Game Hero. Viaggio nelle storie dei videogiocatori, la recensione del libro di Viola Nicolucci

Vi presentiamo, attraverso la nostra recensione di Game Hero. Viaggio nelle storie dei videogiocatori, il libro di Viola Nicolucci pubblicato da Ledizioni.

SPECIALE di Alessandro Bacchetta   —   21/10/2021
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Oggi è stato pubblicato Game Hero. Viaggi nelle storie dei videogiocatori, un libro di Viola Nicolucci, di cui vi proponiamo la nostra recensione. È stato pubblicato da Ledizioni, nella collana "Il Quant" e il suo intento è palesato dal titolo stesso dell'opera: il volume - relativamente breve, circa centocinquanta pagine - racconta la storia di dieci persone la cui vita è stata profondamente segnata, in una maniera o nell'altra, proprio dai videogiochi. La prefazione è stata scritta da Lorenzo Fantoni, giornalista che si occupa di cultura pop, autore di "Vivere mille vite. Storia familiare dei videogiochi" e di Radio Player One.

Viola Nicolucci non ha deciso improvvisamente di interessarsi all'argomento, anzi, il selciato che l'ha portata a scrivere questo libro lo ha attraversato per ragioni professionali e personali. È una psicologa e ha un figlio con una diagnosi di disturbi specifici dell'apprendimento: proprio attraverso i videogiochi, quest'ultimo ha mostrato delle capacità che aveva difficoltà ad esibire in contesti diversi.

La copertina di Game Hero, una foto che ha pubblicato l'autrice sul suo profilo Twitter
La copertina di Game Hero, una foto che ha pubblicato l'autrice sul suo profilo Twitter

Viola dal 2011 si occupa di Cyberpsicologia, e cioè dell'impatto che le tecnologie digitali (comprendenti i videogiochi, naturalmente) hanno sugli individui, presi singolarmente e come comunità. Insomma, si tratta di un profilo estremamente interessante, ideale per selezionare dei casi significativi, che possano mostrare quanto siano ormai importanti i videogiochi nel contribuire a costruire, svelare e formare l'identità di una persona.

Vi anticipiamo subito il difetto principale - a nostro parere - del libro, prima di presentarvi e commentare i suoi contenuti. La penna di Viola Nicolucci è elegante e leggera, la sua prosa piacevole, ma abbiamo notato vari, pur non frequentissimi, errori ortografici e di punteggiatura. Considerando la qualità della scrittura, buona se non addirittura ottima, sospettiamo che la colpa non sia tanto dell'autrice, quanto di una fase di editing superficiale o frettolosa. Qualunque siano le cause, abbiamo trovato questo aspetto piuttosto fastidioso: perché facilmente risolvibile e perché non rende giustizia al resto dell'opera.

Le storie dei videogiocatori

Animal Crossing: New Horizons: l'ultimo rappresentante di una serie molto citata nel libro.
Animal Crossing: New Horizons: l'ultimo rappresentante di una serie molto citata nel libro.

L'autrice del libro ha scelto di raccontare poche storie, solamente dieci, ma le ha selezionate sapientemente. Hanno una sola cose in comune: sono vite che sarebbero state radicalmente, completamente diverse se non si fossero intrecciate coi videogiochi. Viola Nicolucci ha contattato, e parlato direttamente, con quasi ognuna di loro: per questo motivo, anche nei casi già celebri come quello di Audrey, la "nonna" che ha giocato più di 3500 ad Animal Crossing, l'autrice ha trovato modo di aggiungere qualcosa di personale. La nostra impressione è che la lunghezza del libro sarebbe potuta essere almeno doppia, e questo proprio per quanto la scrittrice sia entrata (almeno in parte) dentro ognuna di queste storie: non possiamo che apprezzare la scelta di un testo essenziale, da cui permea una forte conoscenza - e un forte interesse - per quanto viene raccontato.

Le storie di Game Hero parlano di uomini e donne, di giovani e di anziani. Di professionisti del settore (come Tameem Antoniades di Ninja Theory) e di giocatori accaniti. Parlano di persone che, indipendente da cosa facciano, hanno (o hanno avuto) una vita, una psiche e un'identità profondamente segnata dai videogiochi. E tutto ciò, per il progressivo aumentare della popolazione giocante, sarà sempre più frequente.

Senza anticipare troppo i contenuti del libro, vi forniamo alcuni esempi dei temi trattati. Nella prima storia si parla di disabilità e di quanto videogiocare possa essere avventuroso e coinvolgente e importante per un ragazzo che, sul pianeta Terra, non può muoversi o agire in maniera autonoma. Successivamente Nicolucci racconta la storia di un ragazzo che, attraverso i videogiochi, passione che condivide col padre, riesce a comunicare apertamente col genitore: un legame che ha bisogno di "altro" per arrivare alle tematiche più intense e profonde dell'animo, "altro" che, in questo caso, è rappresentato proprio dai videogiochi. È giocando assieme che il figlio trova il coraggio di fare coming out: è giocando assieme (online) che, anni più tardi, il padre conosce il futuro compagno del figlio.

Vengono approfonditi, sempre raccontando una vita e mai analizzando genericamente la società, temi come il sessismo e la rappresentanza etnica. Nel primo caso si racconta il percorso professionale di una giornalista Italiana di videogiochi, ora caporedattrice di un celebre sito nazionale e le sfide e i pregiudizi che ha dovuto affrontare sul suo cammino. Nel secondo, l'autrice si trova di fronte a un problema che aveva inizialmente sottovalutato, di cui negli Stati Uniti già si discute già molto (qui, ancora, un po' meno) e cioè la rappresentanza etnica nel mondo dei videogiochi. Per farvi un esempio, ora che si è concluso il roster di Super Smash Bros. Ultimate, non c'è un singolo personaggio palesemente nero (costumi alternativi a parte). L'argomento viene trattato parlando con Chella Ramanan, narrative designer, ex giornalista del Guardian.

Conclusioni

Spider-Man 3: una delle storie più interessanti riguarda questo gioco per PlayStation 3.
Spider-Man 3: una delle storie più interessanti riguarda questo gioco per PlayStation 3.

Abbiamo trovato Game Hero una lettura molto piacevole. La consigliamo a due tipi di persone in particolare, sperando di non schematizzare troppo.

I primi utenti a cui potrebbe interessare sono i videogiocatori stessi, quelli molto appassionati, per sentirsi meno soli: anzi, per scoprire che non sono affatto soli, dovessero percepire qualcosa di simile. La psiche e l'identità di tantissimi individui ormai è segnata o influenzata, in piccola o grande parte, dalle esperienze fatte coi videogiochi: che sia un fatto negativo o meno, questo libro aiuta a rendersene conto e ad accettare la cosa, non fosse già acclarata. E non ci riferiamo solamente ad artisti, creativi o creatori di videogiochi. Ci saranno dei medici che visiteranno un vostro parente, o voi stessi, e avranno giocato e amato Dark Souls. Degli avvocati che avranno lasciato un pezzo di loro stessi dentro Final Fantasy. Sono degli esempi stupidi, speriamo che il concetto vi sia arrivato.

Il secondo genere di persone a cui consigliamo Game Hero, invece, sono quelle che sottovalutano il potenziale dei videogiochi. Soprattutto se frequentano o amano qualcuno che, al contrario, è fortemente appassionato. Game Hero probabilmente non vi farà cambiare idea sulla dignità o la qualità dei videogiochi in sé e per sé, ma vi illuminerà su quanto sia ormai naturale, e diffuso, che rappresentino - o abbiano rappresentato - qualcosa di importante, personale o catartico per qualcuno.