Dragon Ball Z: Kakarot, cosa ci piace e cosa no del nuovo gioco Cyberconnect2 47

In attesa di pubblicare la recensione definitiva, ecco cosa ci ha colpito positivamente e negativamente nelle nostre prime venti ore in compagnia di Goku e soci

SPECIALE di Christian Colli   —   16/01/2020

Dragon Ball Z: Kakarot è un gioco enorme. Ci sono volute quasi venti ore per completare la saga di Freezer e questo vuol dire che siamo praticamente a metà della campagna che comincia con l'arrivo dei Saiyan sulla Terra e si conclude con la battaglia contro Bu, andando quindi a coprire tutto Dragon Ball Z così come lo ha pensato Akira Toriyama quando ha scritto e disegnato il manga. Per questo motivo abbiamo deciso di prenderci un po' più di tempo per recensire l'ultima fatica targata CyberConnect2: il codice è arrivato con pochissimo anticipo e noi vogliamo completare la campagna per farci un'idea più concreta prima di valutare il gioco e rispondere a tutte le vostre domande, come la più gettonata: cosa c'è dopo i titoli di coda? Nel frattempo, ecco cinque cose che ci hanno colpito positivamente e cinque che invece non ci sono piaciute.

Ci piace...

Il mondo
Dragon Ball Z: Kakarot è il primo videogioco che ricostruisce con cura e rispetto il fantastico mondo immaginato da Akira Toriyama. La mappa del mondo è ricca di aree, spesso contigue, che i fan della serie riconosceranno immediatamente: la grande West City dove risiede la Capsule Corporation, l'arcipelago sudorientale in cui si trova la Kame House, i boschi sotto la Torre di Korin, le montagne rocciose in cui si nascondeva Yamcha e così via. Il mondo è vasto e popolato, anche se non particolarmente interattivo: non è un open world sofisticato ma è colorato e pieno di particolari.

Le cinematiche della storia
Dragon Ball Z: Kakarot racconta la storia di Dragon Ball Z perlopiù attraverso lunghe cinematiche che riproducono i momenti più importanti del manga e dell'anime con grande fedeltà. Grazie alla grafica in cel shading e al talento dei ragazzi di CyberConnect2, alcune di queste cinematiche sono praticamente identiche al cartone animato e spesso lo superano pure in spettacolarità e fluidità. In fondo parliamo di un anime che risale ai primi anni '90! Molti fan conoscono probabilmente la storia a memoria, ma ci sono scene iconiche che non ci stancheremmo mai di guardare e riguardare.

Il sistema di combattimento
Dragon Ball Z: Kakarot è la naturale evoluzione del sistema di combattimento 3D che abbiamo visto in altri titoli ispirati al manga di Akira Toriyama, per esempio i recenti Dragon Ball Xenoverse. Le dinamiche sono tuttavia più curate, le collisioni sono più precise e il gameplay è generalmente più spettacolare, fluido e divertente. Si impara a giocare in pochi minuti e man mano che si prosegue con la storia si sbloccano nuove meccaniche come la schivata, il contrattacco, le Combo Z, le varie trasformazioni e così via. I boss, in particolare, sono molto impegnativi e spesso usano attacchi telegrafati che bisogna prevenire o schivare con un po' di abilità per avere la meglio su di loro.

Le meccaniche GDR
Dragon Ball Z: Kakarot è un GDR d'azione single player. Questa definizione potrebbe star stretta a una serie che è stata quasi sempre rappresentata da picchiaduro come Dragon Ball FighterZ, ma i ragazzi di CyberConnect2 hanno fatto un buon lavoro con le meccaniche GDR che sono numerose ma non particolarmente invadenti. I personaggi guadagnano esperienza e aumentano di livello, spesso riflettendo i power-up della storia; inoltre, hanno accesso a una griglia di bonus passivi che si sbloccano soddisfacendo determinati requisiti e spendendo le Sfere Z raccolte nel mondo. Con gli ingredienti ottenuti andando a caccia o facendo la spesa, è possibile cucinare manicaretti che aumentano temporaneamente le statistiche, e come se tutto ciò non bastasse ci sono anche le Comunità in cui collocare gli emblemi che raffigurano i personaggi nell'ordine giusto per massimizzare i bonus ottenuti in ogni categoria.

Le storie secondarie
Ogni tanto avremo la possibilità di girare liberamente per il mondo prima di proseguire con la campagna. In questi momenti potremmo voler svolgere le storie secondarie, incarichi facoltativi contrassegnati da punti esclamativi azzurri. Queste missioni speciali, scritte perlopiù da Akira Toriyama in persona, riportano spesso in scena alcuni personaggi secondari che appartengono all'universo di Dragon Ball come l'androide Otto, la bizzarra Lunch, il buffo Pilaf, la Tartamarina del maestro Muten e così via. Non sono incarichi particolarmente articolati - a volte bisogna solo lottare o raccogliere materiali - ma sono una gradevole aggiunta che ci ricompensa con esperienza, consumabili e altri oggetti utili, oltre a ricordarci che ci sono anche tanti altri personaggi nel mondo di Toriyama oltre ai più famosi Guerrieri Z.

Non ci piace...

Gli scontri casuali
Volando per il mondo vi capiterà spesso di imbattervi in gruppetti di nemici che vi inseguiranno e attaccheranno, innescando dei combattimento sul posto. Se questi nemici sono particolarmente deboli vi basterà semplicemente investirli per sbarazzarvene senza lottare, ma più spesso sarete costretti a sconfiggerli e questo a volte può essere seccante, specialmente se state cercando un oggetto nascosto e il cielo è denso di avversari. Questi combattimenti durano poco, fortunatamente, ma proprio per questo possono diventare irritanti soprattutto all'inizio del gioco, quando la varietà di avversari è decisamente ridotta e vi ritroverete a combattere continuamente contro gli stessi robot del Red Ribbon per pochi punti esperienza a battaglia.

Il farming
I nuovi attacchi speciali e le conoscenze passive si sbloccano spendendo le Sfere Z e le Medaglie D sparse per il mondo. Man mano che i personaggi aumentano di livello e diventano più forti, i vari potenziamenti costano sempre di più, perciò ogni tanto dovrete dedicare un po' di tempo alla raccolta di questi oggetti speciali. Lo stesso vale per gli Zeny che vi serviranno a comprare consumabili, ingredienti e materiali, e che guadagnerete soprattutto vendendo gli oggetti ottenuti andando a caccia o esplorando il mondo. Fortunatamente c'è un modo per aggirare il farming, e sono le Sfere del Drago: potrete raccoglierle ogni venti minuti di tempo reale ed esprimere un desiderio a scelta. Oltre a poter affrontare nuovamente i boss già sconfitti, potrete chiedere al drago Shenron una generosa quantità di denaro o Sfere Z!

La struttura della campagna
Se escludiamo gli intervalli di tempo in cui possiamo svolgere le storie secondarie e gironzolare liberamente per il mondo, la struttura della campagna è estremamente ripetitiva: fondamentalmente dovremo spostarci da un punto all'altro, sopportare molteplici caricamenti, guardare qualche cinematica e affrontare un boss dopo l'altro. Qualche volta dovremo svolgere incarichi un pelo più articolari, ma si tratterà di sconfiggere qualche nemico minore o raccogliere qualche oggetto prima della cinematica successiva. Il che è normale perché la storia di Dragon Ball Z è quella e il gioco di CyberConnect2 la segue fedelmente, ma avremmo preferito qualche missione principale più dinamica e imprevedibile tra un combattimento e l'altro.

Non tutti i personaggi sono giocabili
Purtroppo Dragon Ball Z: Kakarot non vi permetterà di controllare ogni singolo Guerriero Z nella storia. Alcuni di loro, infatti, sono solo personaggi di supporto che potrete annettere al gruppo ma che non potrete utilizzare direttamente in battaglia. Crilin, Tenshinhan, Yamcha e Jiaozi sono alcuni dei personaggi di supporto che sbloccherete nel corso della campagna: vi accompagneranno in battaglia e agiranno per conto loro in base alla tipologia cui appartengono. Alcuni potrebbero proteggervi dagli attacchi dei nemici, altri potrebbero addirittura curarvi. Potete comunque potenziare le loro abilità individuali e assegnare alcune tecniche specifiche a una combinazione di tasti: per esempio potrete usare l'Esplosione Solare di Crilin al momento opportuno per interrompere e stordire un bersaglio, senza contare che, riempito l'apposito indicatore, potrete utilizzare insieme a questi personaggi le devastanti Combo Z.

È una storia che già conosciamo
Quella di Dragon Ball Z è una storia che ci accompagna da tanti anni: pensate che in Italia è arrivata sulle principali reti televisive praticamente vent'anni fa, quando il manga girava già da diverso tempo nel circuito degli appassionati di fumetti giapponesi. Dragon Ball Z: Kakarot è il primo gioco a riproporre questa storia con tanta cura e fedeltà, però bisogna ammettere che i fan ormai la conoscono a memoria. Sebbene esistano già altri titoli come Dragon Ball Xenoverse che raccontano i momenti iconici dell'anime da prospettive diverse, non abbiamo potuto fare a meno di pensare che sarebbe stato bello giocare un'avventura completamente inedita ambientata nell'universo di Akira Toriyama... magari scritta dall'autore in persona e ambientata dopo nell'epoca di Dragon Ball Super, così da includere ancora più personaggi.