Playstation Now: novità e miglioramenti in vista della next-gen 54

Sony deve migliorare diversi aspetti di Playstation Now, perché la concorrenza nel cloud gaming non attende: ecco quello che secondo noi va perfezionato in vista della next gen

SPECIALE di Peter Vogric   —   17/05/2020

Indice

Mancano ormai solamente pochi mesi al lancio di Playstation 5. Sony ha già svelato alcune caratteristiche della console di nuova generazione, ma ci sono ovviamente ancora tanti aspetti poco chiari sul suo futuro. L'hardware nascosto sotto la scocca sarà indubbiamente di qualità e come abbiamo potuto apprezzare, anche il nuovo controller sembrerebbe portare aria fresca tra le mani sudate dei videogiocatori. Oggi però vogliamo parlarvi di Playstation Now, un servizio già disponibile su Playstation 4 e computer, che però potrebbe essere stravolto in vista della nuova generazione di console. Cosa dovrebbe quindi fare Sony per migliorare Playstation Now e renderlo così un concorrente perfetto per Stadia, xCloud e GeForce Now?

Il futuro nella nuvola

L'arrivo dei numerosi servizi di cloud gaming non può che confermare la fiducia riposta dalle aziende del settore nei confronti di questa tecnologia. Seppure restiamo fermamente convinti che non riusciranno a sostituire completamente le classiche piattaforme di gioco, siamo altrettanto fiduciosi che possano accompagnarle in un futuro non troppo distante. Da una parte rimarranno sempre i giocatori fedeli al proprio hardware, dall'altra ci saranno invece tanti nuovi potenziali clienti, che vorranno provare la tecnologia del cloud gaming, superando così la fastidiosa barriera d'ingresso rappresentata dall'acquisto di una macchina da gioco.

Sono in molti infatti che non possiedono una console o un PC da gaming ma hanno la stessa voglia di giocare, dovendosi però accontentare dei titoli offerti magari da uno smartphone. Tutte queste persone vedranno in un servizio cloud un ottimo compromesso per le loro esigenze e probabilmente abbracceranno questa tecnologia senza troppi problemi già nei prossimi mesi. D'altronde, come specificato poco fa, non ci saranno mica solo degli idioti tra i ranghi di Sony, Microsoft, Nvidia e Google. Se su quest'ultima rimane ancora qualche dubbio visti i risultati piuttosto deludenti ottenuti da Stadia, per le altre possiamo dire con certezza di poterci fidare per quanto riguarda il mercato videoludico e delle loro scelte per portare avanti questo medium.

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Cos’è il Playstation Now?

Per chi non lo sapesse, Playstation Now rientra proprio tra questi servizi di cloud gaming menzionati nel paragrafo precedente. Con un abbonamento mensile o annuale, avrete accesso ad una libreria di circa 650 giochi PS2, PS3 e PS4. I titoli possono essere riprodotti sia in streaming (su Playstation 4, PC e Mac) oppure, per quanto riguarda i soli titoli PS4, è possibile scaricarli direttamente sulla console e giocarli sfruttando al massimo la potenza della nostra macchina da gioco. Spesso è stato descritto come un "Netflix dei videogiochi" e di fatto l'analogia è sicuramente del tutto azzeccata. Playstation Now permette quindi di ottenere una vasta libreria di giochi più o meno recenti, con un prezzo relativamente basso di 10€ al mese. Un'offerta decisamente allettante, magari non per tutti, ma sicuramente per una buona fetta del mercato. E' un servizio perfetto che non può essere migliorato? Certo che no. Infatti nel resto dell'articolo andremo ad analizzare tre aspetti fondamentali che dovrebbero essere rivisti in previsione di un possibile rilancio del servizio con l'arrivo della next-gen.

Il catalogo dei giochi

Sony su Playstation Now offre circa 650 titoli, tra i quali circa 450 di essi sono usciti inizialmente su PS3, una ventina su PS2 ed i restanti sono giochi più recenti rilasciati su PS4. Ma perché non includere anche dei giochi PS1? Molti utenti potrebbero essere interessati a rigiocare, chi per nostalgia, chi per curiosità, i vecchi titoli della prima Playstation. Certo, Sony ci ha già provato con la console Playstation Classic, ma lo scarso interesse dimostrato nei confronti dei giocatori non era certamente legato ai titoli PS1, bensì a tutt'altre criticità. Uno dei più grandi punti di forza di Sony è sempre stata la sua libreria di giochi. Immaginate l'azienda che dice ai giocatori: "Potrete giocare ai vecchi Final Fantasy, Mega Man, Tony Hawk, Crash Bandicoot, Metal Gear Solid, Gran Turismo su Playstation Now." E' sicuramente un valore aggiunto agli occhi del cliente, che potrebbe essere implementato a costo praticamente nullo da parte di Sony.

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Passiamo quindi ad un punto più critico: le esclusive PS5. Sappiamo che Microsoft offre tutte le proprie esclusive al lancio sul servizio concorrente chiamato Xbox Game Pass. Un possessore di Xbox One può quindi giocare all'ultimo Halo, Gears o Forza Motorsport (giusto per citare i soliti sospetti), semplicemente pagando 10€ al mese per sottoscriversi al Game Pass. Dall'altra parte, Sony fa pagare 70€ al day one per ogni singola esclusiva rilasciata. E' chiaro quindi come le due aziende abbiano intrapreso un modello di business differente, ma le cose potrebbero cambiare in futuro.

Negli ultimi mesi infatti, Sony ha iniziato ad aggiungere sempre più titoli di spessore sul Playstation Now. Stiamo parlando di prodotti come Horizon Zero Dawn, Spider-Man, Control ed altri videogiochi di qualità indiscutibile. Potrebbe essere un primo segnale del cambiamento di rotta? Con l'arrivo di Playstation 5, l'azienda nipponica potrebbe decidere quantomeno di inserire su Playstation Now i titoli esclusivi a distanza di qualche mese dall'uscita. Per esempio, se God Of War 2 dovesse uscire su PS5 ad aprile 2021 con il classico prezzo di lancio, verrebbe poi reso disponibile a fine anno su Playstation Now per tutti gli abbonati.

Il famoso “play-eveywhere”

I servizi offerti da Microsoft, Google e Nvidia, offrono la possibilità agli utenti di giocare su praticamente qualsiasi piattaforma (o almeno ci stanno provando). Sony invece continua ad offrire il suo servizio esclusivamente su PS4, PC e Mac. Espandendo la compatibilità di Playstation Now su altre piattaforme, come smartphone, tablet, smart TV, TV box, amplierebbe indubbiamente il potenziale bacino di abbonati. Come ribadito all'inizio dell'articolo, molti utenti non possiedono una macchina da gioco e probabilmente nemmeno un computer, ma desiderano poter giocare su quello che hanno a disposizione.

Lo smartphone, per esempio, è un dispositivo decisamente più diffuso di una console o di un PC da gaming. Immaginate quindi di poter accedere ad una vasta libreria di giochi PS1, PS2, PS3, PS4 (e magari anche PS5), direttamente dal vostro smartphone, collegandoci un controller via Bluetooth per migliorare l'esperienza d'uso. Oppure di poter semplicemente abbonarvi al servizio, accendere la vostra smart TV, connettervi il controller di turno e giocare in un attimo, senza download, senza una console, senza comprare i singoli giochi.

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Per un giocatore abituato a possedere una macchina da gioco, il "play-everywhere" potrebbe sembrare piuttosto banale e superfluo, ma ci sono milioni di potenziali clienti che sognano questa possibilità da anni. Sony non deve farseli sfuggire, visto che la concorrenza si è già mossa verso questo campo in maniera piuttosto aggressiva.

L’aspetto tecnico non è fondamentale, ma nemmeno trascurabile

Playstation Now attualmente offre un'esperienza in streaming a 720p e 60 fotogrammi al secondo su Playstation 4, PC e Mac. Con l'arrivo delle console di nuova generazione ed il tanto acclamato true-4K, la risoluzione proposta dal servizio Sony diventa quasi ridicola. Certo, può andare bene per videogiocare su uno smartphone, ma non è bello dover giocare con una risoluzione di una Playstation 3 su un televisore 4K di nuova generazione. Probabilmente molti utenti, sopratutto quelli ai quali è rivolto questo tipo di servizio, non si accorgerebbero nemmeno di avere ad una risoluzione piuttosto bassa per esempio sullo schermo di un laptop.

C'è però da considerare anche la concorrenza, che punta invece ad arrivare allo streaming 4K a 60 fotogrammi al secondo con HDR e Dolby Audio. Sony quindi non può permettersi di rimanere indietro su questo fronte, sopratutto in vista della next-gen, almeno dal punto di vista del marketing. Ci aspettiamo dunque l'arrivo quantomeno dello streaming a 1080p con 60 FPS su tutte le piattaforme con le quali sarà compatibile il servizio. Probabilmente per il 4K è effettivamente ancora troppo presto, come lo dimostrano i problemi di Stadia, ma sicuramente dev'essere un obiettivo per il futuro non troppo remoto.


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Conclusione

In definitiva, Sony deve dovrebbe presentare grosse novità per Playstation Now nei prossimi mesi. In un futuro dove i servizi e gli abbonamenti contano sempre di più, diventa fondamentale saper padroneggiare la tecnologia del cloud gaming ed offrire agli utenti un ottimo compromesso tra qualità e prezzo. L'azienda nipponica ha tutti i mezzi per poterlo fare, sopratutto grazie alla fantastica libreria di giochi, usciti nell'arco di quattro generazioni di console. I potenziali clienti per questo genere di servizi sono veramente tanti e rappresentano una possibile fonte di guadagno non indifferente. La concorrenza però non è lì ferma ad aspettare. Serve quindi una rapida risposta da Sony per delineare quello che sarà il futuro del cloud gaming per gli attuali e futuri clienti Playstation.