Dragon Quest: 35 anni di Slime, storia e segreti del successo

Dragon Quest compie 35 anni e lo Slime è la sua mascotte: ma come ha fatto un ammasso di gelatina a diventare così importante? Scopriamolo insieme.

VIDEO di Raffaele Staccini —   29/05/2021
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Dragon Quest è il gioco di ruolo giapponese per eccellenza. Creato da Yuji Horii e pubblicato il 27 maggio 1986, quello realizzato in collaborazione con il mangaka Akira Toriyama è diventato un vero e proprio fenomeno di massa, almeno in Giappone.

Lo stile inconfondibile dell'autore di Dragon Ball ha dato agli sprite di personaggi e nemici un carattere unico, che ha trasformato alcuni di questi ammassi di pixel in vere e proprie icone.

Il caso più eclatante è senza dubbio lo Slime: un semplice blob di gelatina azzurra, che non ha creato mai grossi grattacapi al giocatore, ma che è diventato in poco tempo la mascotte di una delle serie più longeve di sempre.

Ma come ha fatto a diventare così importante? E com'è nata l'idea di trasformare della gelatina in un super cattivo (vabbè super, si fa per dire)? Ecco la storia dello slime, il "vero" protagonista di Dragon Quest.

L’aspetto

Slime in azione in Dragon Quest Heroes
Slime in azione in Dragon Quest Heroes

Fin dal primo Dragon Quest, e poi in molti altri capitoli, il primo nemico incontrato dal giocatore è lo Slime. Un blob azzurro che ricorda certi cioccolatini americani, semplice e sempre allegro.

Il design di Toriyama è basato su un rozzo sketch dello stesso Horii, ispirato ai creeping crud di Wizardry, uno dei primi e più importanti giochi di ruolo mai pubblicati. Questo è stato poi modificato dal mangaka, che gli ha dato un aspetto più grazioso.

Proprio questa mancanza di ferocia potrebbe essere una delle ragioni del suo successo. In un genere come quello dei JRPG, dove i nemici sono spesso mostri spaventosi, un avversario dallo sguardo così rassicurante, e un po' tonto, non può che essere una gradita rarità.

Le abilità

Slime Knight in Dragon Quest XI
Slime Knight in Dragon Quest XI

Gli slime azzurri sono i nemici più deboli che si possono incontrare. Non hanno particolari abilità e possono essere sconfitti senza grossa fatica. Tanto che ci si sente persino in colpa nel farlo.

Da Dragon Quest 4, però, sono iniziati ad apparire slime un po' più forti. Il King Slime, per esempio, è più grande e indossa una corona; il Metal Slime è grigio, ha una difesa molto elevata e garantisce una grande quantità esperienza, anche se è incline alla fuga; lo Slime Knight, infine, è verde e può essere cavalcato.

Il successo

Guardate che bel sorriso a zero denti!
Guardate che bel sorriso a zero denti!

In patria gli slime sono arcinoti, e godono di un livello di popolarità simile a quello di Pikachu, con tanto di peluche, controller, tazze e molto altri oggetti a loro dedicati. Uno slime fa parte persino del monumento dedicato a Dragon Quest e Yuji Horii eretto a Sumoto, in Giappone, e può quindi vantarsi di essere uno dei pochi personaggi dei videogiochi ad aver ricevuto un tale onore.

In occidente non hanno avuto la stessa fama, ma sono comunque molto conosciuti. Per questo Square Enix ha pubblicato negli anni diversi spin-off a loro dedicati. Nei vari capitoli della serie Dragon Quest Monsters possono essere addomesticati, ma esiste anche una trilogia di giochi intitolati Dragon Quest Heroes: Rocket Slime, dove uno slime di nome Rocket è il protagonista dell'avventura. Purtroppo, però, solo il secondo capitolo per Nintendo DS è arrivato dalle nostre parti.

Insomma, mentre il mondo è in attesa di Dragon Quest 12: The Flames of Fate, dopo sette lustri gli slime rimangono una delle mascotte più amate dei videogiochi. E voi, che rapporto avete con questo simpatico mostriciattolo? Fatecelo sapere nei commenti qua sotto.