Star Citizen, un nuovo provato 160

Sette giorni insieme a Star Citizen: il sogno di Chris Roberts si sta avverando?

PROVATO di Francesco Serino —   04/12/2019

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Star Citizen ha avuto ed ha dei problemi, grossi problemi: un motore grafico scartato in corso d'opera, un team di sviluppo organizzato in modo caotico e troppe idee in sviluppo tutte insieme. In più, viene percepito generalmente come una sorta di truffa, oltre che un qualcosa che richiede tanti soldi e in cambio offre ben poche soddisfazioni. Ma quanto c'è di vero? Nessuno mette in dubbio che tutti quei soldi potevano essere spesi meglio, specialmente nei primi anni di sviluppo, e che la mossa di vendere le astronavi con soldi reali per continuare a incassare possa sembrare poco elegante. Eppure, nonostante tutto, dopo averlo giocato per una ventina di ore, grazie alla prova gratuita messa a disposizione di chiunque abbia un account, la nostra percezione del gioco è cambiata un bel po'. Non fraintendete, anche noi siamo d'accordo che dopo sette anni, il tempo passato dalla chiusura della campagna su Kickstarter ad oggi, gli sviluppatori della Cloud Imperium/Roberts Space Industries avrebbero potuto offrire molto di più, ma è altrettanto vero che nel frattempo il progetto Star Citizen non si è fermato, continuando in parte a crescere e in parte a mutare. A dirla tutta, per quanto la cifra sia altisonante, sette anni non è un lasso di tempo inedito nello sviluppo di videogiochi: è il tempo che ci ha messo Rockstar per tirare fuori dalle sue officine Red Dead Redemption II, avendo già un'idea ben chiara del gioco, un motore grafico maturo in mano e un ambiente di sviluppo estremamente ben rodato. Star Citizen invece è stato costretto per forza di cose a partire praticamente da zero, e con un budget infinitesimale rispetto a quello del kolossal western uscito quest'anno. Inoltre, spronati dal supporto senza precedenti del pubblico, il team ha deciso di alzare progressivamente l'asticella, evolvendo un progetto dalle caratteristiche già estreme fin dal principio.

Quanto costa?

Star Citizen è un gioco diviso essenzialmente in due: da una parte c'è Squadron 42, porzione single player che seguirà da molto vicino la struttura di classici come Wing Commander, mentre dall'altra troviamo la sua vera anima, ovvero l'esperienza condivisa e persistente che abbiamo provato in questi giorni, il cosiddetto Persistent Universe. Nonostante si tratti ancora di una versione alpha (ma sappiamo già da tempo che queste definizioni non hanno più molto senso), ci ha effettivamente stupito trovarci davanti a un'avventura che per certi versi, almeno strutturalmente è già in parte completa.

Star Citizen esiste, ma esiste al punto che se ne moltiplicassero i contenuti per due, pulendo e ottimizzando il tutto, potresti anche azzardarti a venderlo... ah, no, aspettate, contrordine: già lo vendono, 'sti diavoli! Star Citizen si può comprare e giocare con 45 dollari, prezzo che include il Mustang Alpha, piccola ma agile navicella, ed esistono naturalmente anche altri pacchetti più costosi che danno accesso a navi più grosse e importanti. Se volete aggiungerci altri 20 dollari, potrete garantirvi l'accesso a Squadron 42 quando questo sarà completo. Tutto il sistema, come si premura di ripetere il sito ufficiale, serve per sostenere lo sviluppo continuo del gioco, ma contrariamente a quanto si dice, lo fa senza precludere l'accesso alle navi migliori a chi non vuole spendere un euro o un dollaro di più. Con tutto quello che è stato raccontato, è impossibile non approcciarsi a Star Citizen sospettosi, e lo abbiamo fatto anche noi: per questo siamo rimasti sorpresi nello scoprire che già da ora è possibile acquistare, attraverso i crediti che si guadagnano nel gioco, qualunque nave o quasi; è addirittura possibile affittarle per qualche ora o giorno, sempre e solo aprendo il portafoglio virtuale e non quello reale. Da notare però che le astronavi acquistate con la valuta di gioco, per il momento non hanno persistenza e spesso vengono cancellate dai server in concomitanza delle patch più grosse; situazione destinata probabilmente a cambiare con il prossimo grande aggiornamento.

Senza dimenticare che nel momento in cui lo fai partire, ti è subito chiaro che Star Citizen è ancora un work in progress: pieno di bug, poco ottimizzato, in alcuni punti grezzo, incompleto. In alcuni casi, ve lo diciamo chiaramente, è stata una tortura: per i bug abbiamo avuto un infarto al miocardio (è vero!), la nostra nave ci ha disarcionato lasciandoci alla deriva nello spazio un paio di volte, siamo morti toccando una scala e uno sgrassatore spray ci è rimasto incastrato nel sedere (è vero anche questo!). Ma allora perché la gente ci spende così tanti soldi, e ci spreca dietro così tanto tempo? Forse abbiamo capito anche questo.

Cittadini dello spazio

Una volta fatto partire, l'universo persistente di Star Citizen ti dà il benvenuto nel tuo appartamento: sei sdraiato a letto, ma puoi muovere la testa e dare una prima, confusa occhiata all'ambiente che ti circonda. C'è la doccia che si apre ma non esce l'acqua, ed è pieno di oggetti inutili da prendere e riporre: se iniziassero a vendere ingredienti, in cucina potresti già fare una discreta mise en place. Apri la porta d'ingresso, e ti ritrovi su un piano a caso di un grattacielo residenziale, può anche capitare di vedere altri giocatori uscire dai loro appartamenti e avviarsi verso gli ascensori, o fermarsi a chiacchierare davanti alla grande vetrata. Se non ti perdi subito, l'ascensore lo puoi prendere anche tu, e dopo una veloce discesa ritrovarti nel cuore "ritagliato" di questa immensa città, quindi solo in parte esplorabile, ma già estesa e sufficientemente tentacolare per chi è costretto a muoversi prevalentemente a piedi. In quest'area, divisa in più distretti, è possibile fare shopping e visitare alcuni importanti edifici di servizio.

Il negozio di vestiti è particolarmente impressionante: è possibile interagire su ogni capo presente materialmente nel locale, centinaia di pezzi tra magliette, cappelli, occhiali, scarpe. Tutto questo dettaglio, ma ancora non si possono comprare sandwich e bevande nei diversi bar presenti, ed è un male perché a questo punto si è nel mood giusto, ci si inizia a sentire a casa e a rilassarsi. Per noi è stato il momento in cui abbiamo iniziato a interagire con gli altri, a seguire anche quest'animata chat globale che invece di essere il solito caos, forse per merito del particolare contesto, funziona quasi come uno "space baracchino". Superata la prima fase di smarrimento è bene iniziare ad allargare l'esplorazione, magari prendere uno dei due shuttle: il primo porta all'area espositiva, il secondo allo spazioporto dove negli hangar riposa anche la nostra astronave.

Expo

In questi giorni di free trial, nell'area espositiva si è svolto anche l'Expo dedicato ai diversi costruttori di astronavi. In un immenso androne, ogni giorno una marca ha portato in mostra i suoi velivoli e veicoli migliori. E come forse già saprete, la cura di Star Citizen per le astronavi è senza pari: non esiste gioco che possa anche solo sfiorare il dettaglio già raggiunto, già fruibile dal grande sogno di Chris Roberts e la sua Cloud Imperium. La differenza rispetto ad altri giochi spaziali è che qui le astronavi sono pensate e create come se fossero vere, e di conseguenza totalmente visitabili.

Può sembrare poca cosa quando ti immagini una piccola navicella, ma in Star Citizen le navi possono raggiungere grandezze da far tremare le gambe, e questo vuol dire corridoi, ascensori, montacarichi, hangar, officine, torrette difensive, parti mobili, sale motori, alloggi, cucine, stanze patronali e in alcuni casi persino piscine e biliardi. La stessa cura è riservata all'Expo vero e proprio, nel modo in cui è allestito, nei tanti gadget che è possibile acquistare: altre magliette e cappelli per esempio, ma anche oggetti per l'alloggio. Tanta è la cura, tanto ci abbiamo messo a ritrovare l'uscita dalle astronavi più grandi, che per due pomeriggi non abbiamo fatto altro. Di quei giorni ci è rimasto un cappello ricordo davvero brutto, acquistato prima di vedere le magliette fighe nello stand successivo, dannazione.

Ali tra le stelle

Ben altra esperienza ci aspetta prendendo l'altro trasporto pubblico, quello verso lo spazioporto. Da notare che tutto avviene in tempo reale: guardando fuori dalla finestra di un palazzo, lo shuttle che forse vedrai passare sarà lo stesso che puoi prendere tu, e al suo interno ci saranno ben visibili probabilmente altri giocatori. Dicevamo dello spazioporto: per accedere alla propria nave è necessario richiamarla da un terminale, lo stesso che dovrà essere usato in caso venga distrutta o persa (il sistema è destinato a cambiare e ad avvicinarsi a quello di Elite, con un'assicurazione da rinnovare con crediti di gioco che ci ripagherà in caso di perdita). Selezionata la propria nave, il sistema ci assegnerà un hangar raggiungibile attraverso altri ascensori. Per questa prova gratuita, Star Citizen concede l'utilizzo di un aggressivo Aegis Titan, piccola ma versatile navicella somigliante a un cobra. È possibile entrarci sia tramite la scaletta anteriore, proprio come fosse un caccia, che utilizzando il grande portellone posteriore: da qui si accede al magazzino paragonabile a quello di un piccolo camion attuale, e attraversando una porta all'area abitativa composta essenzialmente da armadietti e un letto; da questa sezione un'altra porta concede l'accesso al cockpit vero e proprio.

Come in un simulatore di volo reale, è possibile accedere alle singole funzioni della nave interagendo direttamente su pulsanti e leve, cambiando l'uso dei diversi schermi presenti. Per partire, la Titan non richiede grandi movimenti: accendi i motori, sigilli la cabina e chiedi il permesso di decollare. E quando raggiungi la giusta altitudine, mentre un enorme sole rosso divora l'infinito skyline di questa sterminata città e la musica sale di quota come la tua astronave, capisci finalmente perché. Intendo perché tutti 'sti matti ci stanno spendendo tutti 'sti soldi e tutto 'sto tempo, e attenzione che non parlo degli sviluppatori ma degli utenti: lo fanno perché non c'è mai stato niente di simile, ovvero un'estensione del genere con così tanto dettaglio grafico, tecnico e di gameplay. E sapete una cosa? Forse senza questo sforzo corale, questa grande "truffa", non ci sarebbe nemmeno mai stato in futuro. Con le ali infine tra le stelle, bisogna decidere cosa fare.

Star Questing

Il sistema di missioni attualmente presente è alquanto basilare. Queste vengono tutte raccolte in uno dei menù e cambiano ciclicamente, a volte ce ne sono di particolari, a tempo, da cacciatori di taglie o da camionisti interstellari. Portandole a termine, si guadagnano crediti e si riempiono lentamente delle stelle che andranno a definire, si spera più avanti in modo più chiaro, il nostro livello in ciascuna delle aree di competenza, dandoci accesso ad altre missioni. Una delle novità più recenti è un nuovo sistema di mining che porta con sé anche la comparsa di caverne, al momento però prive di reali pericoli. Ci si può imbattere in viaggi piuttosto tranquilli, e in altri in cui si è chiamati a combattere nello spazio come sui diversi pianeti presenti.

Star Citizen non è soltanto PVE ma anche PVP, bisogna anche essere pronti a difendersi dagli altri giocatori, specialmente quando si vola in territori poco battuti. In casi come questi si può creare un beacon, ovvero una missione che gli altri giocatori potranno accettare in cambio di una cifra prestabilita. Nel corso delle nostre avventure noi ne abbiamo creato uno quando ci siamo trovati improvvisamente alla deriva nello spazio, con la nave che continuava ad andare per i fatti suoi diventando in pochi minuti un puntino lontano nella galassia. Aprendo l'apposito menù abbiamo creato una missione per tutti quelli che, trovandosi da quelle parti, per 500 crediti ci venissero a raccattare per riportarci alla nostra nave. E qualcuno ci ha persino risposto, e dopo 10 minuti è addirittura arrivato: peccato che si è avvicinato troppo velocemente colpendoci la testa con l'ala, uccidendoci sul colpo. Missione fallita per entrambi, uh? E giocando ne arrivano tantissime di queste richieste: c'è chi non può atterrare per colpa di altri giocatori e chiede di qualcuno disposto ad aiutarlo, chi cerca una mano per pulire una base da non so quale feccia umana, e così via.

È davvero un sistema fantastico, che riesce a rendere molto più vario un gioco con contenuti ancora minimi. Star Citizen infatti al momento presenta un solo sistema, dettagliato come non mai e in costante trasformazione ma è un po' pochino, anche se questo non è un gioco che richiede l'infinito di Elite Dangerous o di No Man's Sky. Star Citizen punta invece a uno spazio più ridotto e di riflesso più intenso, dove possibile "fatto a mano" e non solo lasciato alla matematica procedurale.

Priorità

Questo è quello che abbiamo visto con i nostri occhi e giocato con i nostri polpastrelli. Non vogliamo convincervi che Star Citizen sia la cosa migliore dell'universo, non ci interessa questo, ma non possiamo negare che stia facendo di tutto per diventarlo. I pezzi del puzzle stanno effettivamente trovando la loro giusta posizione, la tabella di marcia aggiornata in tempo reale sul sito è sempre più credibile, e le novità in lavorazione sono sempre più pazzesche. Alla solita domanda "riusciranno mai a finirlo?", forse andrebbe contrapposta una più attuale: "riusciranno a renderlo finalmente un acquisto da considerare?". Perché Star Citizen a questo punto non potrà mai definirsi completo, e siamo convinti che i suoi fan nemmeno lo vogliano davvero. Star Citizen deve continuare a crescere, ad esagerare, a provarci; l'importante è che a un certo punto riesca a quagliare, a concretizzare, e a noi non è sembrato poi mancare molto. Il problema è questo maledetto Squadron 42, presentato troppo presto quando sarebbe stato perfetto iniziarci a lavorare soltanto finito il grosso dell'universo persistente, magari anche distribuito a scaglioni. Al momento invece rappresenta una cosa bella che ruba tempo e risorse a un'altra potenzialmente rivoluzionaria.

Forse ce la fanno, forse. C'è così tanto ancora da costruire e perfezionare, ma Star Citizen ha finalmente raggiunto una forma giocabile che lascia ben sperare nel futuro. Probabilmente dovremo attendere ancora un anno, la fine del 2020 potrebbe davvero essere il momento giusto per questo avveniristico progetto: è abbastanza tempo per rendere amichevole e più sostanzioso ciò che c'è già, coinciderebbe con un abbassamento concreto dei prezzi dell'hardware necessario per farlo girare più che discretamente da un gran numero di appassionati, e con l'arrivo delle console next gen. Perché secondo noi, considerando tutto, alla Cloud Imperium un pensiero ce lo stanno facendo davvero...

CERTEZZE

  • Tecnicamente spettacolare
  • Sistema di missioni user generated
  • Ti senti... uno Star Citizen!

DUBBI

  • Mangia Ram
  • Tanti, troppi bug
  • Un solo sistema esplorabile