Un’avventura nel deserto in Monster Hunter World  24

Al TGS 2017 abbiamo potuto provare una nuova missione, questa volta in cooperativa

PROVATO di Umberto Moioli   —  2 mesi fa
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È passato pochissimo dalla nostra ultima prova di Monster Hunter World, titolo Capcom che finalmente riporterà la serie anche sulle console ammiraglie di Sony e Microsoft, oltre che su PC. Negli ultimi mesi siamo tornati più volte sul gioco, cercando di capire quanto l'azienda giapponese stia effettivamente trovando la quadra tra la necessità di soddisfare una base utenti consolidata e l'inevitabile arrivo di nuovi adepti, stimolati dallo sbarco dell'esperienza sulla loro piattaforma di rifermento e sull'allargamento di orizzonti, grafici ma anche ludici, che una dimensione casalinga può offrire. Non che la grafica sia tutto, è chiaro, ma la prospettiva di andare a caccia in compagnia degli amici in altissima risoluzione, in ambienti più vasti e popolati da un numero maggiore di creature è un'aspirazione legittima. Nel corso del TGS 2017 abbiamo potuto nuovamente toccare con mano il gioco, sperimentando questa volta la cooperativa in compagnia di altre tre compagni di avventura. Il giudizio è complessivamente molto positivo, alcune polemiche piovute sul franchise sono comprensibili e in fondo è sempre così quando si tratta una materia delicata, ma la direzione pare essere quella giusta e l'operazione è difficile che alla fine non si riveli un successo.

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A caccia tra deserti e foreste

Il nostro parere sull'esperienza nel suo complesso non si discosta da quello espresso un mese or sono, quindi vi invitiamo a partire da quel provato se volete farvi un'idea di base. In questi giorni, oltre ad aver appreso e parlato di un po' di nuovi mostri, ci siamo quindi potuti concentrare su alcuni dettagli - che poi dettagli non sono, visto il peso complessivo sulla qualità del gioco - come l'implementazione in Monster Hunter World della classica modalità cooperativa della serie. Chiunque abbia giocato in passato saprà che, per quanto sia sempre possibile avventurarsi da soli, farlo in gruppi da quattro aumenta notevolmente sia il divertimento, sia le probabilità di riuscita delle missioni. In questo nuovo capitolo le meccaniche di base che regolano la cooperativa non cambiano, così come resta molto importante scegliere il giusto mix di armi e comunicare tra cacciatori. Nel nostro caso eravamo in compagnia di un gruppetto di volenterosi giapponesi, purtroppo incapaci di comprenderci a vicenda, il che ha limitato un po' il divertimento e le possibilità di riuscita della partita. Nell'ottica del multiplayer aiuta parecchio l'idea di aggiungere un sistema che ci guida verso l'obiettivo ed evidenzia alcuni importanti oggetti sulla mappa, soprattutto perché la presenza di un sistema "drop in / out" vorrà dire trovarsi spesso in compagni di sconosciuti con i quali non è detto si abbia voglia o la possibilità di interagire.

Il cuore pulsante delle partite resta però immutato, le battaglie sono serrate e avvincenti così come ci hanno convinto i pattern di attacco dei nemici, a occhio più vari che nelle passate incarnazioni. La presenza di mappe più aperte e ariose tra l'altro aiuta a rendere i diversi ambienti meglio caratterizzati: gli spazi angusti delle foreste dove abbiamo cacciato i Great Jagras chiedono di usare strategie radicalmente diversi rispetto a quelle adottate nel deserto di Wildspire Waste. Proprio quest'ultima, arida zona di gioco è una interessante vetrina delle potenzialità grafiche del titolo, davvero ben fatto in quanto a effetti di luci, dettagli delle mappe e ovviamente design di combattenti, armi e mostri. Le migliori interazioni tra le bestie che compongono la fauna chiudono un cerchio di tutto rispetto, che qualora dovesse davvero unire la capacità di intrattenere i nuovi arrivati e dare la giusta profondità agli esperti, potrebbe essere un gran bel punto di partenza per una nuova saga. All'inizio del 2018, in contemporanea mondiale, sapremo come sono andate a finire le cose. Aspettando di capire cosa succedere al sodalizio oramai decennale tra Nintendo e Capcom, visto che il recente porting per Switch non sembra per ora destinato ai nostri lidi e che, soprattutto, l'uscita di Monster Hunter World potrebbe cambiare non poco le carte in tavola lasciando la piattaforma di Kyoto scoperta di una delle sue più importante teste d'ariete, soprattutto in Giappone.

Monster Hunter World è nuovo capitolo che non abbandona le origini della serie, come l'armamentario, gli oggetti e gran parte degli elementi di gioco sono lì a evidenziare, ma cerca di evolverlo sfruttando la maggior potenza delle piattaforme a cui è destinato. Non solo una grafica migliore quindi, ma anche intelligenze artificiali più complesse e situazioni più varie. La temuta deriva "casual" per ora sembra solo un'ombra sbiadita, ma è chiaro che la profondità e la longevità nel tempo dell'esperienza saranno oggetto di verifiche più approfondite. Per ora è difficile non dirsi soddisfatti da quanto mostrato da Capcom, aspettando di capire come un pubblico in larga parte nuovo accogliere questo tipo di esperienza. E poi che ne sarà della collaborazione tra Nintendo e Capcom, sarebbe un gran peccato perderla per strada.

CERTEZZE

  • Ottima trasposizione sulle nuove piattaforme
  • L'esperienza funziona sempre bene

DUBBI

  • L'equilibrio tra immediatezza e profondità è sempre complesso da trovare