L'iterazione dello scorso anno della simulazione sportiva più venduta di sempre è stata, senza mezzi termini, deludente. Pur racimolando incassi notevoli, pur occupando con una certa insistenza e per lunghi tratti dell'anno le posizioni più elevate delle classifiche di vendita di varie parti del mondo, il campione di Electronic Arts ha generato introiti inferiori a quanto preventivato e, cosa ben peggiore, ha indisposto una buona fetta dei fan. Le promesse di rinnovamento del gameplay sono state in larga parte disattese e anche il supporto post-lancio dello studio di sviluppo ha lasciato a desiderare.
La nuova stagione calcistica targata EA Sports FC, insomma, è anticipata da un notevole carico di tensione e ansia. Tensione da parte degli appassionati, tutt'altro che inclini a perdonare un altro passo falso del publisher americano. Ansia, da parte di Electronic Arts stessa, che in un periodo così complesso per l'industria sa bene di non poter deludere ancora gli azionisti. La campagna marketing che, come ogni anno, ha anticipato e anticipa la pubblicazione della nuova iterazione ha messo le cose in chiaro più è più volte: i feedback sono stati recapitati e ascoltati e il gameplay, pur lontano da una sostanziale rivoluzione, punta ad assecondare i desideri dell'audience con un nutrito carico di novità.
Le promesse
Le postazioni di gioco presenti nel gigantesco stand dedicato a EA Sports FC 26 consentivano di provare il gioco esclusivamente tramite partite rapide contro la CPU o un altro giocatore.
Per questo motivo, abbiamo potuto saggiare solo ed esclusivamente la modalità Authentic del gioco. Come sapranno i più informati, difatti, l'iterazione di quest'anno sdoppia il gameplay. Competitive, come il nome lascia intuire, sarà la modalità standard per tutta la parte online e competitiva del titolo. Con quest'impostazione, la manovra di gioco dovrebbe avere ritmi più alti, frutto di passaggi rapidi, di una reattività dei controlli sopra la media, di una risposta più immediata dei compagni controllati dall'IA.
Al contrario, Authentic tenterà di riprodurre più fedelmente il gioco del calcio così come lo si pratica su un vero campo o come lo si vede in televisione. La fisicità dei giocatori, hanno promesso gli sviluppatori negli ultimi mesi, sarà più accentuata; il rischieramento dei compagni di squadra, al cambio di possesso palla, sarà più lento, ma seguirà precise direttive tattiche; la difesa dovrebbe tenere maggiormente conto delle spaziature, con un pressing sì aggressivo, ma non per questo poco accorto alle posizioni occupate dagli avversari.
Anche il portiere, ci ha raccontato Electronic Arts nell'ultimo periodo, è stato soggetto a una pesante revisione. Da una parte, l'estremo difensore non dovrebbe più favorire facili tap-in a ripetizione come nell'edizione dello scorso anno. Dall'altra, non dovrebbero più essere così frequenti le parate al limite del sovrumano, su tiri estremamente precisi o particolarmente potenti, soprattutto in uscita, dove i guantoni del portiere sembravano tramutarsi in veri e propri magneti.
Questa più facile battibilità dell'estremo difensore dovrebbe essere garantita anche dalla rinnovata gestione dei tiri rasoterra e dei cross. I primi si dovrebbero attivare con un doppio tocco del tasto, consentendo al videogiocatore più smaliziato di usufruire di questa tecnica in base al posizionamento del portiere. I cross, dal canto loro, saranno meno automatizzati e più direzionali, a tutto vantaggio di traversoni in grado di raggiungere con precisione la testa o il piede del compagno di squadra ben piazzato in mezzo all'area.
L’atto pratico
Tutti i condizionali utilizzati nel paragrafo precedente, non sono affatto casuali. Perché un conto sono i trailer e il marketing, un altro il gioco vero e proprio, pad alla mano. Senza troppi giri di parole, le due partite a cui abbiamo preso parte non ci hanno lasciato l'impressione di un titolo troppo diverso da quello visto in azione un anno fa. Non è tutto uguale, è vero, ma la progressione dell'incontro ha seguito un copione tutto sommato noto, già affrontato mille altre volte, poco sorprendente.
C'è da dire che la modalità Authentic ci mette del suo per abbassare il ritmo della partita e la facilità con cui si arriva alla conclusione. Il Dynamic Dribbling, altra nuova tecnologia introdotta in EA Sports FC 26, rende effettivamente più fluide le azioni solitarie, regalando buone sensazioni palla al piede, anche a fronte di un comportamento più realistico della sfera, non più incollata alle gambe del giocatore di turno, ma libera di allungarsi qualche metro più avanti.
Questa maggior fisicità e attenzione alle regole della termodinamica, si fanno sentire anche in fase difensiva. Spostare un gigante come Erling Haaland è davvero un'impresa e, soprattutto a seguito di un calcio piazzato, conquistare la giusta posizione e mantenerla è fondamentale per un disimpegno che non impensierisca il resto della squadra.
Anche il tiro raso terra si rivela una tecnica davvero utile e capace di vanificare l'uscita del portiere con una certa efficacia. Forse troppa, a dire il vero, visto che serpeggia già il sospetto che questo tiro possa prendere il posto della trivela dello scorso anno, tecnica la cui efficacia è stata depotenziata in più di un senso in EA Sports FC 26.
Insomma, non tutto è rimasto identico, ma nelle partite effettuate sullo showfloor della Gamescom si sono palesate le stesse problematiche riscontrate ormai da troppe edizioni. Tanto per cominciare i compagni controllati dall'IA faticano sempre un po' a seguire con la giusta impostazione tattica l'azione, mancando inserimenti, cercando la profondità quando le linee di passaggio sono occupate, tardando a far salire il baricentro. Anche la propensione dei portieri a concedere facili tap-in è rimasta quasi invariata, segno che da questo punto di vista gli sviluppatori devono ancora correggere il tiro.
Più in generale, le stesse tattiche e trucchetti utilizzati lo scorso anno, ci hanno concesso di vincere con ampio margine entrambe le partite. Ci sono meno rimpalli imprevedibili e la modalità Authentic ha reso i ribaltamenti di campo meno fulminei, ma anche guardando le statistiche a partita conclusa, soprattutto quella relativa alle conclusioni effettuate, ci siamo accorti che tutta questa differenza con lo scorso anno non c'è.
Sulla carta EA Sports FC 26 ha le potenzialità e la possibilità di fare sicuramente meglio del diretto predecessore e di rimettere in carreggiata la serie calcistica. L'idea di sdoppiare il gameplay, con la modalità Authentic e Competitive, è ammirevole e va sia nella direzione di accontentare un pubblico eterogeneo, sia di ridare dignità al single player. All'atto pratico, tuttavia, il nostro incontro con il gioco alla Gamescom ci ha lievemente delusi. Qualche piccola modifica e novità si intravede, non c'è dubbio. Purtroppo, gli accorgimenti apportati sono modesti e piuttosto relativi. I giocatori più smaliziati sicuramente dovranno adattare leggermente le loro strategie per sfruttare al meglio il Dynamic Dribbling e il tiro rasoterra. Ma a grandi linee poco sembra cambiato nella progressione e nei ritmi della partita. Lasciamo tuttavia un ampissimo beneficio del dubbio a EA Sports FC 26. Alla Gamescom non abbiamo potuto testare il gioco a lungo, né in un ambiente del tutto adeguato. Le sensazioni non sono estremamente ottimiste, ma ci basterà attendere meno di un mese, il 26 settembre per l'esattezza, per scoprire se Electronic Arts sarà riuscita dare una sferzata alla sua proprietà intellettuale più remunerativa o meno.
CERTEZZE
- Maggior fisicità dei giocatori
- Gestione della fisica della palla più realistica
- Il tiro raso terra è davvero efficace
DUBBI
- Il tiro raso terra rischia di essere troppo efficace
- IA dei compagni ancora pigra
- Le stesse tattiche di un anno fa continuano a funzionare