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Nutmeg è il manageriale di calcio per boomer che leggono il Televideo

Abbiamo provato in anteprima NUTMEG! A Deckbuilding Retro Football Manager, una specie di Football Manager misto a gioco di carte e con un forte sapore nostalgico.

PROVATO di Vincenzo Lettera   —   31/08/2025
La classifica in Nutmeg viene mostrata attraverso il Televideo

Dai tempi di Scudetto fino all'ultimo capitolo di Football Manager, passando per il caro vecchio PC Calcio, tutti sanno più o meno come dev'essere un manageriale calcistico. Interfacce essenziali e utilitaristiche, pensate in maniera da trasmettere le informazioni nel modo più diretto possibile. Tra una partita e l'altra i dati devono essere chiari, le schermate devono essere semplici come delle tabelle in Excel, e le uniche eccezioni sono la riproduzione del campo, gli emblemi dei club, le foto dei calciatori e poco altro. La sostanza prima della forma.

Ispirato al calcio inglese degli anni '80 e sviluppato da un piccolo team sotto l'ala di Sumo Sheffield, Nutmeg prende una direzione completamente diversa, sia nella presentazione grafica sia nel modo in cui ogni partita si svolge attraverso le regole di un gioco di carte. Una boccata d'aria fresca in un genere che a oggi è dominato da Football Manager 26 e dai suoi innumerevoli emuli.

L'allenatore boomerone

La prima cosa che colpisce di Nutmeg è senza dubbio la sua ambientazione e l'utilizzo di un'interfaccia interamente diegetica. Siamo nel 1980 e sulla vostra scrivania da allenatore è la fiera del marrone e del beige. C'è un computer su cui controllare le finanze della squadra, accanto a una calcolatrice da usare per fare i conti; in mezzo, un fax suona ogni volta che arriva una comunicazione importante, mentre da una enorme TV a tubo catodico si può controllare il teletext (l'equivalente del nostro caro Televideo) per leggere le notizie o controllare le classifiche e le prossime partite di campionato.

La 'schermata' principale di Nutmeg è la scrivania. Si può interagire con tutto, compresa la lavagna e il boombox.
La "schermata" principale di Nutmeg è la scrivania. Si può interagire con tutto, compresa la lavagna e il boombox.

C'è anche un albo di figurine con un logo molto simile a quello Panini (in questo caso si chiama Baguette), che serve per tenere d'occhio la propria squadra e i giocatori degli altri club. L'avrete capito, Nutmeg è un gioco "boomerissimo" per i più giovani, ma chi ha più di trent'anni non può non lasciarsi scappare un sorriso nostalgico. Ricevere fax, digitare numeri al telefono e controllare gli appunti su un blocchetto ricorda per certi versi alcuni vecchi manageriali per Amiga, come Premier Manager o Ultimate Soccer Manager. In questo caso, però, la scelta di ambientare il gioco in un arco temporale che va dal 1980 fino agli anni 2000 non è solo estetica, ma permette agli appassionati di giocare con la storia del calcio.

La gestione della squadra avviene attraverso un albo di figurine in pieno stile Panini
La gestione della squadra avviene attraverso un albo di figurine in pieno stile Panini

È come ritrovarsi tra le mani l'almanacco sportivo di Ritorno al Futuro, col giocatore che potrebbe scovare i futuri campioni quando sono ancora degli sconosciuti. Se, come sembra, gli sviluppatori decideranno di restare fedeli alla storia reale, ovviamente potrebbe venire meno il divertimento di scoprire nuovi talenti, ma allo stesso tempo l'idea di poter ingaggiare le future stelle prima che diventino famose aggiunge un tocco strategico che manca ad altri manageriali di calcio.

Prevedibilmente non ci saranno licenze ufficiali, ma giocatori e squadre saranno del tutto riconoscibili, col Manchester United che diventa Manchester Reds o David Beckham che si troverà come D. Beckam o qualcosa del genere. Niente di nuovo, specialmente per chi è cresciuto a pane e Sensible Soccer.

È Football Manager o Burraco?

Dove Nutmeg si distacca completamente dalla tradizione è però nel sistema di gioco durante le partite. Niente animazioni 3D, né icone o cerchietti che si muovono passivamente su un rettangolo verde. Quando inizia una partita, Nutmeg diventa un gioco di carte a tutti gli effetti, con dei turni e un mazzo da cui pescare delle carte che permettono di eseguire delle azioni.

Le partite in Nutmeg si svolgono attraverso un gioco di carte: si può influenzare il risultato di alcune azioni, ma il lavoro fatto fuori campo resta fondamentale. Ah, notare l'orologio simil-Casio che indica il tempo di gioco
Le partite in Nutmeg si svolgono attraverso un gioco di carte: si può influenzare il risultato di alcune azioni, ma il lavoro fatto fuori campo resta fondamentale. Ah, notare l'orologio simil-Casio che indica il tempo di gioco

Ogni allenatore ha una sua mano, ma ogni momento della partita (calcio d'inizio, rimessa laterale, passaggio filtrante, tiro in porta...) viene rappresentato da una carta estratta da un mazzo condiviso posizionato nel mezzo del tavolo. Ogni carta - e quindi ogni azione - presenta tre possibili esiti con diverse percentuali di successo. Se gli avversari stanno attaccando, potrebbero avere un 60% di possibilità di fare gol, un 15% di lanciare la palla in corner e un 25% di farla parare al portiere.

Le carte che si hanno in mano possono influenzare la percentuale a proprio favore, ma possono essere usate soltanto una volta in quella partita prima di essere perse per sempre, e perciò bisogna decidere molto attentamente quando vale la pena sprecare una carta potente. Meglio usare la migliore carta difensiva per evitare un pareggio, oppure rischiare il gol e conservarla quando ci sarà davvero un momento critico più avanti nel campionato?

Non poteva mancare la bacheca per gli appunti
Non poteva mancare la bacheca per gli appunti

È una dinamica interessante, e il fatto che il numero di carte da giocare durante una partita sia molto limitato fa in modo che la componente manageriale fuori dal campo resti comunque parecchio determinante sull'esito delle partite. La fortuna e delle buone carte ci potranno aiutare solo fino a un certo punto.

Al netto della presentazione, Nutmeg ha infatti tutto quello che ci si aspetta da un manageriale calcistico: bisogna gestire trasferimenti trattando con le altre squadre, assumere nuovi membri dello staff, costruire e gestire lo stadio, decidere i prezzi dei biglietti e mantenere buoni rapporti con tifosi e dirigenza. Le decisioni prese (o gli imprevisti che capitano di tanto in tanto) vanno a influenzare il tipo di carte che si ricevono e che sarà poi possibile utilizzare nelle partite, un po' come se fossero dei power-up o degli oggetti consumabili. Assumere un preparatore atletico molto bravo, ad esempio, potrebbe portare a ottenere più carte legate alla resistenza fisica, mentre dedicando gli allenamenti all'offensiva si possono ricevere carte più potenti in attacco. Non manca neppure un sistema di crafting, per cui le carte meno utili e i doppioni si possono conservare oppure combinare tra loro per ritrovarsi con meno carte ma più potenti.

Anche se il gioco sarà tradotto in lingua italiana, al lancio si concentrerà unicamente sulle divisioni inglesi. Si parte dal campionato dilettantistico della Divisione 4 con squadre come Halifax e Tranmere, e l'obiettivo è scalare le classifiche per arrivare in qualche anno a giocare nella Premier League. Tuttavia, una volta che la base del gioco è pronta, incorporare la Serie A e campionati di altri paesi non dovrebbe richiedere un impegno titanico, e anche se gli sviluppatori non si sono voluti sbottonare, non escludono di espandere Nutmeg con aggiornamenti post-lancio.

La demo di NUTMEG! A Deckbuilding Retro Football Manager dimostra come ci sia ancora tanto lavoro da fare: mancano all'appello il tutorial e altre parti importanti del gioco, alcuni sistemi devono ancora essere implementati, così come ci sono elementi dell'interfaccia provvisori. Eppure, già così questo mischione tra un manageriale calcistico e un gioco di carte si è rivelato tra i progetti più originali che abbiamo provato alla fiera tedesca, rinfrescando un genere che raramente esce fuori dai canoni. Chiaro, l'estetica anni '80 sembrerà aliena al pubblico più giovane, e chi cerca il realismo o l'essenzialità di Football Manager non li ritroverà certamente da queste parti. Chi però è curioso di provare qualcosa di diverso e non si lascia intimidire da mazzi di carte e vecchi computer color biscotto, farebbe bene a tenere d'occhio Nutmeg in attesa della sua uscita prevista per l'anno prossimo su PC.

CERTEZZE

  • Un manageriale di calcio diverso da tutti gli altri
  • L'interfaccia diegetica sarà pure scomoda ma è molto divertente
  • Strapieno di riferimenti e chicche nostalgiche

DUBBI

  • Per il momento legato solo al campionato inglese
  • Chi cerca essenzialità e realismo, non li troverà in Nutmeg
  • Che ne sanno i 2000?