PES 2019, provato su PS4 tra nuove licenze e idee di gameplay 74

Il calcistico Konami perde la Champions, ma era davvero così importante?

PROVATO di Tommaso Valentini   —   29/06/2018

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L'estate calcistica è nel pieno delle sue forze anche se l'esclusione dell'Italia dal Mondiale di calcio 2018 pesa ancora come un macigno gigantesco sulla testa dei tanti appassionati, che si consolano vedendo le altre big fallire miseramente la qualificazione agli ottavi. Il vero duello calcistico digitale, che si ripete da anni identico, quest'anno cambia però le carte in tavola e si fa non solo più agguerrito del solito ma addirittura più interessante. Pro Evolution Soccer 2019, PES 2019 per gli amici, perde come ormai è noto la licenza della Champions League guadagnando però quella di diversi campionati stranieri e ottenendo anche l'esclusiva su alcune leggende calcistiche, magra consolazione a fronte di un FIFA che ormai sembra una macchina inarrestabile da quel punto di vista. Eppure le licenze contano fino a un certo punto. Non è importante avere i nomi esatti, gli stadi o le maglie perfette se poi il divertimento scaturito dalle partite non risulta essere all'altezza delle aspettative. Chi ha un po' di anni sulle spalle questo lo sa bene e ancora ricorda con piacere le sfide con perfetti sconosciuti ma capaci di regalare interi pomeriggi di divertimenti e sfottò tra amici. Non parliamo solo di Pro Evolution Soccer, ovviamente, ma anche di tutto quel filone di giochi calcistici arcade di cui poi si è persa ogni traccia con il passare del tempo. Se il passato dunque insegna, Konami dovrebbe proprio ripartire da li, nonostante ormai la conclamata solidità del gameplay di PES e le continue migliorie al comparto tecnico. Dopo averlo assaggiato all'E3 2018 siamo quindi tornati ad affondare i denti sulla produzione in una lunga giornata negli uffici di Halifax, per scoprire se da underdog il calcistico giapponese possa comunque aspirare al trono.

Il gameplay è il cuore di Pro Evolution Soccer

Ci siamo seduti, abbiamo preso in mano il pad e nel giro di pochi istanti avevamo già l'andamento della partita in pugno. PES 2019, lato gameplay, implementa diverse migliorie, aggiustamenti che ogni anno si ripetono quasi sempre nello stesso modo. La fisica del pallone è stata perfezionata, la stanchezza ora è ben visibile sui giocatori e influisce sull'andamento delle loro prestazioni in campo e le animazioni sono aumentate dando un senso di maggior realismo a chi osserva i match. La domanda vera che però ci siamo fatti durante la presentazione è stata a quale fascia di giocatori queste migliorie servano davvero. Non c'è nulla di stravolgente nel nuovo Pro Evolution Soccer, o meglio in questa demo, nulla che faccia veramente gridare al miracolo o faccia vedere quei passi avanti incredibili che meriterebbero fiumi di parole solo per esaltarne le qualità. Eppure tutti si dimenticano sempre di dire la cosa più importante: Pro Evolution Soccer 2019 è ancora lì, ancora un calcistico di quelli che sanno rapire per ore e divertire tutti i fan della serie. E allora non importa se non ci sono le fanfare che intonano l'inno della Champions League, passata a FIFA, e non importa se la neve, ancora, non si deposita sul campo in maniera realistica: noi abbiamo passato diverse ore a giocare spalla a spalla con i colleghi vedendo il tempo passare in un attimo, sintomo che in realtà il gioco funziona e motivo per cui ci sentiamo di dire che ogni commento da qui in avanti sarà semplicemente superfluo. Anche perché a ben guardare, che su Pro Evolution Soccer 2019 ci siano una manciata di nuovi campionati, difficilmente potrà essere il motivo unico che spingerà all'acquisto nuovi giocatori, se non una nicchia ristrettissima. Per dovere di cronaca comunque, noi ve li elenchiamo: la Premjer-Liga russa, la Superliga Quilmes Clásica argentina, la Superliga danese, la Liga Nos portoghese, la Raiffeisen Super League svizzera, la Ladbrokes Premiership scozzese e Jupiler Pro League Belga faranno la loro comparsa nei menu più altri due campionati che verranno annunciati nelle prossime settimane.

La data d'uscita atipica

Se la lotta sulle licenze è persa in partenza quest'anno, Konami prova a giocare la carta della furbizia per arrivare prima nelle mani dei giocatori. Salta il settembre storico e si affaccia un PES 2019 il 30 agosto che andrà ad anticipare il rivale diretto di quasi un mese, facendo ingolosire tutti i fanatici di calcio che potrebbero essere spinti impulsivamente verso l'acquisto. Quest'anno però c'è anche un'altra grossa novità e cioè l'abbandono completo della vecchia generazione in favore di PlayStation 4, Xbox One e PC, dimenticandosi dunque di Xbox 360, PlayStation 3 e anche dell'ultima arrivata Nintendo Switch. Tornando a parlare del calcio giocato, anche se in maniera virtuale, è impossibile tuttavia non parlare della scelta di mantenere una giocabilità e un gameplay estremamente più realistico rispetto a FIFA. Le movenze dei giocatori sono più lente e anche la credibilità di alcune azioni decisamente più marcata, offrendo un feedback forse meno spettacolare ma sicuramente più vicino al calcio visto in TV. Eppure i colpi di classe non mancano, portando in dote sempre quelle animazioni personali create ad hoc per ogni singolo giocatore. E poi c'è un motore luminoso rivisto e corretto e Beckham che offrirà volto e personalità per rilanciare un'edizione speciale di Pro Evolution Soccer, con tanto di alter ego permanente e steelbook da collezione.

Non ci sono grossissime novità per Pro Evolution Soccer 2019 al momento, soprattutto visto le pochissime feature offerte dalla demo provata negli uffici di Halifax, ma i fan del calcistico Konami possono stare tranquilli visto che tutte le qualità viste negli anni torneranno anche in questa edizione, come sempre migliorate nel tentativo di offrire un'esperienza quanto più simile al calcio giocato. Se volete quindi buttarvi ancora una volta su Pro Evolution Soccer aggiornate le date sul calendario perché il 30 di agosto troverete il gioco già sugli scaffali dei negozi.

CERTEZZE

  • Diverse migliorie alle animazioni
  • Motore migliorato
  • Solita cura nella riproduzione dei calciatori

DUBBI

  • La mancanza della Champions League potrebbe farsi sentire