PS5: le migliori 7 esclusive di Sony che rivorremmo sulla console next gen

Il marchio Playstation ha molte esclusive eccezionali, molte delle quali sparite: vediamo in questa top 7 quali sarebbero quelle che vorremmo su PS5.

VIDEO di Diego Trovarelli   —   07/11/2021
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Come tutti sappiamo, l'espressione "console war" viene utilizzata per indicare lo scontro sul mercato videoludico tra piattaforme di marchi concorrenti. Con questo articolo però vi dimostreremo che il termine può avere anche un ulteriore significato, magari più tragico e struggente.

Pensateci: quanti giochi, quante saghe avete visto morire durante il susseguirsi delle varie generazioni di macchine? E questo non assomiglia vagamente a una guerra che lascia dietro di sé vittime sul campo di battaglia? Ok, vero, il paragone è un po' forzato, sta di fatto che Playstation 5 è finalmente tra noi e potrebbe essere l'occasione giusta per veder rinascere dalle loro ceneri alcune esclusive Sony troncate dalla mannaia del tempo.

In questa top 7 super soggettiva abbiamo riunito quei nomi che a nostro avviso meriterebbero di tornare sul palcoscenico della notorietà. Ma che per il momento si trovano tutti nelle prossime righe.

7. Wipeout

La serie Wipeout è da sempre sinonimo di adrenalina
La serie Wipeout è da sempre sinonimo di adrenalina

Se a una persona qualunque dicessimo "Liverpool", questa probabilmente risponderebbe con "Beatles" oppure "Anfield Road", è comprensibile. Se però costui fosse appassionato di videogiochi, non ci sarebbe "Yellow Submarine" o Momo Salah che tenga: la risposta sarebbe di sicuro "Psygnosis". Sono loro infatti i creatori di uno dei franchise più apprezzati dagli utenti sin dalla nascita della prima, gloriosa Playstation: Wipeout.

Con questo titolo, la software house britannica - dal 1997, Studio Liverpool - ci metteva alla "rilassante" guida di un'astronave antigravità in grado di raggiungere i 1500 chilometri orari, equipaggiata con armi devastanti, in pista con amiconi pronti a disintegrarci senza tanti complimenti pur di ottenere il titolo di miglior pilota nella Anti Gravity Racing League.

Tra un pezzo dei Prodigy e uno dei Chemical Brothers a fare da colonna sonora, la saga attraversò con successo le prime tre Playstation da salotto e si esibì in una manciata di fuoripista su quelle portatili con Wipeout Pure, Pulse e 2048, quest'ultimo tornato assieme a Wipeout HD nella Wipeout Omega Collection uscita nel 2017.

Non lo negheremo, stiamo barando: Wipeout fece anche qualche fugace apparizione su SEGA Saturn, Nintendo 64 e PC, ma è impossibile non associare questo nome a Playstation, forse proprio perché il primo capitolo accompagnò il lancio della scatoletta grigia sul mercato europeo.

Nonostante l'imminente ritorno su mobile con Wipeout Rush, la propulsione della serie sembra essersi esaurita, ma il gradimento del pubblico è ancora alto, e chissà che PS5 non possa rappresentare il circuito giusto per un ripartenza in grande stile.

6. Ape Escape

Ape Escape rese obbligatorio l'uso del DualShock
Ape Escape rese obbligatorio l'uso del DualShock

"Cosa bisogna fare in questo gioco?", "Mah, in pratica devi catturare delle scimmie con un retino per impedire al loro capo super intelligente di conquistare il mondo".

Ecco, la faccia dei nostri amici dopo aver ricevuto da noi una risposta del genere era più o meno quella di chi ha un conoscente che necessita di cure psichiatriche per aver speso 49.900 lire per una roba simile, non è vero? Ma le apparenze, signora mia, ingannano, e se nel 1999 ci fossimo fermati alla superficie non avremmo potuto godere di uno dei prodotti Sony più divertenti e fuori di testa di sempre: Ape Escape.

La particolarità con cui il primo capitolo guadagnò attenzione mediatica fu l'innovativo utilizzo del DualShock, o meglio, l'esclusivo utilizzo. Ape Escape infatti era giocabile soltanto con l'ausilio delle levette analogiche del nuovo controller Sony, costringendo di fatto alla rottamazione il vecchio pad. La trovata si tradusse in un sistema di controllo praticamente perfetto, in cui le azioni di Spike restituivano al giocatore un feedback solido e appagante.

Il filone principale si è interrotto nel 2005 su PS2 dopo 3 episodi, ma il brand ha dato comunque vita a una schiera di spin-off e party game a tema scimmiesco, molti dei quali mai usciti dal Giappone. La potenza di PS5 potrebbe rendere la caccia ai primati ancora più avvincente, e a noi non resta che incrociare i pollici opponibili insomma.

5. Forbidden Siren

Quante volte ve la siete fatta sotto giocando a Forbidden Siren? Noi 21
Quante volte ve la siete fatta sotto giocando a Forbidden Siren? Noi 21

Uno sperduto villaggio rurale in Giappone in cui il fallimento di un oscuro rito trasforma gli abitanti in un'armata di... di... di... "cosi" agli ordini dell'invasato di turno, desideroso di risvegliare un antico mostro che magari non ne voleva nemmeno sapere nulla.

Questo, in sintesi, l'incipit di Forbidden Siren, titolo per Playstation 2 sviluppato internamente da Sony che a quanto pare, nel 2004, non aveva niente di meglio da fare che spingerci a giocare indossando un pannolone. La terrificante vicenda viene narrata attraverso le gesta di dieci, normalissimi sopravvissuti alla folle cerimonia, che si ritrovano a vagare per il ridente paesello fra nebbia, buio, pioggia e sangue pur di portare a casa la pellaccia.

La serie si distinse per la suggestiva introduzione del "sight-jacking", interessante sistema tramite il quale era possibile vedere attraverso gli occhi dei nostri ributtanti nemici, in modo da evitare gli scontri o trovare la soluzione per superare alcune aree di gioco. L'abbandono di Forbidden Siren dopo il secondo capitolo, senza contare il remake del primo, giunto su PS3 nel 2008, è una macchia di sangue indelebile per molti appassionati, che da anni aspettano lo straccio di una buona notizia.

Ma vi immaginate quello che potrebbe essere Forbidden Siren su PS5? No?

Ecco, forse è meglio non farlo.

4. Tombi!

Non sono molti ad aver avuto la fortuna di poter giocare la prima avventura di Tombi!
Non sono molti ad aver avuto la fortuna di poter giocare la prima avventura di Tombi!

"Toglietemi tutto, ma non il mio braccialetto del nonno". Ecco, se avessero usato questa come frase pubblicitaria di lancio, il destino e le vendite di Tombi! probabilmente avrebbero avuto maggior fortuna.

L'avventura suina del giovane selvaggio dal look sobrio - capelli rosa e calzoncini verdi - è una delle esclusive Playstation più bizzarre di sempre, che però si scontrò con risultati tutt'altro che felici in termini di incassi. Colpa di una politica di distribuzione tra lo scellerato e il codardo, con pochissime copie immesse sul mercato, tali da rendere Tombi! un'autentica rarità allora, e un costoso pezzo di antiquariato oggi. Provate infatti ad acquistarlo usato e scommettiamo che saranno i vostri di capelli a diventare rosa al momento di pagarlo, fidatevi.

Peccato perché il platform a scorrimento orizzontale di Whoopee Camp era ispirato, divertente e scanzonato e ammiccava alle mitologiche meccaniche di Ghosts 'n Goblins, sebbene con qualche aggiunta interessante. Per recuperare il prezioso monile del nonno sottrattogli dai perfidi maiali Koma, Tombi poteva saltare, aggrapparsi, attaccare con lo sfollagente e il boomerang e spostarsi sullo sfondo per raggiungere zone in secondo piano rispetto al percorso principale.

Una paio d'anni dopo Tombi! 2 guidò il protagonista verso una sorta di terza dimensione, senza però la freschezza che rese celebre il prequel. Il nostro sogno è quello di ritrovare quei maledetti porci su PS5: Tombi! 3 non ha mai visto la luce e noi abbiamo ancora un conto in sospeso con loro.

3. Parasite Eve

L'atmosfera di Parasite Eve era davvero affascinante
L'atmosfera di Parasite Eve era davvero affascinante

Sulla scia del successo da brividi di Capcom col primissimo Resident Evil, i vertici di Squaresoft devono essersi riuniti attorno a un tavolo per stabilire che la propria supremazia nel campo delle atmosfere fantasy non era abbastanza.

La software house si buttò così a capofitto su un progetto che ebbe i natali nel 1998, un gioco di ruolo d'azione dalla forte impronta survival horror, il primo titolo Squaresoft a essere bollato come "Mature" dall'ente di classificazione americano ESRB: Parasite Eve. La storia racconta l'incubo della poliziotta newyorkese Aya Brea, alle prese con una vischiosa indagine su alcune creature capaci di controllare l'energia dei mitocondri presenti nelle cellule umane.

Nel 2000, Parasite Eve II permise al brand di sbarcare ufficialmente anche nel vecchio continente, tradendo lo stile del predecessore a favore di un sistema di combattimento in tempo reale che però si rivelò fin troppo simile a quello di Resident Evil. Poi, una pausa di riflessione lunga dieci anni, interrotta dall'arrivo sugli scaffali di The 3rd Birthday, spin-off e, allo stesso tempo, sequel diretto della serie, che si distinse per tre caratteristiche su tutte: una trama cervellotica che nemmeno Christopher Nolan con le allucinazioni, un'impostazione da sparatutto puro e l'approdo esclusivo su PSP (Parasite Eve, dal libro al gioco: se vi interessa la storia della serie).

La saga ha sempre oscillato tra critiche e originalità, detrattori e fan, ma la consapevolezza che su PS5 potrebbe risorgere con qualcosa di davvero stiloso ci fa andare letteralmente in autocombustione.

2. Syphon Filter

Tanto lo sappiamo che la vostra occupazione preferita in Syphon Filter era far prendere fuoco a nemici con il taser, non negatelo
Tanto lo sappiamo che la vostra occupazione preferita in Syphon Filter era far prendere fuoco a nemici con il taser, non negatelo

Provate a smentirci se diciamo che in tempi di Covid-19 uno come Gabe Logan sarebbe servito come il pane: un agente segreto che insegue un misterioso virus in giro per il mondo a colpi di taser, pur di impedirgli di fare danni.

Siamo nel 1999, il millennio è agli sgoccioli e Metal Gear Solid ha appena settato un nuovo standard per quel che riguarda le avventure in terza persona. Alla rincorsa del capolavoro Konami si iscrive anche Syphon Filter, adrenalinico action dal nome gradevole come il gesso sulla lavagna sviluppato da Eidetic, gli attuali Bend Studio. I punti in comune tra la missione di Gabe Logan e quella di Solid Snake sono però pochissimi, e Syphon Filter riesce a ritagliarsi una generosa fetta di appassionati che chiede a gran voce un sequel.

Syphon Filter 2 arriva nei negozi l'anno successivo ed è un'autentica perla, che amplia il gameplay del predecessore con soluzioni intelligenti capaci di lanciarlo nel Gotha dei grandi sparatutto. Il terzo episodio non riesce purtroppo a replicarne la qualità, ma questo piccolo passo indietro è nulla in confronto a ciò che combina nel 2004 il primo capitolo sviluppato direttamente per PS2: Syphon Filter: The Omega Strain, un titolo in grado di dare sicuramente il meglio di sé con la console spenta e il disco ancora incellofanato.

A risollevare le sorti di un franchise all'apparenza spacciato ci pensa però PSP: Dark Mirror e Logan's Shadow sono infatti due capolavori, senza dubbio le migliori incarnazioni della serie nonché, purtroppo, le ultime ad oggi.

Nonostante ne abbiamo abbastanza di virus e pandemie, PS5 sarebbe di certo l'arma definitiva nella lotta al Syphon Filter, ormai da troppo tempo dimenticata.

1. Extermination

Al netto di qualche difetto, Extermination era una commistione di generi davvero ben riuscita
Al netto di qualche difetto, Extermination era una commistione di generi davvero ben riuscita

Delusi? Dubbiosi? Contrariati? E fate male ad esserlo perché nel primo anno di vita di Playstation 2 Extermination rappresentò qualcosa di più di una gradita sorpresa, con il suo mix di idee e atmosfere prese in prestito da Resident Evil, Tomb Raider e Carrier.

Tra i ghiacci dell'Antartico, alcuni scienziati stanno conducendo degli studi su una misteriosa creatura aliena denominata ORIGIN; le ricerche prendono ben presto una brutta piega - ma va? - e sarà compito del sergente Dennis Riley e del suo Team Red Light accorrere sul posto per indagare.

Una telecamera dal quoziente intellettivo di una mensola di marmo, animazioni dei personaggi ingessate, backtracking a volte troppo massiccio: tutto vero. Eppure Extermination sapeva divertire e intrigare, grazie ad ambientazioni in stile "La Cosa" di John Carpenter e a un comparto sonoro di tutto rispetto. La produzione si rivelò azzeccata e critica e pubblico risposero con un "Per me è sì" che tuttavia non fu sufficiente a garantire un meritato seguito al survival horror targato Deep Space.

È per questo che la sua prima posizione in questa classifica simboleggia sia un riconoscimento per le sue qualità, sia una medaglia al valore da illustre caduto in guerra. Speriamo però possa essere anche di buon auspicio per veder tornare il marchio su PS5, magari, chissà, sotto forma di remake.

Abbiamo dimenticato qualche esclusiva? Qual è la vostra risposta affermativa? Ricordate però che col vostro aiuto questa top 7 può diventare una top 10, 20, pure 50 se vogliamo, basterà dirci la vostra nei commenti qui sotto.