Black Ops 4: l'analisi approfondita del multiplayer 57

Analizziamo nel dettaglio le novità del multiplayer dopo una lunga prova

PROVATO di Tommaso Valentini   —   19/05/2018

Dopo il reveal di Call of Duty: Black Ops 4 avvenuto nella giornata di ieri la rete è letteralmente esplosa. In maniera abbastanza prevedibile è uscita una folta schiera di sostenitori del single player e del vecchio stile di COD e in molti si sono lanciati in giudizi avventati anche sulla componente multigiocatore senza però averne capito a fondo le novità. Nemmeno noi che abbiamo passato un'oretta e mezza sulla produzione siamo riusciti ad addentrarci in tutte le nuove meccaniche a dovere, ma una cosa l'abbiamo sicuramente capita: Black Ops è cambiato, rivoluzionato con poche e semplici mosse, capaci di stravolgere il ritmo della partita per come lo abbiamo conosciuto sino ad oggi. Con questo articolo vogliamo allora provare a raccontarvi la nostra esperienza pad alla mano e spiegarvi perché quest'anno, a ottobre, vi troverete per le mani uno sparatutto forse meno immediato ma altresì più soddisfacente da giocare.

Da Black Ops 3 il passo è breve

I primi attimi di gioco non sembrano essere poi così distanti da Black Ops 3, ed è un bene. I movimenti per la mira, il peso delle armi, il boato assordante dei proiettili esplosi sono sempre lì al loro posto, regalando a chi arriva dai capitoli precedenti la sensazione di sentirsi a casa in tutto e per tutto. Ci vuole poco a esaltarsi, poche pressioni del grilletto per capire che le colonne portanti del gioco sono tutte presenti per sorreggere un'impalcatura ormai consolidata. La velocità di estrazione delle armi, la solita frenesia nello scontro e le linee di tiro sono meccaniche ormai rodate e le abbiamo ritrovate con piacere in questa iterazione, ma quando ci si sposta per la mappa e lo scontro entra nel vivo ecco che il nuovo Black Ops muta e mostra la sua vera faccia: meno feroce di prima probabilmente, ma decisamente più cattiva e meno digeribile per tutti i casual player là fuori. Il motivo principale è da ricercarsi nella mancanza completa della rigenerazione automatica della salute, ora demandata a un tasto specifico sull'interfaccia.

Dopo uno scontro serrato dovrete quindi fermarvi, attivare l'abilità di cura e attendere che la barra della salute, lentamente, inizi a ripristinarsi. Sono attimi infiniti per un Call of Duty, preziosi secondi in cui gli avversari possono ottenere un vantaggio strategico importante e che vi porteranno forzatamente a fare delle scelte, velocemente e reagendo più all'istinto che alla semplice conoscenza del gioco. Vi butterete nuovamente nella mischia prima che la vostra energia si sia ricaricata completamente fiduciosi delle vostre abilità o resterete al coperto fino a che non potrete combattere nuovamente alla pari in uno scontro uno contro uno? Le prime partite, purtroppo, non sono state capaci di indicarci una via corretta da seguire, sempre che questa ci sia, visto che la maggior parte delle volte, proprio per abitudine, continuavamo a sottovalutare l'importanza della cura, restando ingaggiati e morendo malamente senza troppe possibilità. Sarà una meccanica con cui i giocatori dovranno fare i conti, un elemento importante che andrà intessuto automaticamente nelle frenetiche sparatorie e che svolgerà un ruolo determinante nella vittoria dei match, molto probabilmente più dell'uso saggio di una scorestreak al momento giusto o dell'utilizzo delle abilità degli specialisti. Questo perché degli specialisti presenti, sono davvero pochi quelli in grado di usare con frequenza le abilità, e molto spesso ci si trova a combattere solo imbracciando l'arma e utilizzando dropshot e spostamenti laterali per avere la meglio. Non abbiamo citato i doppi salti visto che ogni cosa che non vi faccia stare con i piedi per terra è stata rimossa dal gioco. Non ci sono quindi jepack per volare alle spalle dei nemici e terminarli con un colpo corpo a corpo, né tantomeno pareti sulle quali correre in maniera forsennata per aggirare gli avversari. Si torna insomma a uno stile di gioco già visto in passato, che predilige le scivolate in corsa ai balzi e gli strafe alle acrobazie.

Fuori i proiettili!

Se fino ad oggi eravate però abituati a vincere quasi da soli le partite, con Black Ops 4 potreste avere qualche problema in più. Il time to kill, ovvero il tempo necessario per portare a zero l'energia di un avversario, è aumentato di parecchio e sarà quasi sempre possibile reagire ad uno scontro a fuoco dopo aver ricevuto il primo colpo. Treyarch per facilitare la lettura della posizione dei nemici ha inserito un tracciamento dei proiettili decisamente più evidente, e girarsi verso la direzione degli spari viene quasi naturale. Proprio per l'aumento del time to kill, cercare di uccidere due avversari sarà particolarmente complesso e solo cogliendoli alla sprovvista avrete buone possibilità di vittoria, questo ovviamente senza prendere in considerazione gli specialisti, che possono ribaltare le sorti di uno scontro grazie ai loro gadget. Diciamo che generalmente la sensazione che abbiamo avuto è che questo Black Ops 4 sia molto più incentrato sul lavoro di squadra e che la skill personale venga messa per la prima volta in secondo piano. Gli specialisti funzionano sostanzialmente come in Overwatch e solo uno per squadra potrà essere ora selezionato. Fortunatamente il loadout, strutturato al classico modello pick 10, rimane completamente libero e associabile a qualsiasi specialista. Potrete così decidere di sostituire le abilità con granate o tomahawk o addirittura rimuovere la possibilità di usare i colpi speciali per aggiungere attachment alle armi o nuovi perk, il tutto per una grande possibilità di personalizzazione. La comunicazione diventa quindi fondamentale per riuscire a costruire una squadra bilanciata e che sia funzionale alle modalità di gioco, che ruotano tanto attorno ad obiettivi di conquistare insieme ma che non lesinano le classiche team deathmatch e battaglie senza esclusione di colpi con rientri limitati, con la necessità di prendere due obiettivi prima di esaurire le vite a disposizione.

L'ultimo tassello riguarda invece la nuova gestione della mini mappa, limitata ora alla nebbia di guerra che oscurerà il radar ad eccezione di piccole aree attorno ai giocatori e loro compagni. In questo modo sarà decisamente più facile tendere imboscate ed avvicinarsi senza essere visti, aumentando l'importanza dei rumori ambientali e del posizionamento, tutti elementi che aggiungono profondità a un gameplay che sta prendendo una forma particolarmente interessante. Tanta carne al fuoco dunque che potrà essere sviscerata a dovere solo con un'eventuale beta o addirittura con il gioco finale. E veniamo infine agli specialisti che svolgono il ruolo di portata principale in questo ricco e gustoso piatto proposto da Treyarch. Tornano un po' di facce note, c'è qualche nuovo innesto e in generale la visione delle abilità è cambiata sostanzialmente, evidenziando come le skill di pura utilità siano essenziali per garantire la vittoria. Arriva il medico per la prima volta, che può rigenerare la vita dei propri commilitoni anche in combattimento, ma ci sono anche altri soldati che sembrano essere usciti direttamente da Rainbow Six: Siege e Overwatch. C'è chi può piazzare il filo spinato, chi mette a terra un beacon dal quale è possibile rinascere, chi piazza barriere difensive e chi ancora utilizza armi di distruzione per danneggiare tutti i nemici nell'area. Tutte scelte estremamente interessanti che avvicinano in maniera pericolosa questo Black Ops 4 agli hero shooter. La velocità di gioco tuttavia è ben diversa e l'impronta della serie si vede chiaramente. Sarà interessante poi capire come la volontà degli sviluppatori di dare scontri a fuoco più ragionati andrà a sposarsi con scorestreak che continuano a uccidere all'istante e con abilità che risultano determinanti per la conquista degli obiettivi, tanto quanto lo erano in Black ops 3.

Black Ops 4 è sempre Call of Duty ma è anche qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo e promettente. Ci siamo schiantati contro un muro di ingresso che richiede decisamente più abilità di prima per essere appreso a fondo e che risulterà un ostacolo difficile da superare per i casual appassionati alla serie. Tutti gli altri invece, probabilmente anche chi ora è più scettico, accetterà l'idea che le nuove aggiunte fanno virare il titolo verso la necessità di collaborare e giocare di squadra più di qualsiasi altro Call of Duty uscito finora. Le novità, insomma, sono tante e interessanti e non vediamo l'ora di poterle provare a fondo in futuro. Ciò che abbiamo visto in questa prima sessione di gioco ci è piaciuto, speriamo che le nostre sensazioni non vengano poi smentite sul lungo periodo.

CERTEZZE

  • Il time to kill si è alzato di parecchio regalando scontri più tattici
  • Alcuni specialisti sono molto interessanti
  • Le nuove meccaniche ci sono piaciute

DUBBI

  • Siamo sicuri piacerà ancora ai casual?