PS 5 e Xbox Scarlett: tutto quello che sappiamo 124

Facciamo il punto della situazione sulla prossima generazione di console, tra informazioni e congetture

SPECIALE di Mattia Armani —   28/07/2018

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Tra rumor e annunci ufficiali, l'attesa per PlayStation 5 e Xbox Scarlett è già iniziata, ma prima di parlare di quello che ci aspetta ripercorriamo la strada che ci ha portato fino a qui. Una strada che ha visto il mondo del videogioco trasformato dall'entrata in campo di due multinazionali della tecnologia, due colossi che hanno iniziato una lunga e sanguinosa guerra.

Una nuova generazione all'orizzonte

La prima PlayStation, forte di un supporto eccezionale, ha messo in ombra il Saturn e ha costretto SEGA a rispondere con il Dreamcast, una macchina troppo avanzata e troppo dispendiosa da supportare per l'azienda nipponica. Ma le ceneri della sfortunata console giapponese sono andate a fertilizzare il giardino di Microsoft che, forte di un budget quasi illimitato, ha tirato fuori una macchina potente, facile da sfruttare, sostenuta da esclusive massicce e già pronta per un supporto online che sarebbe arrivato nel 2002, con l'avveniristico servizio Xbox Live. Tutte queste caratteristiche sono quelle che oggi definiscono una console di successo e benché all'epoca non siano state sufficienti a sconfiggere lo scetticismo verso la grossa scatola verde crociata, hanno fatto di Microsoft un'attrice importante nel mondo dell'hardware da videogioco. Da qui la casa di Redmond è passata a Xbox 360, meno potente ma sempre facile da programmare, ed è finalmente arrivato il successo anche se arginato dalle vendite massicce della console Sony. Poi è arrivata l'ultima generazione, una stagione iniziata in modo disastroso per Microsoft ma complicata per tutti anche a causa di quel PC che, dato per morto, è tornato a fare la voce grossa. Tra Steam, GoG, Kickstarter, esclusive in quantità, MMO e eSport, il computer è tornato a ruggire imponendosi tecnicamente e macinando vendite mai viste in precedenza. La risposta delle console è stata una generazione di mezzo fatta di upgrade hardware totalmente retrocompatibili, con Microsoft che è tornata a osare ed è stata capace di ribaltare l'equilibrio tecnologico di Xbox One e PS4. Questo capovolgimento, combinato con il programma ID@Xbox e con la retrocompatibilità, ha salvato la baracca incoronando Phil Spencer salvatore e condottiero verso un futuro migliore. PlayStation 4, è bene rimarcarlo, è ormai irraggiungibile, ma deve fare i conti con una PS4 Pro che stenta con il 4K e, nonostante il coraggioso e parzialmente riuscito exploit di PlayStation VR., ha perso qualche colpo in quanto a immagine. Entrambe, in sostanza, devono darsi da fare per non soccombere alla rispettiva concorrente e questo, lo sappiamo già in via ufficiale, ci porterà a una nuova generazione di console che potrebbe arrivare nel 2020. Qualcuno, compreso l'analista Pachter, è convinto che Xbox Scarlett sarà pronta prima di PlayStation 5, forse in arrivo ne 2021, ma è presto per fare previsioni del genere.

Servizi: dagli abbonamenti al gioco in streaming

Microsoft si è fatta strada come pioniera dell'online nel mondo console ma la svolta verso una connessione permanente, vista come prevaricante nel caso di Xbox One, non ha fatto presa. Anzi, ha aggiunto un carico ai già grossi dubbi sull'hardware di una console probabilmente pensata per fare da battistrada per il passaggio verso il gioco in streaming. Eppure le patch day one, i servizi, i giochi solo digitali e gli sconti hanno comunque portato il mercato verso questa direzione, anche se la rinuncia totale all'hardware è qualcosa di pià complesso, qualcosa che stando alle informazioni disponibili non avverrà con questa generazione e che, nonostante le previsioni a favore di questa svolta, dubitiamo che possa avvenire anche con la successiva. Questo anche se Sony ha già il suo servizio streaming e Microsoft si prepara a lanciarne uno che promette esperienze di livello console su ogni dispositivo, mentre Google sarebbe intenzionata a entrare gamba tesa nel videogioco proprio con una piattaforma streaming, una console basata su un servizio alla GeForce Now. Ma l'impossibilità di giocare sconnessi potrebbe rivelarsi problematica a causa della disparità della connettività che crea problemi anche per il gioco in streaming in 1080p, figuriamoci in 4, in 8K o con due fonti video come nel caso della realtà virtuale che ha già visto scendere in campo, con strategie diverse, sia Sony che Microsoft. Per questo scommettiamo sulla convivenza tra l'hardware fisico e il gioco in streaming, con servizi sfruttabili anche su PC e dispositivi mobile, mentre continuiamo a dubitare della possibilità che Sony apra finalmente le porte al gioco cross-platform, anche se speriamo che una nuova generazione possa compiere il miracolo. Diamo invece per scontato, o quasi, che Sony sposi soluzioni come il GamePass di Microsoft, primi passi verso un Netflix dei videogiochi, che consentono di giocare a anche a titoli appena usciti pagando un abbonamento mensile. E se una libreria come quella di EA Access può mettere qualche dubbio sull'effettiva convenienza del servizio, la massiccia offerta di Xbox ha convinto molti, così come la retrocompatibilità che ha dato i suoi frutti. Frutti che Sony potrebbe voler cogliere nella prossima generazione, colmando questa lacuna anche grazie al fatto che ha scelto un'architettura PC per PlayStation 4 e sembra intenzionata a seguire la stessa filosofia con PlayStation 5.

Specifiche hardware: verso il 4K senza compromessi

Partiamo da PlayStation 5, al centro di rumor piuttosto credibili che vedono la console basata sul binomio tra CPU Ryzen e architettura grafica Navi. Le CPU AMD sono inferiori alle soluzioni top gamma Intel in quanto a istruzioni per clock e frequenze massime, ma garantiscono potenza bruta, buona efficienza, risparmio economico e framerate stabili. A tutto questo dovrebbero aggiungersi i meriti di Navi, un'architettura che il Radeon Group, secondo i rumor, avrebbe sviluppato collaborando strettamente con Sony, proprio per fornire un chip a 7 nanometri perfetto per le esigenze di PlayStation 5. Esigenze che ci aspettiamo includano il 4K senza compromessi, ovvero con tutti i filtri immaginabili e senza tecnologie di upscaling, con 60 frame per secondo costanti negli sparatutto e nei racing. Inoltre confidiamo nel supporto per i 120Hz, già disponibili con Xbox One, che permetteranno, con risoluzioni inferiori o motori meno impegnativi, di utilizzare i nuovi pannelli 4K con refresh rate elevato. Sfruttarli a pieno, sia chiaro, sarà dura, ma le nuove console dovrebbero essere piuttosto potenti. Secondo Timothy Lottes di AMD servono almeno 7.4TFLOP per gestire il 4K reale a 30 frame inchiodati, mentre PlayStation 4 Pro si ferma 4.2 e Xbox One X a 6, ma siamo sicuri che sia la GPU Navi di PlayStation 5 che quella di Xbox Scarlett garantiranno una potenza maggiore, anche se lo scarto rispetto alle console intergenerazionali, uscite da poco, non sarà certo paragonabile a quello a cui eravamo abituati quando tra una generazione e l'altra passavano sei o sette anni. Salto che tra l'altro si è gradualmente ridotto con il crescere della complessità dei gioco e con l'alzarsi dei costi, ma, sempre che l'uscita sia davvero fissata per il 2020, ci aspettiamo di vedere qualcosa che parta da un minimo di una GeForce GTX 1080 o di una RX Vega 64 per arrivare alla potenza stimata di una GeForce GTX 1170, ovvero una capacità di calcolo di circa 10TFLOP. Una potenza del genere, combinata con l'ottimizzazione delle console, dovrebbe garantire prestazioni in 4K eccellenti con tutti i motori in circolazione, consentendo alle console, che senza dubbio saranno dotate delle ultime tecnologie per compensare latenze e distribuzione dei frame, di tenere il passo con il gaming su PC che tra breve accoglierà le nuove GeForce e durante il 2019, dopo le versioni Vega a 7 nanometri, delle schede basate proprio sull'architettura Navi che dovremmo ritrovare nella PlayStation 5. E tra le specifiche troveremo probabilmente anche memorie GDDR6 necessarie per mantenere i costi contenuti e quasi confermate su Scarlett vista l'assunzione da parte di Microsoft di un ingegnere specializzato in questa memoria, per una soluzione grafica di nuova generazione pensata appositamente per la console. Ma non sappiamo se la filosofia sarà la medesima di Xbox One X, che è basata su un SoC sviluppato assieme ad AMD, o se la rivoluzione Xbox di Spencer ci riserverà sorprese anche su questo versante.

I giochi: una generazione che promette meraviglie

Le prime bombe ce le aspettiamo in campo multipiattaforma, con Starfield e The Elder Scrolls VI che saranno probabilmente accompagnati da un nuovo Grand Theft Auto e dai big di altre compagnie, come CDProject, che hanno saltato questa generazione di mezzo. Nomi come quello di Cyberpunk 2077 non possono che gonfiare l'hype, ma ci auguriamo che le esclusive non siano da meno con una Microsoft che ha già cambiato passo. Sea of Thieves deve ancora crescere, ma ha già assolto al compito di mostrare che Rare è pronta per il futuro così come lo sono i ragazzi di The Coalition, almeno secondo quanto abbiamo visto del nuovo Gears of War. Nel caso di Gears 5 parliamo di un titolo in arrivo per Xbox One e Xbox One X, in quest'ultimo caso in 4K Ultra HD con HDR e 60 fps, ma tra la probabile retrocompatibilità della nuova console e l'uscita nel 2019 siamo convinti che sarà sviluppato per sfruttare anche l'hardware di Xbox Scarlett. Arriveranno inoltre il nuovo Halo Infinite, con un engine più potente e probabilmente pensato proprio per la nuova generazione, assieme ai nuovi capitoli di Forza Motorsport. Ma Playground Games, quella che dà una mano a Turn 10 con Forza Horizon e che è stata acquisita da Microsoft, ha in cantiere una nuova esclusiva che non ha nulla a che fare con i racing e che potrebbe invece rivelarsi il ritorno, speriamo in grande stile, di Fable. Roba grossa, insomma, come quella che dovrebbe arrivare dai cantieri di Ninja Theory, uno dei colpi più eclatanti di Spencer la cui opera comprende la libertà concessa ai partner, non più inscatolati in uno studio controllato dall'alto. Forse anche per questo Compulsion Games, The Initiative e Undead Labs non hanno avuto problemi a ripararsi sotto all'ombrello di Microsoft e ci auguriamo novità anche dal Giappone. Il pubblico del Sol Levante è difficile da conquistare e le circa 100.000 Xbox One vendute in terra nipponica sono li a dimostrarlo, ma Xbox 360 ha fatto decisamente meglio con 1.65 milioni di console che non sono moltissime, ma sono abbastanza per evidenziare come un supporto adeguato possa dare risultati apprezzabili anche in uno dei mercati più chiusi alle contaminazioni estere. Inoltre il supporto nipponico rinforzerebbe una una lineup destinata a scontrarsi con quella di PlayStation 5 che potrà contare su un esercito di team interni pazientemente costruito da Sony nel corso degli anni. Ed è un esercito che in buona parte condivide una visione comune fatta di animazioni coerenti, suggestioni spettacolari e dimensione narrativa, tutto combinato in opere che puntano sul taglio cinematografico a prescindere dal genere. Non a caso l'arsenale PlayStation ora include anche un open world il cui secondo capitolo figurerebbe a pennello nella lineup di lancio di PlayStation 5. E vicino a Horizon 2 vedremmo piuttosto bene anche l'atteso Bloodborne 2 al pari dell'inevitabile seguito next-gen di God of War, già pronto per il futuro grazie al nuovo motore utilizzato per il capitolo da poco uscito su PlayStation 4.

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