È una regola non scritta dell'horror che il mostro sia più importante dei protagonisti. Il villain incarna sempre l'orrore da combattere, lo spauracchio, il cattivo della storia. È il lupo che soffia sulle case dei tre porcellini o che mangia Cappuccetto Rosso, è il drago della leggenda, il vampiro che entra di notte in casa, il serial killer senza empatia che ha i lineamenti nascosti da una maschera. Se in una storia "di paura" riesci a beccare quel personaggio, allora hai già fatto metà del lavoro. In alcuni casi, ti sei portato a casa il film. O il videogioco, e quando si parla di videogiochi horror non si può non parlare della saga più famosa in assoluto, ovvero quella di Resident Evil. E come sono i villain di Resident Evil?
In questo appuntamento li mettiamo in ordine, dal peggiore al migliore. Chiaramente tutto è dettato dal gusto personale e per ciascun lettore la classifica potrebbe essere diversa. Vi invitiamo quindi a scriverla nei commenti. Un ultimo appunto: alcuni capitoli hanno al loro interno molti villain, basti pensare a Resident Evil Village, alcuni dei quali hanno bucato lo schermo più dell'avversario principale. Ecco, in quel caso prenderemo comunque in considerazione il cattivone principale, quello che si sconfigge per ultimo, quello che tira i fili. Anche se - proprio come nel caso di Village - non è il migliore della storia.
Derek Clifford Simmons - Resident Evil 6
Chi? Direte giustamente. Simmons è il consigliere per la sicurezza nazionale e il capo dell'organizzazione segreta nota come La Famiglia. Se la cosa non vi dice niente, forse questo potrebbe aiutarvi: fu uno dei responsabili della distruzione di Raccoon City alla fine di Resident Evil 2 e 3. Simmons è al centro di un triangolo amoroso che fa invidia a Twilight: era il capo della spia Ada Wong, della quale è profondamente innamorato; Ada però, non approvando i suoi metodi, lo molla al più presto e lo lascia nella disperazione. Fortuna (?) vuole che la sua sostituta, Carla Radames, sia lei innamorata di Simmons e si presti ai suoi esperimenti di clonazione della Wong. Che tresca.
La sua trasformazione non è neanche spiacevole, anzi. Semmai il problema è che Simmons soffre dello stesso difetto del videogioco che lo vede protagonista: è un cattivo poco carismatico, confuso, per niente incisivo. Un personaggio caotico, come il gioco che lo ospita.
James Marcus - Resident Evil 0
Marcus è un po' il cattivone standard da anime, che ha sofferto parecchio e ora vuole distruggere il mondo. È un peccato, perché il suo background è molto interessante: è il cofondatore dell'Umbrella ed è tra coloro che hanno scoperto il virus Progenitore. Essendo l'azienda un covo di serpi, finisce per essere ucciso dai suoi colleghi: Spencer dà l'ordine e Wesker e Birkin eseguono. Una decina di anni più tardi Marcus torna in vita grazie alle sanguisughe, le stesse che lui aveva utilizzato nella creazione del virus T.
La trasformazione finale, la forma in cui lo affrontiamo, è la Regina Sanguisuga, e non è che sia proprio indimenticabile come design. È una creatura formata dalle sanguisughe che gli danno vita, e chiude il cerchio su un personaggio tragico, ma anche eccessivo. Concettualmente è interessante, ma dal punto di vista estetico è proprio loffio.
Alexia e Alfred Ashford - Resident Evil: Code Veronica
Da non confondere con Ashcroft, che è il cognome di Grace, la protagonista di Resident Evil Requiem! Alexia e Alfred sono discendenti di Veronica Ashford, anche lei fondatrice della Umbrella, e sono il prodotto del progetto Code: Veronica, nato per riportare in vita il prestigio della famiglia. Sono diversissimi l'uno dall'altro, benché siano gemelli: Alfred è instabile e vive all'ombra della sorella; Alexia è un mostro, un genio assoluto, che sacrifica la sua umanità iniettandosi il virus e ibernandosi per anni.
Quando si risveglia è una sorta di divinità biologica, elegante e distante. William Birkin, lo scienziato legato allo sviluppo dei virus Umbrella, ce l'aveva a morte con lei per avergli tolto il primato di più giovane scienziata assunta dall'azienda. Il racconto è bellissimo e meravigliosamente gotico, peccato un po' per lo scontro finale con Alexia: è spettacolare, sì, ma decisamente meno incisivo rispetto al suo potenziale narrativo.
Osmund Saddler - Resident Evil 4
Come il gioco di cui è il cattivo principale, Saddler è una rivoluzione per la serie: è la prima volta che il cattivone non è uno scienziato pazzo oppure un esperimento andato male. Saddler invece è un leader religioso e utilizza Las Plagas per controllare le masse, trasformando una delle basi del racconto - l'orrore biologico - in un dominio ideologico, religioso. Ha un piano semplice, ma geniale: conquistare il mondo partendo dagli Stati Uniti, usando Ashley Graham come cavallo di Troia per arrivare al presidente.
Si può dire che lo stesso villaggio, l'isola, il castello siano una sua estensione, così come il suo fedele sottoposto - a tratti molto più iconico di lui - il piccolo, perfido Salazar. Peccato che anche in questo caso lo scontro finale non sia proprio all'altezza delle aspettative, soprattutto se confrontato con altre battaglie che trovano spazio dentro Resident Evil 4. È comunque un personaggio fondamentale, perché cambia il concetto stesso di horror della serie: dalla paura individuale al controllo collettivo.
Tyrant T-002 - Resident Evil
Come fai a non adorarlo? È presentato come la forma di vita perfetta (e già ci ricorda lo xenomorfo cinematografico), il risultato più alto e compiuto dell'infezione da Virus T. Solo un essere umano su dieci milioni può sopravvivere al processo, gli altri diventano zombie. Il Tyrant rappresenta tutto ciò che fa paura in Resident Evil: è inesorabile, è inarrestabile, è il simbolo dell'uomo che ha perso il controllo della sua creazione. Per la Umbrella è l'arma biologica definitiva.
Gli organi interni si sono ingrossati al punto da essere esposti, il braccio è cresciuto in terribili artigli, così affilati da fare a fette qualsiasi cosa si trovi davanti. Ha perfino un limitatore di potenza che si disattiva quando è in pericolo, con due fasi che diventeranno una struttura iconica della serie. È il progenitore di Mr. X e del Nemesis. Quando lo si combatte fa davvero paura, ma è anche affascinante con la sua eleganza. E poi ha dato il via a una delle tradizioni più belle e soddisfacenti della serie: l'alleato che ti passa il lanciarazzi e il colpo finale liberatorio che fa esplodere in mille pezzi la minaccia. Impossibile non amarlo.
Eveline - Resident Evil 7 Biohazard
Alla scrittura di Resident Evil 7 Biohazard, ovvero la resurrezione del brand dopo quella batosta di Resident Evil 6, c'era Richard Pearsey, che aveva già lavorato su F.E.A.R. e F.E.A.R. 2, e non è difficile intuirlo guardando Eveline. Questa bambina è in realtà una bio-arma progettata per sembrare innocua ed è proprio per questo uno dei nemici più efficaci della serie. Creata utilizzando la muffa del megamicete e il DNA della figlia di Madre Miranda, Eveline può controllare la mente di chi entra in contatto con lei. Essendo una bambina, però, a Eveline non importa di conquistare il mondo: vuole solo avere una famiglia.
Per questo dà il via alla tragica storia della famiglia Baker, forse ancora più iconici di lei nell'economia di Resident Evil 7: Biohazard, e che le valgono sicuramente un punto aggiuntivo in questa classifica. Questo capitolo costruisce un horror intimo e domestico, dove il controllo mentale è quasi un abuso familiare. Lo scontro finale è scenografico e disgustoso, ma quasi accessorio. Eveline funziona come presenza tragica, non tanto come creatura a cui sparare centinaia di colpi.
Madre Miranda - Resident Evil Village
Madre Miranda è una figura unica e irripetibile nella saga: se il body horror e il disgusto hanno sempre rappresentato un punto fermo nella rappresentazione degli orrori di Resident Evil, Miranda è una figura quasi divina. Unisce dentro di sé sia l'identità da sacerdotessa sacra sia quella di geniale scienziata, dal momento che è stata lei a scoprire la muffa e il Megamicete. Indirettamente ha creato la Umbrella, dal momento che Spencer è un suo allievo.
Miranda fonde mito, religione e scienza sotto un'unica egida: quella dei quattro Lord - Dimitrescu, Heisenberg, Beneviento e Moreau - che spesso le rubano la scena. Specialmente Lady Dimitrescu, l'altissima vampira, è diventata un'icona della serie al pari dei nemici più famosi di Resident Evil, anche perché incarna il concetto di Stalker tipico di Nemesis, ma anche l'eleganza e la bellezza di questa ambientazione europea e transilvanica. Ma è Madre Miranda a essere il cuore tematico del videogioco: una madre disposta a sacrificare un intero villaggio, forse il mondo, pur di sconfiggere la morte.
William Birkin - Resident Evil 2
Messo alle strette nel laboratorio dell'Umbrella di Raccoon City, William Birkin, ovvero lo scienziato capo dietro al progetto del virus G, decide di compiere un gesto disperato: iniettarsi direttamente il frutto del suo lavoro e diventare uno dei villain più iconici della serie. La trasformazione è continua lungo tutto Resident Evil 2, è incontrollabile e riflette perfettamente il suo carattere: Birkin è un genio, ma è incapace di fermarsi di fronte alla moralità e all'etica. A rendere la sua storia ancora più tragica è il fatto che questa si allarghi anche alla sua famiglia: Annette, sua moglie, anch'essa scienziata, e la piccola Sherry diventano parte integrante di questa orrenda vicenda in cui la scienza prende il sopravvento sulla razionalità.
Amico d'infanzia di Albert Wesker (non so se avete capito che comitiva...), visivamente Birkin è protagonista di un crescendo memorabile: in forma umana è un ometto patetico e debole; nella prima fase un enorme occhio gli spunta sulla spalla, mentre inizia la sua trasformazione in un Tyrant. Poi la faccia viene trasferita al centro del petto, gli spuntano altre braccia che diventano zampe di una versione canide dello stesso mostro. Alla fine diventa una massa informe di carne e corpi che cerca di distruggere il treno in corsa su cui Leon e Claire stanno scappando. Ogni fase è un passo in più verso la totale perdita di umanità.
Albert Wesker - Resident Evil 5
Riduttivo inserirlo come villain di Resident Evil 5, dal momento che appare in diversi altri capitoli della saga, sempre come infamone di turno, ma è qui che si affronta faccia a faccia per l'ultima volta. Wesker viene introdotto come capitano della S.T.A.R.S. nel primo Resident Evil e poi diventa una sorta di filo rosso della saga, finendo per manipolare eventi, alleati e virus, prendendosi gioco non solo dei personaggi della serie, ma perfino della Umbrella. Pur con un design tutt'altro che indimenticabile - un uomo biondo che indossa degli occhiali da sole in ogni situazione - nel tempo è stato riconosciuto come uno dei cattivi più iconici della storia dei videogiochi. È per via della sua ambiguità, della sua furbizia, che appare spesso come un superpotere più convincente delle sue capacità fisiche.
In Resident Evil 5 raggiunge l'apice del suo potere: ha velocità sovrumana, forza, rigenerazione e poi si fonde con Uroboros, che lo priva definitivamente di ogni tratto umano e lo trasforma in una sorta di Tyrant. Finalmente l'essere umano e il virus che ha inseguito per cinque capitoli sono una cosa sola. Il design è semplice e il finale nel vulcano è volutamente esagerato, quasi grottesco, ma è lì per chiudere un'era. Ci ricorderemo Wesker perché, fino all'ultimo, non è mai una vittima degli eventi, ma è sempre il burattinaio.
Nemesis - Resident Evil 3: Nemesis
È l'unico villain che dà il nome al capitolo di cui è insindacabilmente protagonista. Evoluzione del Tyrant, Nemesis è un'arma biologica dotata di un'intelligenza rudimentale e di un obiettivo che è disposto a seguire fino alla fine: eliminare i membri sopravvissuti della S.T.A.R.S. per metterli a tacere. Shinji Mikami si ispirò al T-1000 di Terminator 2: uno stalker inarrestabile, insensibile, in grado di irrompere anche nelle zone che il videogiocatore considera sicure. Tanto che nella prima versione della sceneggiatura Nemesis era una sorta di slime che poteva penetrare nelle fessure e seguire, quasi invisibile, il giocatore. Si prese poi una scelta completamente diversa: un omone di due metri e mezzo e quattrocento chilogrammi.
Nemesis introduce in Resident Evil un nuovo tipo di paura, ovvero la paranoia di essere inseguiti. Non è confinato a una stanza, ti segue attraverso le diverse aree del videogioco, blocca le vie di fuga, ti costringe a scegliere continuamente se scappare o combattere. Le sue apparizioni sono spesso imprevedibili e quando sfonda porte, finestre e pareti, il messaggio è chiarissimo: non sei mai al sicuro da questo carrarmato, che è perfino in grado di utilizzare le armi da fuoco. È il Tyrant più grande mai creato dalla Umbrella, il più intelligente, il più cattivo. Quando lo vedi non puoi fare altro che pensare: corri, scappa, c'è il Nemesis.