League of Legends, scrivere per RIOT e i segreti di Dan Abnett 8

Da Marvel a DC, passando per Alien e Mordor: i segreti dello storytelling di League of Legends per Dan Abnett

INTERVISTA di Tommaso Valentini   —   29/10/2018

Sono anni ormai che League of Legends è sulla cresta dell'onda. Non importa quali generi diventino più popolari o quali giochi vengano trascinati dalle mode: LOL con il suo pubblico eterogeneo, con le sue star e il circuito esport più vasto in assoluto riesce sempre a stare lì nell'olimpo dei titoli più scaricati e giocati. Merito ovviamente di una formula vincente e di un supporto costante, ma è anche grazie alla capacità di espandere l'universo e raccontare storie diverse sui suoi personaggi principali se negli anni Riot è stata capace di tenere incollati i fan sui server. È con questa idea in testa che l'evento Odyssey ha avuto origine, non solo un nuovo contesto dove far scontrare i giocatori ma l'occasione per uscire dal seminato e coinvolgere alcuni grandi narratori per raccontare le vite degli eroi in un universo alternativo. Abbiamo avuto modo di fare quattro chiacchiere con Dan Abnett, scrittore inglese conosciuto per aver lavorato con Marvel Comics & Marvel UK fino agli anni duemila per poi passare sotto l'effige DC Comics. Dan ha inoltre lavorato ad alcuni racconti per Warhammer Fantasy e Warhammer 40,000. È con grande gioia quindi che ci siamo avvicinati a questa intervista, sapendo che dall'altra parte del filo avevamo una persona capace sicuramente di raccontarci qualcosa di interessante, e così è stato.

Multiplayer.it: Ciao Dan, puoi dirci intanto come è nato questo accordo con Riot?
Dan Abnett: Avevo già parlato diverse volte con Riot cercando un progetto comune su cui lavorare e quando hanno avuto per le mani Odyssey il collegamento con me è stato automatico, merito soprattutto dei romanzi ambientati nell'universo di Warhammer 40.000 che ho scritto. Ho preso la palla al balzo e ho accettato immediatamente, non era la prima volta poi che partecipavo alla creazione di un videogioco: ho scritto il background di Alien Isolation, ho scritto molti dei dialoghi degli orchi di L'ombra di Mordor ed ero desideroso di cimentarmi in questa nuova avventura.

Visto questo tuo ampio curriculum ti approcci in maniera diversa per raccontare personaggi dei videogiochi e personaggi invece destinati ad un pubblico abituato a leggere?

Si assolutamente. Partiamo dal presupposto che un buon personaggio è un buon personaggio sempre, e il trucco per uno scrittore è fare in modo che la figura di cui sta scrivendo funzioni alla perfezione in quella particolare ambientazione. In un videogioco hai il vantaggio, ma anche lo svantaggio, di dover raccontare una storia che coinvolge anche il giocatore, che muoverà poi l'eroe nel gioco. La cosa che adoro fare è prendere personaggi di un determinato universo, come Warhammer o Alien per l'appunto, estrapolarli dal loro contesto e scrivere un racconto completamente originale che li veda protagonisti. Con League of Legends la cosa meravigliosa è l'audience enorme di riferimento e il fatto che i personaggi non abbiano una storia ben definita, il che mi permette di riempire i background di racconti e di dettagli non capaci di avere un impatto sul mondo di gioco, ovviamente ma sufficienti da potergli dare la piega che voglio nella vita di tutti i giorni.

Questa storia non è inserita all'interno del client di gioco ma deve essere raggiunta attraverso il browser. Pensi che sia un ostacolo per i giocatori più giovani?

Credo che questi siano esperimenti interessanti per capirlo. Penso che in questo caso molta gente giochi soltanto a League of Legends senza interessarsi di altro ma è anche la base del titolo. Mi piace pensare invece che la transmedialità funzioni egregiamente. Prendi Star Wars ad esempio, i fan vogliono leggere i racconti, leggere i fumetti, giocare i videogame oltre che guardare i film al cinema. Anche in Warhammer che è basato sul gameplay (in maniera differente visto che è un gioco da tavolo ovviamente) sono più di vent'anni che la gente cerca altre risorse per approfondire quel magnifico e complesso scenario. In questo caso è bellissimo poter restare in contatto con il proprio universo in modi così diversi e variegati. L'utente medio di Warhammer che adora giocare con le miniature e dipingerle ama anche poi continuare a restare immerso in questo mondo mentre è seduto sul pullman mentre torna a casa ad esempio, leggendo un racconto o ascoltando un audiolibro e penso che la gente ami tutto questo. Quindi penso che questa mossa sia davvero intelligente da parte di Riot, proprio per capire se la gente è interessata ad andare oltre ai frame su schermo e restare connessa all'universo di League of Legends.

Odyssey è ambientato in un universo parallelo. Yasuo ad esempio è un samurai spaziale ora, e ci chiedevamo quali aspetti dei personaggi e dell'universo hai conservato rispetto alle loro versioni originali per mantenerli credibili e coerenti.

Immagino che quando dici universi paralleli tu abbia in mente qualcosa che arriva direttamente da Star Trek, io invece credo sia meglio chiamarli Altrimondi, come la linea DC dedicata alle storie alternative dei supereroi. È sostanzialmente la stessa cosa che fare un reskin a un personaggio: deve essere riconoscibile e deve mantenere integre tutte le sue caratteristiche ma al contempo portare qualcosa di nuovo alla narrativa e all'universo di gioco. In questo caso abbiamo provato a portare il sapore di Star Wars e dei Guardiani della Galassia su League of Legends mantenendo comunque fede a ciò che i giocatori amano di quei personaggi.

Hai lavorato per Marvel, DC, Games Workshop e ora Riot facendo sempre ciò che ami. Sappiamo che ognuno ha un percorso proprio e ben diversificato ma ci piacerebbe sapere quale strada hai percorso in questi anni per arrivare a fare ciò che fai oggi.

Non ci sono troppi segreti a dirla tutta. Ho iniziato da molto giovane, perché mi era chiaro quanto amassi lo scrivere. Quindi semplicemente, ho scritto. Scrivevo qualsiasi cosa solo per fare pratica, per farmi i muscoli. Serve solo pratica per fare esperienza anche se questa non vi porterà niente. All'inizio della mia carriera avevo un ruolo come editor per Marvel Comics a Londra e ho imparato le basi e ho capito che da freelance avrei avuto più possibilità di variare. Se volete diventare scrittori, e vi consiglio di farlo se ci tenete - nonostante sappia benissimo quanto siano terribili alcuni momenti quando le deadline si avvicinano - dovete semplicemente essere determinati. Probabilmente scriverei anche se non fossi pagato, lo farei per me stesso e solo perché mi piace, ma dovete essere pronti a rialzarvi ogni volta che verrete respinti . Scrivere è quindi la prima cosa ma leggere, leggere è la seconda. Se volete essere dei bravi scrittori dovete essere dei divoratori voraci di storie. Non per copiare ma per essere ispirati, da qualsiasi media a partire dai film passando per romanzi e videogiochi, e se sarete avidi consumatori di storie sarete produttori migliori.

Dan, ti vedremo di nuovo collaborare con Riot a breve? Quali sono i tuoi piani?

Ho amato scrivere questo racconto per un titolo così importante, e ho apprezzato la possibilità concessami per la prima volta da Riot. Mi piacerebbe molto continuare perché vedo tantissimo potenziale in questo franchise. Ora vedremo se ci sarà pubblico per questo tipo di racconti, cosa che spero e credo, e sono convinto che ci sia davvero tantissimo che ancora si può fare con Riot e League of Legends.