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Black Myth: Wukong, abbiamo giocato la demo della Gamescom 2023

Nel bel mezzo della Gamescom 2023 ci siamo imbattuti nello stand di Black Myth: Wukong e abbiamo affrontato l'intera demo giocabile: ecco le nostre impressioni.

PROVATO di Pierpaolo Greco   —   24/08/2023
Black Myth: Wukong, abbiamo giocato la demo della Gamescom 2023
Black Myth: Wukong
Black Myth: Wukong
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Un po' l'avevamo sperato, non possiamo affatto nasconderlo, e quando abbiamo visto apparire nel mezzo di uno dei padiglioni della Gamescom edizione 2023 uno stand cubico grigio, decorato con degli splendidi ideogrammi e su cui campeggiava la scritta Black Myth: Wukong, siamo effettivamente trasaliti. Vuoi che la demo pubblicata neanche una settimana fa per il solo mercato cinese, sia disponibile anche qui? Quale modo migliore per celebrare quella che è la grande tradizione dello sviluppatore, Game Science, di arricchire ogni estate con la distribuzione di qualche nuovo elemento del suo gioco più atteso? E difatti così è stato e non ci siamo fatti sfuggire l'occasione di poter giocare per 45 minuti ininterrotti a Black Myth: Wukong, l'action soulslike in terza persona che sta tanto facendo parlare di sé fin dal suo annuncio.

Cercheremo di perdere meno tempo possibile nel raccontarvi nel dettaglio i contenuti di questa demo, ed eviteremo anche di dilungarci troppo sugli elementi nevralgici del gameplay di Black Myth: Wukong o sulla sua componente narrativa e su ciò che caratterizza la sua peculiare ambientazione così intimamente interconnessa alla mitologia cinese e, in particolare, al racconto Viaggio in Occidente. Se volete infatti saperne di più su ciò che in concreto è e rappresenta Wukong, ci sentiamo in dovere di rimandarvi al nostro ricco e corposo articolo speciale dedicato al gioco, pubblicato pochissimi giorni fa e basato proprio sulle considerazioni e su alcuni gameplay preliminari emersi a partire dalla demo cinese.

Qui di seguito proveremo invece a focalizzarci esclusivamente sulle nostre prime impressioni approfittando proprio del fatto che quella stessa demo, finalmente, l'abbiamo potuta giocare. Per quanto nel contesto frettoloso e caotico della Gamescom 2023.

La stessa, ricca demo

In questa immagine è possibile notare Wukong che si prepara ad affrontare Macaque Chief
In questa immagine è possibile notare Wukong che si prepara ad affrontare Macaque Chief

È insomma evidente che quello che abbiamo potuto concretamente provare durante la Gamescom era la stessa identica demo apparsa sul mercato cinese nel corso del passato weekend, con l'unica differenza sostanziale della lingua inglese perfettamente implementata sia a livello di sottotitoli che di doppiaggio (era comunque possibile mantenere quello originale, magari selezionando la sola traduzione dei testi). Quindi a nostra disposizione avevamo 4 differenti spezzoni estratti dal gioco completo e affrontabili in qualsiasi ordine con l'unica eccezione dell'obbligatorietà di partire dal primo, che fungeva anche da brevissimo tutorial all'uso dei tasti principali, ed era quindi essenziale per prendere dimestichezza con il sistema di combo su cui si basa buona parte del sistema di combattimento di Wukong.

Le prime 3 sezioni affrontabili, tra l'altro, erano estremamente limitate visto che permettevano praticamente soltanto di dirigersi verso il boss dell'area con pochissime, se non nulle, deviazioni sul percorso utili soltanto eventualmente a raccogliere qualche loot o accendere l'incenso degli altari del respawn. Soltanto l'ultima parte della demo permetteva di avere un assaggio più corposo del design dei livelli di Black Myth: Wukong, visto che prima di raggiungere l'avversario della zona era possibile divagare molto dal percorso principale affrontando anche avversari comuni di difficoltà crescente e persino sbloccare un paio di boss completamente opzionali che, chiaramente, richiedevano un minimo di rigiocabilità per poter essere prima svelati e poi compresi. Cosa decisamente non fattibile nei tempi ristretti di una fiera.

Proprio per questo motivo oltre ad aver sfidato Centipede Guay, Macaque Chief e Tiger Vanguard, ce la siamo dovuta vedere con Black Loong, il nemico principale della sezione e non con il Poisonous King mostrato in diversi gameplay cinesi. Come potete notare nella nostra anteprima video, il nemico in questione era una sorta di cinghiale di dimensioni particolarmente vistose armato con due mazze chiodate (o maracas che dir si voglia) che, al posto di punte acuminate, emettevano energia elettrica capace di eccitare l'aria o di creare vistose onde d'urto sul terreno e, chiaramente, sul corpo di Wukong.

Le nostre impressioni positive...

Centipede Guay è il primo boss, il più facile, presente nella demo di Black Myth: Wukong
Centipede Guay è il primo boss, il più facile, presente nella demo di Black Myth: Wukong

Senza dubbio è sempre molto complesso lanciarsi in considerazioni e valutazioni più o meno approfondite dopo una demo, per quanto corposa, in ambiente da fiera. Innanzitutto non c'è stato il tempo fisico per affrontare più volte gli avversari, considerato che il nostro obiettivo era di vedere quanti più nemici e scenari possibili nei 45 minuti a disposizione. Quello che possiamo dire, anche per esprimere una prima considerazione sul livello di difficoltà, è che dei 4 boss soltanto l'ultimo, Black Loong, ci ha dato abbastanza filo da torcere, al punto da aver dovuto abbandonare la lotta per il sopraggiunto termine del tempo messo a disposizione.

Ci sono però diversi elementi che ci hanno convinto di WuKong dopo questo primo incontro e che sono parte integrante di queste nostre prime impressioni. Innanzitutto il gioco continua a presentarsi in uno stato di grazia del comparto tecnico ed artistico. Chiaro che Game Science sia dovuta tornare in parte sui propri passi, abbassando la qualità di alcuni scenari, la conta poligonale e finanche la distanza visiva, ma il colpo d'occhio di tutte e 4 le ambientazioni che componevano la demo è stato assolutamente eccellente sul PC dove il titolo girava. Nessun problema di fluidità, nessun pop-up o pop-in particolarmente vistoso, animazioni impeccabili e pochissime compenetrazioni tra i corpi.

Siamo anche rimasti positivamente impressionanti dalla grande frenesia degli scontri. Non tanto per quello che concerne i movimenti di attacco dei boss, su cui tra l'altro ci sarebbe qualcosa da dire in termini di originalità e varietà, ma per la gestione del mix di attacchi leggeri e pesanti e di tutta la dinamica del focus. In Black Myth: Wukong, infatti, assestare mazzate comporta l'aumento di uno specifico indicatore che, una volta portato al massimo, permette di accumulare fino a 3 punti di focus (che, in realtà, possono anche essere ottenuti rimanendo al riparo con il pulsante del colpo pesante mantenuto in pressione), che possono poi essere scaricati attraverso l'attacco pesante.

È evidente che Game Science si stia conservando i boss più interessanti per il gioco completo
È evidente che Game Science si stia conservando i boss più interessanti per il gioco completo

Il tratto di originalità è dato sia dal fatto che alternando come una danza colpi leggeri, pesanti e schivate perfette, il focus si carica più velocemente, ma anche dall'implementazione di 3 posture che possono essere cambiate al volo, senza alcun tipo di ricarica, e determinano proprio il tipo di attacco pesante che il nostro protagonista può infliggere. A cambiare non è solo l'animazione ma anche il tipo di comportamento legato all'assalto: con una posizione si sferra una bastonata che può interrompere gli attacchi dell'avversario fino a farlo cadere a terra indifeso, con un'altra entriamo in una sorta di posizione difensiva rialzata che ci permette di attivare l'attacco vero e proprio a nostra discrezione ma che ci lascia poi inermi fino alla fine dell'assalto, mentre con l'ultima Wukong sferra un fendente che genera moltissimi danni, ma solo dopo alcuni attimi di "carica" che ci costringono a essere estremamente precisi nel posizionamento.

Il risultato finale è un combattimento velocissimo, ma anche estremamente tecnico che obbliga il giocatore a studiare con grande precisione le azioni dell'avversario per tentare di cambiare strategia con grande rapidità così da infliggere il massimo quantitativo di danni nel minor tempo possibile. Tra l'altro ci è sembrato che la gestione della stamina, così come della fiaschetta, siano più generose di quanto capita di vedere nei soulslike di FromSoftware: non sappiamo se si tratta di un'agevolazione relativa alla demo, ma questo ci ha permesso di osare di più durante le battaglie e di essere più aggressivi perché consapevoli di poterci muovere con molta agilità sul campo e anche di poter recuperare parecchia energia vitale prima di soccombere ai colpi nemici.

...ma ce n'è anche qualcuna negativa

Il design di WuKong, il protagonista, è davvero molto interessante
Il design di WuKong, il protagonista, è davvero molto interessante

Non tutto però ci ha convinto fino in fondo, questo dobbiamo dirlo. Da un lato, come accennato poco sopra, i boss che era possibile affrontare in questa demo, per quanto interessanti e ben bilanciati per offrire una sfida crescente, ci sono apparsi abbastanza tradizionali nei movimenti di attacco e nella tipologia di assalti. Considerato quanto è stato mostrato nei vari trailer del gioco, è evidente che Game Science si stia tenendo la "ciccia" per il gioco completo. Nessun avversario gigantesco o con attacchi davvero coreografici o che richiedessero un lungo studio delle animazioni e dei sui schemi per avere la meglio.

In seconda battuta abbiamo sempre percepito, pad alla mano, una risposta ai comandi non sempre eccelsa. Fatichiamo a definire le cause con precisione: forse un input lag non eccellente, probabilmente il feedback dei colpi o il ritardo nell'avvio di alcune animazioni essenziali per avere contezza visiva degli assalti andati a termine sia contro l'avversario che contro di noi, talvolta persino l'uso di troppi effetti grafici in prossimità dei punti d'impatto, uniti a una gestione non ottimale della telecamera. Tutte queste variabili ci hanno talvolta reso difficoltosa la lettura della battaglia e anche, più semplicemente, non ci consentivano di capire al volo quando concretamente l'avversario ci stava colpendo se non affidandoci all'indicatore dei danni in basso a sinistra.

Level design e varietà degli scenari sono 2 elementi del gioco completo che andranno valutati con attenzione
Level design e varietà degli scenari sono 2 elementi del gioco completo che andranno valutati con attenzione

C'è insomma ancora bisogno di un lavoro di ripulitura e rifinitura generale per restituire un sistema di combattimento assolutamente perfetto: un elemento essenziale per permettere a Black Myth: WuKong di dire la sua in un genere ultra-competitivo e dove ci sono ormai davvero troppi pesi massimi di cui bisogna tenere conto. Di tempo ce n'è comunque, visto che il gioco dovrebbe arrivare sul mercato nell'estate del 2024, tra un anno esatto, sia su PC che sulle console di attuale generazione. Noi rimaniamo speranzosi di poter provare quanto prima questa stessa demo anche comodamente sul divano di casa nostra.

Il primo contatto con Black Myth: Wukong, per quanto difficoltoso a causa del caos e dei tempi tipici delle fiere di settore, ci ha lasciato piacevolmente sorpresi. I ragazzi di Game Science sanno il fatto loro e il titolo sembra già possedere tutti quegli elementi tipici dei soulslike di successo. Certo, ci sono diverse sbavature a livello di comandi e di pulizia delle animazioni, in più i boss selezionati per la dimostrazione non sono probabilmente quelli più "impattatanti", ma se questo è soltanto un primo assaggio e considerato che c'è ancora un anno di sviluppo prima che il gioco arrivi concretamente sul mercato, è assai probabile che tra le mani potremmo ritrovarci un soulslike che andrà ben oltre le nostre più rosee aspettative.

CERTEZZE

  • Tecnicamente si presenta bene, con un bel colpo d'occhio e un'ottima fluidità
  • Il sistema di combattimento è frenetico, originale e tecnico

DUBBI

  • Come sarà il level design?
  • Feedback dei colpi, input lag e pulizia delle animazioni necessitano di parecchi ritocchi