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Ananta, un primo contatto deludente alla Gamescom

L'open world free-to-play di NetEase promette tanto, ma la demo testata in prima persona durante la fiera tedesca ci ha lasciato diversi dubbi.

PROVATO di Lorenzo Kobe Fazio   —   07/09/2026
Lo stile anime di Ananta è evidente in questa immagine
Ananta
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Quando è stato annunciato Ananta abbiamo provato sensazioni simili a quelle provate durante la visione del trailer con cui abbiamo scoperto l'esistenza di DokeV. Le due produzioni orientali condividono l'ambizione di proporre avventure onnicomprensive, gargantuesche sotto il profilo contenutistico e non prive di una certa (auto)ironia di fondo. Vestire i panni di un personaggio significa prepararsi a essere investiti da decine e decine di attività, missioni e situazioni differenti.

Questa bulimia digitale, condivisa non a caso anche da Crimson Desert, è diventata in qualche modo il segno distintivo di una precisa maniera di intendere, produrre e vendere i videogiochi ad un certo tipo di pubblico. Non si tratta aprioristicamente di un male. La divertente avventura di Kliff, per quanto non priva di difetti, è lì a dimostrare che un simile approccio sia possibile e porti a risultati soddisfacenti.

Resta però il rischio che la voglia di strafare si traduca in produzioni poco a fuoco, raffazzonate, limitate in più di un senso. DokeV lo stiamo ancora aspettando, incuriositi e recentemente incoraggiati dalle rassicurazioni di Pearl Abyss che, archiviato il grosso del lavoro su Crimson Desert, può finalmente concentrarsi sulla sua bizzarra avventura a base di mostriciattoli.

Ananta, invece, è quasi ai nastri di partenza, pronto a debuttare come free-to-play il prossimo 15 gennaio su PlayStation 5, PC, iOS e Android. Mancano ancora diversi mesi, è vero, ma il grosso del lavoro degli sviluppatori dovrebbe essere ormai alle spalle. Condizionale d'obbligo, visto che la nostra prova alla Gamescom ci ha lasciato con enormi dubbi sulla qualità complessiva del progetto.

Stealth e salti sovrumani

La demo che abbiamo provato alla fiera di Colonia era divisa in due parti ben distinte. La prima ci metteva nei panni di Yinglong nelle fasi iniziali del gioco. La ragazza, per motivi che attualmente ignoriamo, vive in compagnia della sorella e di altre coetanee all'interno di un tempio, a pochi passi da un piccolo villaggio che si sostenta grazie alle coltivazioni di tè.

L'azione vera e propria è stata innescata dalla violenta irruzione di un gruppo di uomini armati e mascherati nel luogo di culto nel corso della notte. Ignoriamo le motivazioni di un simile gesto o chi abbia ordinato l'occupazione. Sappiamo solo che il nostro primo contatto con Ananta si è concretizzato in una tutt'altro che emozionante fase stealth. Tenendo per mano la sorella, Yinglong doveva sgattaiolare alle spalle dei criminali, stando ben attenta a non finire all'interno dei coni di luce delle loro torce. La sequenza non ha palesato alcuna meccanica capace di distinguerla da innumerevoli sequenze simili già viste altrove. Nascoste dietro al riparo di turno, non si doveva far altro che attendere il cambio di direzione delle guardie lungo la loro ronda, per raggiungere la successiva tappa di un percorso che non presentava alcuna variazione.

La fase si è rivelata un (inutilmente prolungato) preambolo per una rocambolesca fuga che ha condotto Yinglong, strappata alla sorella, in una misteriosa struttura futuristica sotterranea. Entrata in contatto con un misterioso manufatto, ha guadagnato capacità atletiche sovrannaturali che le sono tornate utili per riguadagnare la superficie mentre tutto intorno crollava. Tra salti sovrumani, l'esplorazione di anfratti immersi nell'acqua e corse a perdifiato stando ben attenti alle rocce che piovevano dall'alto, il ritmo di gioco si è sicuramente fatto più incalzante, ma pad alla mano sono sopraggiungi i primi dubbi.

Ananta metterà a disposizione due mappe da esplorare, una prettamente cittadina e l'altra più immersa nel verde
Ananta metterà a disposizione due mappe da esplorare, una prettamente cittadina e l'altra più immersa nel verde

Ananta è innegabilmente un piacere per gli occhi. Lo stile anime, per quanto ormai piuttosto inflazionato, è gradevole. Per essere un progetto free-to-play, non aspettatevi quindi l'eccellenza assoluta, ostenta un livello di dettaglio grafico di tutto rispetto, tra modelli poligonali ben animati e scenari complessivamente impreziositi da texture definite. Anche il frame rate non ha dato segni di cedimento.

A non convincerci sono state soprattutto le sensazioni restituite dal pad. Yinglong sembra pattinare su qualsiasi superficie e diventa quasi ectoplasmatica quando spicca il volo in salti teleguidati verso la sporgenza o la piattaforma prevista lungo il percorso.

Combattimento e inseguimento in auto

Ciò che non avremmo immaginato è che da lì a poco la situazione sarebbe persino peggiorata. La seconda sequenza, infatti, ci ha visto nei panni di Captain, in un'altra sezione prevista all'inizio del gioco. Il giovane capitano della task force ACD doveva vedersela con uno sparuto gruppo di malintenzionati in una sorta di tutorial al combattimento. Combo, schivate, parate: nel tentativo di creare quell'esperienza onnicomprensiva a cui accennavamo poco sopra, gli sviluppatori di Naked Rain Studio non sembrano essersi dimenticati di nulla per quanto riguarda il sistema di combattimento.

Captain circondato dai criminali, che si prepara a menare le mani
Captain circondato dai criminali, che si prepara a menare le mani

Nulla, o quasi, se non fosse per l'assoluta assenza di qualsivoglia feedback nei colpi subiti e inferti. Durante la demo, ci è parso di combattere contro sacchi d'aria, vestendo noi stessi i panni di un sacco d'aria. Gli input vengono recepiti con soddisfacente tempismo, su questo non c'è alcun dubbio, ma non c'era un grammo di fisicità nello scontro, rendendo anche difficile capire con esattezza se una mossa fosse andata a segno o a vuoto.

La situazione non è migliorata molto quando Captain si è messo al volante di un'auto per sfuggire a un gruppo di criminali a bordo di veicoli e moto. Il senso di velocità era senza mezzi termini inesistente, mentre l'inconsistenza dei modelli poligonali riscontrata poco prima, si è riverberata anche sulle auto dei nemici, che venivano sbalzate per decine di metri in aria, anche al minimo e apparentemente innocuo contatto. Ananta vuole essere un gioco spettacolare che non ha alcun interesse a rispettare le leggi della fisica come le conosciamo, lo sappiamo bene. Tuttavia, questo generale senso di inconsistenza che permea il mondo digitale a cui stanno dando vita gli sviluppatori di Naked Rain Studio è preoccupante.

Non avremmo mai immaginato di annoiarci così tanto alla guida di una supercar
Non avremmo mai immaginato di annoiarci così tanto alla guida di una supercar

A poco è servita la fase successiva, in cui Captain ha ceduto la guida ad un'alleata per aprire il fuoco con un mitra sui veicoli lanciati all'inseguimento. Le capacità dello studio di sviluppo ci sono e si palesano in un mondo di gioco dettagliato e ricco di elementi in movimento, oltre che, in questa specifica fase, in un sistema di mira preciso e convincente. Ma anche in questo caso è mancato totalmente qualsiasi feedback degno di tal nome mentre aprivamo il fuoco. Un gioco che punta molto sull'adrenalina, sulla spettacolarità, se fallisce nel restituire fisicità nei salti e nel combattimento, se fallisce nel garantire un senso di velocità degno delle aspettative, se ci fa imbracciare fucili e mitra che sembrano caricati ad aria compressa, come può sperare di garantire un'esperienza soddisfacente, per quanto dichiaratamente votata più alla quantità che alla qualità?

Non siamo usciti col sorriso dall'incontro con Ananta. Speravamo quantomeno di divertirci nel modo più immediato e spensierato possibile, ma non è stato affatto così. Quanto provato con mano mette in mostra enormi problemi di consistenza praticamente in ogni ambito. Dal salto al combattimento, passando per il modello di guida, tutto denota una cronica mancanza di feedback, oltre che una qualità di fondo che, almeno per ora, non sembra sufficiente a permettere alle numerose anime del gioco di distinguersi davvero. Non siamo però qui a scrivere il coccodrillo di un gioco di cui abbiamo visto una porzione minuscola e, chissà, magari in una versione ben lontana da quella che debutterà effettivamente il 15 gennaio. Le premesse non ispirano ottimismo, questo è certo, ma vogliamo sperare che Ananta possa intrigare i videogiocatori anche grazie alla sua qualità e non solo perché promette di essere un open world gratuito dove fare tantissime cose (già viste e fatte altrove).

CERTEZZE

  • Graficamente convincente
  • Gameplay vario

DUBBI

  • Combattimenti privi di feedback
  • Il senso di velocità è assente nelle fasi di guida
  • I modelli poligonali di nemici e personaggi sembrano privi di consistenza
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