Hyrule Warriors: L'era della Calamità, provato della demo

Abbiamo finalmente giocato una versione demo del musou ispirato a The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Ecco le nostre impressioni!

PROVATO di Christian Colli   —   29/10/2020
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La demo di Hyrule Warriors: L'era della Calamità, pubblicata ieri insieme al Nintendo Direct Mini, ci ha finalmente permesso di provare in anteprima un titolo su cui Nintendo sembrerebbe voler accentrare il suo Natale, scommettendo contro i pregiudizi nei confronti del controverso genere musou. In realtà, chi ha giocato i precedenti musou sviluppati da Koei Tecmo in tandem con la grande N (Hyrule Warriors: Definitive Edition e Fire Emblem Warriors su Switch) saprà che sono titoli più curati rispetto al solito, ma The Legend of Zelda: Breath of the Wild è un nome troppo importante da mettere in discussione, ragion per cui Eiji Aonuma e il suo team sono stati chiamati a supervisionare il tutto col preciso scopo di alzare ulteriormente l'asticella della qualità. La demo, in questo senso, ci è servita a comprendere meglio la portata di questa collaborazione, e quello che abbiamo visto ci ha decisamente soddisfatto.

Prequel... o sequel?

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Il trailer che ha accompagnato il lancio della demo ci ha rivelato alcuni particolari succosissimi: sembra che a un certo punto del gioco potremo pilotare i Colossi dei Campioni per devastare i campi di battaglia; inoltre, parrebbe che siano giocabili anche re Rhoam e Castonne. Sebbene questi personaggi non siano stati ancora annunciati ufficialmente, è plausibile che siano giocabili poiché le cinematiche e le illustrazioni ufficiali li raffigurano mentre brandiscono le loro armi iconiche, una gigantesca claymore nel casto del sovrano e le strampalate maracas nel caso del Korogu. Nintendo non ha ancora rivelato il numero esatto dei personaggi giocabili, ma è molto probabile che non siano soltanto Link, Zelda, Impa e i quattro Campioni, specialmente se consideriamo che il precedente Hyrule Warriors: Definitive Edition ne contava quasi trenta. In quel gioco, tuttavia, si incontravano e scontravano le diverse timeline di The Legend of Zelda, mentre questo è incentrato su Breath of the Wild e basta.

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Oppure no? La demo non ha confermato né smentito i nostri sospetti perché costituisce l'inizio del gioco: possiamo infatti completare l'intero Capitolo 1 della campagna, per poi eventualmente importare il salvataggio nella versione finale in uscita il 20 novembre e proseguire da dove avevamo lasciato l'avventura. Nonostante ciò, il Capitolo 1 sembrerebbe proprio essere completo di tutte le cinematiche, e ci ha rivelato un piccolo dettaglio che potrebbe avere ripercussioni importantissime sulla cognizione che abbiamo del gioco. Il misterioso guardiano in miniatura che abbiamo visto nei precedenti trailer, in realtà, proviene dall'epoca in cui si svolge Breath of the Wild: finito nel passato attraverso un portale temporale, e poi nelle mani di Link, Zelda e gli altri, la memoria del guardiano, analizzata da Pruna e Rovely, mostra ai nostri eroi il tragico destino che attende loro e Hyrule se non dovessero riuscire a sconfiggere la Calamità Ganon che ha cominciato l'invasione del regno. Per questo motivo, alla fine del Capitolo 1, Link, Zelda e Impa partono alla ricerca dei Campioni e della Spada Suprema, indispensabili alla vittoria.

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Questo significa che Hyrule Warriors: L'era della Calamità non è un semplice prequel ma, in un certo senso, è anche un sequel di Breath of the Wild oppure... una nuova timeline, alterata dalle informazioni che Zelda e soci scoprono all'inizio del gioco. Siamo sicuri che molti lettori stiano già tremando: quello del viaggio nel tempo è un escamotage che non sempre riesce bene agli sceneggiatori, ma in questo caso non ci sentiamo di condannare affatto la scelta di Nintendo poiché ci siamo sempre chiesti che appeal avrebbe potuto avere una storia di cui conosciamo già il tragico esito, tant'è che avevamo paragonato questo prequel a Rogue One, lo spin-off di Star Wars che raccontava nel dettaglio una delle sottotrame più importanti della saga di George Lucas, appena accennata nei film principali. Chi ha giocato Breath of the Wild, infatti, sa benissimo che L'era della Calamità si conclude con la morte dei Campioni, la conquista di Hyrule e il sacrificio di Zelda, che intrappola Ganon dopo aver messo in salvo Link, il quale si sveglia poi soltanto cento anni dopo, dando inizio al gioco.

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Ora, però, questa demo ha messo in discussione le nostre certezze, perché la storia potrebbe prendere una piega completamente diversa e rendere Hyrule Warriors un titolo narrativamente autonomo, seppur ambientato nello stesso immaginario di Breath of the Wild. È una soluzione intelligente, per certi versi, perché concede agli sceneggiatori un ampio spazio di manovra, nonché la possibilità di stupire i fan con colpi di scena inaspettati, mentre raccontano meglio i carismatici Campioni che le cinematiche di Breath of the Wild avevano appena abbozzato. L'escamotage del portale temporale, inoltre, non impedisce neppure di introdurre nella storia personaggi e villain provenienti da altre timeline, anche soltanto come semplice fanservice... magari sotto forma di DLC. Adesso siamo molto curiosi di scoprire che cosa succederà nella storia, ma non possiamo fare a meno di nutrire un pizzico di diffidenza: riusciranno a non incasinare tutto?

Il gameplay

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Siamo invece molto meno diffidenti riguardo al gameplay che, Joy-Con alla mano, si è rivelato ancora più convincente di quel che pensavamo dopo aver visto i vari trailer nel corso dei mesi. Hyrule Warriors: L'era della Calamità resta un musou di base, quindi non bisogna aspettarsi chissà quale complessità in termini di controlli e sistema di combattimento; tuttavia, l'influenza di Breath of the Wild si sente tantissimo sotto molti aspetti che non abbiamo potuto fare a meno di apprezzare. Il Capitolo 1 nella demo comprende poche missioni, due principali che proseguono la storia e un paio opzionali da sbloccare sulla mappa dopo aver risolto gli incarichi facoltativi. Questi ultimi sono semplici e intuitivi: appaiono sulla mappa di Hyrule - ispirata a quella che aprivamo in Breath of the Wild - sotto forma di icone e bastano pochi secondi per completarli, solitamente consegnando gli ingredienti e i materiali raccolti durante le missioni vere e proprie. Così facendo, si imparano nuove combo, si potenziano i personaggi che guadagnano cuori aggiuntivi, e si sbloccano vari servizi come il fabbro, la cucina, gli stallieri e così via.

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Le missioni del Capitolo 1 si svolgono in mappe di ampie dimensioni, estrapolate dagli scenari open world di Breath of the Wild, e consentono di giocare nei panni di Link, Impa e Zelda, che a un certo punto possiamo anche scambiare al volo durante la partita. I personaggi differiscono sensibilmente in termini di attacchi e stili di combattimento, e la demo ci ha anche permesso di capire meglio il funzionamento della Tavoletta Sheikah che, in realtà, è un repertorio alternativo che cambia da personaggio a personaggio. Prendiamo, per esempio, la runa Bomba: se la usiamo con Link, quest'ultimo scaglierà una serie di bombe nel punto in cui miriamo; Impa, invece, ne materializzerà una che colpisce un'intera area in un momento; Zelda, dal canto suo, richiama un guardiano che potremo temporaneamente controllare mentre sparpaglia bombe tutt'intorno. Ogni Runa - Glacyor, Stasis, Magnesis e Bomba - si comporta in modo diverso a seconda del personaggio, sebbene abbiano alcune funzioni in comune piuttosto importanti.

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Se i nemici comuni generalmente restano inermi a farsi picchiare come nei musou tradizionali, i boss e i miniboss rappresentano una minaccia più impegnativa che possiamo indebolire o contrastare proprio usando le Rune. Per esempio, alcuni nemici potrebbero caricarci, e a noi basterà usare la runa Glacior per materializzare un muro di ghiaccio contro cui andranno a sbattere, restando storditi per un tempo sufficiente ad assestare qualche bella combo. Le Rune interagiscono in modo diverso con l'ambiente, ma lo stesso vale per le bacchette magiche che lasciano cadere gli Sciamanix, e allora Glacior può congelare e rallentare tutti i nemici che si trovano in una pozza d'acqua, mentre la bacchetta elettrica può fulminarli, laddove quella del fuoco non infligge soltanto danni ad area, ma appicca un incendio all'erba circostante, propagando i danni in aree più ampie. Ogni volta che si richiamano queste abilità con le apposite combinazioni di tasti, il tempo rallenta concedendoci qualche momento per scegliere i bersagli più strategicamente.

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Dovremo aspettare il gioco completo per comprendere meglio la varietà e la complessità di queste interazioni, ma soprattutto l'importanza che hanno in termini di gameplay. Le prime missioni sono estremamente facili perché fanno da tutorial e non sono certo l'ambiente più adatto per valutare tutte queste funzioni, ma il solo fatto che esistano e che rendano enormemente più vario e divertente il gameplay è già una freccia notevole all'arco di Hyrule Warriors. Ci sono tante chicche che ci hanno positivamente stupito ma che non vediamo l'ora di analizzare meglio come la paravela, per esempio, che possiamo usare dopo aver spiccato un balzo - in seguito a una combo o dopo aver usato una parete come trampolino - ma che non ha ancora dimostrato un risvolto pratico.

Anche i tre personaggi giocabili avranno bisogno di più tempo per essere assimilati. Link ci ha ricordato le sue controparti nel precedente Hyrule Warriors: Definitive Edition, anche se questo Link è molto più spettacolare, potente e armato; Impa ha buone potenzialità per diventare una combattente micidiale grazie alla sua elevata velocità e alla gimmick dei simboli di ostilità, che può imporre e poi assorbire per generare un esercito di cloni che potenziano combo e attacchi speciali; Zelda, infine, usa una variante delle Rune Sheikah come attacchi normali e potenti, ma può innescare le proprietà speciali delle Rune in modo creativo, combinandole con l'ambiente e con le altre Rune, dato che la sua Tavoletta Sheikah ha un periodo di ricarica molto più breve.

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Zelda è anche il personaggio che più ha messo alla frusta l'hardware di Switch. Intendiamoci, Hyrule Warriors: L'era della Calamità, nonostante un evidente pop-up di nemici a media/lunga distanza, muove tantissima roba a schermo, ha una direzione artistica straordinaria, un cel shading meraviglioso che lo fa sembrare un cartoon e una varietà di animazioni strepitosa, ma paga il prezzo dei musou e tutti questi elementi a un certo punto incidono sula fluidità. Non abbiamo notato un'opzione che permetta di ridurre il dettaglio grafico per stabilizzare il frame rate come in Fire Emblem Warriors, ma a onor del vero abbiamo riscontrato pochissimi rallentamenti durante gli scontri... finché non abbiamo giocato Zelda e utilizzato la sua Runa Glacior che genera tanti piccoli blocchi di ghiaccio da far esplodere a piacimento, generando scoppi, schegge e vari effetti grafici che rallentano visibilmente l'azione.

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Nulla di tragico o sconvolgente, intendiamoci, ma siamo ovviamente preoccupati che possa verificarsi più spesso, specialmente nelle missioni più difficili, quando la chiarezza dell'immagine e la fluidità del gameplay potrebbero fare la differenza tra la vittoria e il game over. Inutile dire che confidiamo in una maggior ottimizzazione da qui al lancio, o in qualche patch correttiva, anche perché Hyrule Warriors sembrerebbe essere un titolo validissimo con tutte le carte in regola per convincere non solo i fan di Breath of the Wild, ma anche i giocatori che vedono nei musou il male assoluto e rischiano di perdersi il gioco che potrebbe rivoluzionare e sdoganare definitivamente il genere.

La demo di Hyrule Warriors: L'era della Calamità ci ha convinto ulteriormente, casomai ce ne fosse bisogno, dell'impegno che Nintendo e Koei Tecmo hanno messo nello sviluppo di questo musou. Le premesse sono ottime, al netto di qualche incertezza tecnica che speriamo si risolva con una limatura dell'ultimo momento. La bontà del sistema di combattimento, intuitivo come in ogni musou ma migliorato da chicche ispirate a Breath of the Wild come le Rune Sheikah, potrebbe sorreggere una campagna che, sfruttando l'escamotage dei viaggi nel tempo, dovrebbe riservare non poche sorprese a tutti i fan del The Legend of Zelda che ha rivoluzionato le avventure e ora, pare, anche i musou.

CERTEZZE

  • Il sistema di combattimento è più vario e divertente dei soliti musou
  • L'influenza di Breath of the Wild è massiccia
DUBBI
  • Il viaggio nel tempo cambierà la storia per come la conosciamo?
  • La versione finale sarà meno incerta sul fronte del frame rate?