PC: I giochi più brutti della generazione

Che ne dite di vedere una bella galleria degli orrori piena dei giochi peggiori tra quelli pubblicati su PC nel corso dell'ultima generazione?

SPECIALE di Simone Tagliaferri   —   01/10/2020
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Scopriamo il giochi più brutti usciti su PC nel corso dell'ultima generazione, ossia una serie di dieci titoli che sicuramente avreste voluto dimenticare ma a cui è giusto dare risalto per un'ultima volta, tanto per farvi riproporre la peperonata di nonna. Specifichiamo che, nonostante i giochi elencati siano davvero pessimi, non sono necessariamente il peggio del peggio. Abbiamo però stabilito come criterio generale di non andare a pescare nelle produzioni minori, che fanno storia a sé. Abbiamo anche deciso di ignorare la massa di titoli spazzatura che giornalmente vengono pubblicati su Steam, perché non avrebbe avuto senso mettere sullo stesso piano produzioni comunque dignitose, con il gioco del quindici hentai di turno.

The Quiet Man 11

Naturalmente sono molti i titoli meritevoli di finire in questa classifica che sono però rimasti fuori, ma come sempre diciamo in questi casi a nostra discolpa: siamo stati costretti a compiere delle scelte. Ma ora mettiamo fine alla premessa e procediamo con la decina infame PC della generazione che va chiudendosi.

Alone in the Dark: Illumination

Avendo in mano la serie che ha inventato i survival horror moderni, cosa ci fareste? Uno sparatutto cooperativo in terza persona, ovvio. Questa fu la grande pensata di Atari per il rilancio del franchise Alone in the Dark, rilancio che finì però contro un muro data la pochezza della realizzazione finale di Alone in the Dark: Illumination. Abbozzato, con pochissimi contenuti, tecnicamente pessimo e con un level design puerile, è davvero difficile trovare qualcosa da salvare nel titolo di Pure FPS (a loro discolpa va detto che Atari gli dette pochissimo tempo per lo sviluppo). Probabilmente gli avrebbe giovato una passata in Accesso Anticipato... o una sotto una cascata di acido. Attualmente il franchise è in mano a THQ Nordic che speriamo lo sfrutti a dovere e ci faccia dimenticare presto questa oscenità travestita da videogioco, magari con un nuovo capitolo vero e proprio.

Left Alive

Un gioco diretto da Toshifumi Nabeshima (Armored Core), con il character design di Yoji "Metal Gear Solid" Shinkawa e con i mech disegnati da Takayuki Yanase (Ghost in the Shell: Arise, Mobile Suit Gundam 00, Xenoblade Chronicles X)? Dove bisogna firmare? Peccato che, nonostante i nomi altisonanti, Left Alive si sia dimostrato una vera e propria porcheria. Non c'è niente che funzioni davvero nel gioco, tra dialoghi imbarazzanti, meccaniche stealth appena abbozzate, missioni ultra ripetitive (tra le quali le terribili missioni di scorta), intelligenza artificiale dei nemici quasi nulla e sparatorie snervanti a causa della quantità limitata di risorse. Difficile capire come abbia fatto un publisher dall'esperienza di Square Enix a dare la luce verde per questa roba qua. Fortunatamente i giocatori lo hanno ignorato e la maggioranza lo ha dimenticato pochi giorni dopo l'uscita. Certo, poi ci sono articoli come questo a ricordarvelo... odiateci pure.

Radical Heights

Radical Heights non esiste più da anni ormai, ma come dimenticarsi del gioco della disperazione di Cliff Bleszinski e della sua Boss Key? Reduce dal sonoro insuccesso di LawBreakers, titolo anch'esso rimosso dalla vendita perché ignorato dai giocatori, CliffyB e i suoi tentarono la carta battle royale con ambientazione anni '80, il genere del momento grazie a PUBG e Fortnite. Lo fecero però con un prodotto ai primi stadi di sviluppo, ancora abbozzato e pieno di problemi, tra bug, glitch ed elementi grafici e di gameplay non finiti. Dopo l'ovvio fallimento del progetto si scoprirà che Boss Key non aveva potuto fare altrimenti per provare a rimanere a galla e sopravvivere. Fortunatamente era un free-to-play, quindi nessuno ha dovuto spendere soldi per giocarci. Peccato però vedere l'uomo cui dobbiamo Jazz Jackrabbit, la serie Unreal e quella Gears of War ridotto in questo stato.

RollerCoaster Tycoon World

Per qualche mese gli appassionati di gestionali a tema parco giochi ebbero di che gioire. Ne stavano arrivando ben due: Planet Coaster di Frontier Development e RollerCoaster Tycoon World di Nvizzio Creations. Peccato che il primo fosse un grande gioco, il secondo solo una grossa schifezza. Che problemi aveva? Non funzionava praticamente niente, tra bug, glitch e meccaniche di gioco completamente rotte. Come dimenticarsi dei parchi sommersi dall'urina dei visitatori nonostante la presenza di moltissimi bagni? E delle aree per gli addetti ai lavori che a volte erano più ingombranti delle attrazioni stesse? Anche l'editor del parco era di un paio di universi inferiore a quello del titolo di Frontier, nonostante all'epoca fosse solo nella sua fase iniziale di vita commerciale (successivamente sarà aggiornato più volte). Davvero, come si fa a legare una roba del genere a un franchise come quello RollerCoaster Tycoon e poi continuare a vivere sereni?

Tennis World Tour

Oggi Tennis World Tour non è un brutto gioco, solo che è stato protagonista di uno degli episodi più incresciosi dell'intera generazione e quindi ha meritato di finire lo stesso in questa classifica. Di cosa parliamo? Subito dopo il lancio, Alain Falc, il CEO di Bigben Interactive, ammise candidamente che era completo solo al 20%. La scelta di non rimandarlo fu dettata dal non voler sprecare la campagna di marketing e dal non far passare i French Open, evento tennistico di grande risonanza in tutto il mondo che avrebbe aiutato a vendere copie. I giocatori si trovarono quindi tra le mani un prodotto non finito, con moltissimi contenuti mancanti e una lista infinita di problemi. La campagna marketing però fu un successo, dato che Tennis World Tour vendette 500.000 copie al lancio. C'è da aggiungere altro?

The Quiet Man

The Quiet Man è un mistero. Perché un publisher come Square Enix si è spinto fino al punto di produrlo? Non aveva capito con cosa aveva a che fare già dal pitch? Cosa pensava se ne potesse tirare fuori? Descriverlo è semplice: si tratta di un film di tre ore in cui ogni tanto bisogna menare le mani in sequenze da picchiaduro stile Final Fight. Purtroppo è un brutto film di tre ore per un altrettanto brutto picchiaduro. Il giocatore veste i panni di Dane, un audioleso, e ne assume completamente il punto di vista, tanto da non poter sentire i suoni in gioco. Peccato che l'implementazione di quella che possiamo definire come la caratteristica principale del gameplay sia approssimativa e, alla lunga, senza senso. Ad esempio perché non possiamo sentire ciò che pensa il protagonista, visto che teoricamente siamo lui? Perché non riusciamo a sentire i suoni delle scene in cui non è presente? Perché il colpo di scena finale è senza senso? Perché esiste una roba del genere e nessuno è stato denunciato? Da notare che il team di sviluppo, Humanhead, nel frattempo è fallito, ma solo dopo averci deliziato con un altro serissimo candidato a entrare in questa prestigiosa classifica: Rune 2.

Troll and I

Troll and I è un The Last Guardian che non ce la fatta. I presupposti non erano malvagi: un action dalle tematiche ecologiste con protagonisti un umano e il suo amico troll, giocabile da soli o in cooperative. Peccato che la parte migliore del titolo sia il concept, perché il resto è un mezzo scempio. In particolare il gameplay non riesce minimamente a creare un legame tra il giocatore e il troll, con quest'ultimo che viene percepito fino alla fine solo come un ingombrante strumento che serve per avanzare. Pessimi anche il level design, davvero anonimo e poco ispirato, e... tutto il resto. Tante belle idee, ma davvero mal implementate. Pensate che gli sviluppatori sono riusciti a sbagliare anche la modalità cooperativa, con un giocatore che passa sostanzialmente il tempo a guardare l'altro mente supera gli ostacoli. Se ci aggiungiamo anche il fatto che tecnicamente è davvero antiquato, abbiamo davanti l'immagine del disastro completo.

Umbrella Corps

Uno sparatutto cooperativo online tratto dalla serie Resident Evil, cosa poteva andare storto? Tutto, a partire dal genere che non c'entrava assolutamente nulla con il franchise. Evidentemente Capcom inseguiva il sogno bagnato di avere il suo gioco servizio con cui vendere vestitini ai ragazzini, quindi ecco Umbrella Corps. Peccato che se ne sia uscita con un prodotto insulso, poco rifinito e con una quantità di contenuti risibile, tanto da sembrare più da Accesso Anticipato che da lancio vero e proprio.

Più che un Resident Evil, Umbrella Corps sembra una brutta copia di uno sparatutto online free-to-play fatta da un team cinese sottopagato. Fortunatamente in pochi ci sono cascati e i server sono andati deserti nel giro di una manciata di settimane dal lancio. Attualmente, su Steam Umbrella Corps ha picchi giornalieri di 2 giocatori connessi contemporaneamente. Probabilmente sono i responsabili del team di sviluppo che vengono puniti per ciò che hanno fatto.

Wild West Online

Eravamo tutti in attesa di avere informazioni su Red Dead Redemption 2 quando online apparvero le immagini di Wild West Online, spacciate da qualche addetto marketing molto furbo ma poco lungimirante come tratte dal gioco di Rockstar Games. L'obiettivo era quello di cercare di destare l'interesse dei videogiocatori e vendergli questo MMO sottosviluppato. Già una simile spregiudicatezza doveva far capire che ci trovavamo di fronte a un progetto quantomeno dubbio. Poi Wild West Online è uscito e tutte le paure sono state dissolte: faceva ribrezzo. Con il tempo si è anche scoperto che a guidare il team di sviluppo c'era Sergej "Big Rigs" Titov, e non c'è stato più bisogno di porsi domande.

Cos'aveva Wild West Online che non andava? Meglio sarebbe chiedersi cosa funzionasse, perché era un vero e proprio disastro: la mappa era piccola, le missioni da svolgere poche e insulse, le cose da fare sostanzialmente nulle. D'altro canto i bug erano numerosissimi e i sistemi di gioco talmente fallati da rendere il tutto ingiocabile, soprattutto a causa dei giocatori che avevano imparato a sfruttare gli immensi squilibri che lo caratterizzavano. Ne parliamo al passato perché attualmente Wild West Online non esiste più, sostituito dall'altrettanto terribile New Frontier, che oltre a riciclare tutto il riciclabile dall'originale, di cui è una specie di aggiornamento, ha aggiunto al mucchio alieni, robot e altre amenità che fanno letteralmente a pugni con lo scenario. Non stupisce che giaccia anch'esso morto e senza supporto dopo nemmeno un anno dal lancio, evidentemente abbandonato a causa dell'insuccesso o dell'incapacità del team di sviluppo di portare a compimento un singolo progetto.

WWE 2K20

WWE 2K20 è diventato famoso per due motivi, nessuno dei quali particolarmente lusinghiero. Il primo è che è stato pubblicato in uno stato tale da essere davvero vergognoso, tra bug e glitch a profusione. Il secondo è che ha messo fine alla cadenza annuale della serie, a causa delle scarse vendite e della stampa negativa ricevuta. C'è da dire che alcuni dei bug del gioco erano talmente belli da vedere che sono stati sfruttati per realizzare dei video molto divertenti. Non si vedeva niente di simile dai tempi di Assassin's Creed Unity. C'è da dire che con il passare dei mesi WWE 2K20 è stato aggiornato più volte e ora versa in uno stato decisamente migliore... ma chi se n'è accorto?