Gigabyte Aorus X7 V6

L'ecosistema storage vede la presenza di un super SSD NVMe Gen4 da 256 Gbyte: il device è marchiato Samsung SM951, con performance evidentemente al vertice della categoria. Non manca la possibilità di sfondare la barriera del suono predisponendo soluzioni in RAID, visto che si può aggiungere un'altra unità M.2 PCI Gen4, così come quella di ampliare lo spazio di archiviazione, sia tramite una terza connessione NVMe Gen2, sia in modo più tradizionale, qualora l'HDD da 1Tbyte a 7200 rpm non risulti sufficiente. Le connessioni di rete sono compito per il chipset Killer Doubleshot Pro AC-1535 che, oltre a gestire quelle cablate, si occupa anche della sezione senza fili, con il supporto agli standard 802.11ac, a/b/g/n e Bluetooth 4.1. L'apparato audio si affida ad una doppia coppia di tweeter e woofer, ciascuno di quali dotato di 2watt di potenza. La GPU scelta per l'Aorus X7 (ma anche per l'X5) è la GeForce GTX 1070 di casa NVIDIA, corredata da 8GB di GDDR5. Come si può notare dalla sigla, manca il classico suffisso M con cui la casa di Santa Clara indica le soluzioni per il mondo mobile; non si può parlare di errore perché, in quanto a dati tecnici, il chip in questione differisce dalla controparte desktop solo per piccoli dettagli. Non si tratta solo di frequenze di funzionamento (1506/1638 Mhz per quella casalinga contro i 1445/1645 Mhz del sample in oggetto), ma anche di CUDA Core che nel nostro caso sono addirittura 128 in più rispetto a quella "da scrivania" (2048 contro 1920), in modo da limitare ulteriormente la differenza di performance. Come se questo non bastasse Gigabyte ha deciso di overclockare la GPU del notebook, che alla velocità massima arriva attorno ai 1800Mhz. A raffreddare i due processori principali è adibito un sistema di dissipazione suddiviso in due zone, ciascuna delle quali attraversata da 3 heatpipe che convogliano in una griglia dove una grossa ventola smaltisce il calore raccolto. Per massimizzarne lo sfogo, l'aria entra dalle prese poste sopra la tastiera e fuoriesce dagli scarichi posteriori e laterali. Questo fa in modo che non si corra il pericolo di bloccare il flusso d'aria utilizzando superfici poco "ortodosse".

Benchmark

Abbiamo voluto saggiare le potenzialità del notebook di Gigabyte lanciando alcuni tra i più recenti blockbuster. Non ci attendavamo momenti di imbarazzo, ma i risultati conseguiti dimostrano come la riduzione del processo produttivo (16nm in caso di Pascal) abbia permesso ai portatili di avvicinarsi, e per certi versi di eguagliare, le controparti desktop.

Gigabyte Aorus X7 V6

Tutti i titoli sono stati ovviamente impostati alla risoluzione nativa dello schermo (1920x1080) con tutti i dettagli al massimo livello. Con Rise of the Tomb Raider, ultima incarnazione della bella Lara Croft targata Crystal Dynamics, la nostra GeForce GTX 1070 ha fermato il contatore di fotogrammi a quota 114: un valore in grado di mettere in imbarazzo anche diversi PC fissi. Nel macinacarne sia GTA V, ultimo blockbuster di Rockstar, che Just Cause 3 di Avalanche, che raggiungono la stratosfera rispettivamente con 145 e 165 frame al secondo. Anche il risultato ottenuto con The Witcher 3, l'indiscusso capolavoro di CD Project Red ancor oggi in cima alle classifiche dei giochi più onerosi in termini hardware, dimostra la bontà della soluzione Gigabyte, che si è spinta fino a quota 75 frame al secondo; comportamenti analoghi con Black Ops III e Gears of War 4. Leggermente sotto la soglia del refresh rate massimo l'arduo Ashes of the Singularity e il recente Watch Dogs 2: entrambi si sono fermati in prossimità dei 70 fotogrammi al secondo.

Corredo software

Come abbiamo ormai imparato a conoscere, tutti i notebook gaming vengono venduti con un corredo software completo in grado di permettere all'utente di sfruttarne a fondo le varie caratteristiche, e come è lecito attendersi anche questo Aorus non fa eccezione. Abbiamo quindi il classico software per il ripristino delle impostazioni di fabbrica del sistema, qui chiamato System Backup, che consente di creare una chiavetta USB o di utilizzare la partizione nascosta per ricaricare Windows.

Gigabyte Aorus X7 V6

Fusion è una suite molto interessante che permette sia di personalizzare colori ed illuminazione della tastiera, impostando la tonalità desiderata per ogni singolo tasto e l'effetto preferito tra una miriade di combinazioni precaricate, sia di configurare i tasti macro. Le modifiche potranno poi essere salvate all'interno della rom predisposta e non andranno quindi perse in caso di ripristino del sistema. Audio Equalizer si occupa dei settaggi audio; anche in questo caso la varietà di preset è notevole e quasi non si sente la necessità di intervenire manualmente sull'equalizzatore. Il sistema 2+2 non è convincente: gli speaker sono di discrete dimensioni, ma probabilmente si poteva fare qualcosa di più con i woofer, che mostrano la corda nello spettro basso. Meglio i tweeter che permettono un buon posizionamento del suono; nel complesso si può dire che a queste latitudini si sono sentiti impianti più convincenti. Drivers Update è la tradizionale utility che controlla lo stato dell'aggiornamento del BIOS e della suite Xsplit (Gamecaster e Broadcaster sono presenti con licenza a vita). La nota dolente riguarda la verifica dei driver video che non vengono confrontati con quelli NVIDIA, ma con le release caricate sul sito Gigabyte che sono raramente allineate. Per concludere Command&Control è il software più importante della lista. Dal menu iniziale si possono controllare le funzioni relative ai profili di risparmio energetico, alla velocità del puntatore del mouse, alla luminosità dello schermo. Molte di queste sono presenti anche all'interno del pannello di controllo di Windows, mentre altre sono esclusive, ad esempio il regime di rotazione delle ventole. L'icona più importante è quella di OC Gauge, che apre un secondo pannello dove è possibile intervenire in tempo reale sul livello di overclock di CPU e GPU, con 5 profili tra cui spaziare.

Everyday life

L'Auros X7 V6 si presenta come uno dei più potenti notebook gaming appartenenti alla categoria slim. Nell'utilizzo quotidiano risulta sicuramente un po' ingombrante, per quanto sia in linea con i modelli da 17,3", soprattutto a causa del peso di 3,2kg, che lo rende poco "mobile". Ciononostante non è affaticante poggiarlo sulle gambe; anzi la rigidità conferita dalla scelta dei materiali di costruzione ne favorisce la stabilità, e le ampie prese d'aria, con aspirazione dall'alto e fuoriuscita nella parte posteriore e laterale del corpo, evitano che si possano accidentalmente otturare fori per la ventilazione. La pecca più importante di questo prodotto è l'assenza dell'IGP Intel integrata nella CPU.

Gigabyte Aorus X7 V6

I tecnici di Taiwan infatti hanno deciso di disabilitarla eliminandone addirittura la voce dal BIOS, sicché è impossibile, anche volendo, usufruirne. Una scelta tecnica ben precisa che favorisce le prestazioni pure evitando possibili (e frequenti) conflitti in ambito gaming, ma che penalizza notevolmente le ore di funzionamento. Infatti, facendone un uso di tipo office, con luminosità dello schermo intorno al 50%, l'X7 arriva a vivere circa 3 ore e mezzo, pur integrando una generosa batteria da 94,24 Wh (giusto per dare un'idea, il Gigabyte Aero 14, che monta la stessa power bank, pur differendo per dimensioni ma avendo hardware analogo, è accreditato di 10 ore di autonomia). Dal punto di vista prettamente ludico teme pochi rivali, grazia all'adozione di componentistica al vertice della categoria, ulteriormente spinta da un sempre gradito overclock di fabbrica (e quindi garantito). La dotazione di RAM è più che sufficiente e lo stesso si può dire per lo storage; in entrambi i casi si può comunque ricorrere ad un potenziamento. Lo schermo è ottimo, la tecnologia G-Sync consente di avere immagini stabili e fluide e di eliminare l'effetto di tearing. La scelta di montare un tradizionale pannello FullHD può sembrare conservativa, ma permette al notebook di elaborare ogni titolo in circolazione senza battere ciglio, garantendo al contempo una buona dose di potenza aggiuntiva da utilizzare con quelli che verranno. La tastiera RGB con funzionalità macro avanzate poi aggiunge quel tocco di personalizzazione che non guasta mai. Durante le sessioni di gioco più impegnative il notebook tende a scaldare sul fondo e nella parte posteriore, ma nella zona della tastiera e del poggia polsi rimane sempre freddo. In questa condizione di utilizzo il rumore prodotto dalle ventole diventa un po' fastidioso, costringendoci ad alzare il volume o, meglio, ad utilizzare un paio di auricolari per non sentire il fruscio dell'aria. Ad ogni modo, pur dopo sessioni a pieno carico per diverse ore, non ha mai dato segni di cedimento o di surriscaldamento.

Conclusioni

PRO

  • Overclock di fabbrica di CPU e GPU
  • Monitor G-Sync
  • Qualità costruttiva
  • Tastiera RGB

CONTRO

  • Prezzo di vendita alto
  • USB 3.1 Type-C non compatibile con lo standard Thunderbolt 3
  • Sistema audio perfettibile nei bassi