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Tales of Arise: abbiamo provato il nuovo capitolo della nota serie di JRPG Bandai Namco

La rivoluzione non è qui, ma l'evoluzione sì. Abbiamo provato una demo di Tales of Arise e i passi avanti sono parecchi, seppur ancorati al passato

PROVATO di Aligi Comandini   —   17/06/2021
Tales of Arise
Tales of Arise
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Quasi ogni grande appassionato di JRPG conosce la serie Tales of, pur trattandosi di un marchio abbastanza al di fuori del circolo dei "blockbusteroni made in Japan". Più che giusto: la saga conta tra i suoi capitoli alcuni titoli davvero eccelsi e da anni rappresenta un'interessantissima sperimentazione nel genere, grazie a un gameplay action che è stato capace di svilupparsi di anno in anno, raggiungendo a volte picchi non indifferenti.

L'elemento in cui i Tales non sono mai riusciti a fare un passo significativo, purtroppo, è sempre stato quello tecnico. Laddove capitoli più anzianotti si difendevano degnamente se paragonati alla concorrenza, la frequenza di quelli più recenti ha portato il comparto grafico della serie ad arenarsi pericolosamente, sfigurando davanti a super produzioni magari anche meno ispirate in tutti gli altri aspetti. Ora, tuttavia, potremmo essere davanti al primo vero balzo evolutivo della saga in tal senso, perché Tales of Arise è davvero splendido se paragonato ai suoi predecessori, e non ha nulla da invidiare a titoli ben più blasonati.

Attenzione però: dopo aver provato Tales of Arise per un'oretta possiamo confermare che è il caso di aspettarsi molte migliorie da Arise. Aspettarsi una completa rivoluzione, però, potrebbe non essere una buona idea.

Transizione portami via

Una delle prime cose, ad esempio, che molti si aspettavano da questo nuovo Tales, era la scomparsa delle transizioni in battaglia. I primi trailer sembravano infatti indicare un videogame privo di arene, o comunque dotato della tecnologia necessaria ad applicare i limiti di un campo di battaglia direttamente alla mappa del mondo. Forse l'idea è balenata nella testa degli sviluppatori, ma alla fine si è optato per un ritorno alle origini e, seppur i mostri siano visibili nella mappa (cosa peraltro non nuova nella serie, sia chiaro), quando li si avvicina si viene quasi immediatamente trasportati in una arena tridimensionale circolare come negli altri capitoli.

L'arena sembra più estesa rispetto ad altri Tales, eppure è curiosamente scomparsa - almeno nella demo da noi provata - la possibilità di ottenere vantaggi in battaglia colpendo i nemici durante l'esplorazione (o anche di partire svantaggiati se toccati dai mostri all'improvviso). Non è una meccanica di cui sentiremo particolarmente la mancanza, per carità, solo che la sua totale assenza è a dir poco curiosa.

Tales of Arise: Rinwell è una maga molto più potente di quanto dia a vedere
Tales of Arise: Rinwell è una maga molto più potente di quanto dia a vedere

La nostra demo partiva ad Elde Menancia, un'area verdeggiante del mondo di gioco piena zeppa di mostri. L'obiettivo finale era raggiungere la capitale, Viscint, sulla strada principale, dalle porte purtroppo sbarrate a causa di un grosso mostro nelle vicinanze. Ci siamo quindi messi a menar le mani con chiunque fosse nei paraggi, per prendere dimestichezza col sistema di gioco e con i nuovi personaggi, dato che la versione da noi provata metteva a disposizione non solo i quattro combattenti già svelati, ma anche due new entry: una guerriera corazzata e armata di scudo di nome Kisara e un guaritore agilissimo di nome Dohalim.

Tales of Arise: due nuovi personaggi, Kisara e Dohalim
Tales of Arise: due nuovi personaggi, Kisara e Dohalim

Per la cronaca: in battaglia, le meccaniche di base sono sempre quelle classiche dei Tales. È possibile eseguire combo variabili con attacchi base e levetta direzionale, la cui funzionalità primaria è ricaricare dei punti azione poi utilizzabili per l'esecuzione delle Artes, ovvero i poteri speciali di ogni personaggio. Le Artes possono venir attivate in modo classico, selezionandole da un menu e mettendo in pausa il combattimento, ma vi è anche la possibilità di assegnarle a dei comandi veloci (per qualche strano motivo nella demo limitati solo a tre slot), e di usarle nel bel mezzo delle combo senza perdite di tempo.

L'importanza della tecnica

Qui però iniziano le unicità, perché Tales of Arise sembra spingere ancor di più l'acceleratore sull'elemento action, aumentando le manovre e spettacolarizzando sensibilmente il combattimento. Gli attacchi base dei personaggi sono infatti estremamente rapidi, così come i loro movimenti, e le schivate se eseguite all'ultimo momento attivano un rallentamento del tempo utilizzabile per riposizionarsi o eseguire un contrattacco immediato.

Non bastasse, ogni personaggio è all'apparenza dotato di skill uniche, che modificano sensibilmente il gameplay quando si decide di mettersi al suo controllo. Il protagonista, Alphen, può ad esempio caricare tutte le sue Artes e sfruttare una poderosa spada infuocata per massimizzare i danni, ma farlo gli costa punti vita e costringe quindi ad avere in team un guaritore che possa controbilanciare i rischi. Shionne, invece, può lanciare granate elementali e farle esplodere in anticipo, per ottenere effetti potenziati sui nemici; Rinwell può memorizzare magie caricandole ed utilizzarle in serie, e così via.

Tales of Arise: la spada infuocata di Alphen non è lì per bellezza
Tales of Arise: la spada infuocata di Alphen non è lì per bellezza

È un gran combat system, esaltante e bellissimo da vedere quando si iniziano a inanellare manovre avanzate. Peraltro è possibile usare manovre combinate con i vari personaggi, e chiamare in campo per degli attacchi persino i due guerrieri lasciati fuori dalla squadra principale, per delle manovre di supporto.

Questi assalti combinati si chiamano Boost Strike e avvengono con più frequenza se i nemici sono indeboliti e il contatore delle combo risulta particolarmente alto, favorendo ancor di più un approccio offensivo costante. Hanno persino effetti unici (quello di Dolahim, per dire, limita il movimento dei nemici), pertanto vi è una componente strategica anche nel loro utilizzo e non è il caso di abusarne a casaccio.

Tales of Arise: la spettacolarità non manca
Tales of Arise: la spettacolarità non manca

Parlando di questo, è stato difficile analizzare la difficoltà del gioco, poiché probabilmente tarata per offrire un'esperienza completa legata alle battaglie, ma diversa dalla progressione dell'opera completa. Se non altro, però, durante lo scontro con il boss mantide abbiamo dovuto regolarci, sfruttando a dovere le abilità dei guaritori per non perire, e riposizionandoci di continuo per evitare le cariche del mostro e contrattaccare. In più, vi è una meccanica legata ai punti deboli dei nemici più pericolosi, che può venir sfruttata per indebolirli o stordirli, anche se il targeting centrale fisso rende abbastanza difficile colpire con le giuste manovre il punto desiderato (anche su mostruosità piuttosto grosse).

Tales of Arise: Alphen e Shionne
Tales of Arise: Alphen e Shionne

La chicca vera, ad ogni modo, resta il comparto tecnico. Il gioco mantiene lo stile misto tra anime e pittura ad olio che contraddistingue da sempre la saga, ma questa volta il livello di dettaglio è enormemente maggiore, e in particolare i personaggi principali sono stilisticamente splendidi. Le mappe, poi, sono ricche di vegetazione e offrono un gran colpo d'occhio. Considerate che l'impatto è tale da far sembrare Arise una vera produzione tripla A con tutti i valori produttivi del caso, ed è quindi un peccato notare ancora cose come dialoghi non doppiati, o secche limitazioni all'esplorazione nelle varie location, ma tant'è. In generale, comunque, siamo senza dubbio davanti a uno dei titoli più curati e belli da vedere della serie.

Non c'è dubbio che i valori produttivi alla base di Tales of Arise siano enormi se paragonati ai capitoli precedenti, quindi un po' infastidisce vedere ancora un attaccamento quasi morboso alle limitazioni tipiche della serie in certi aspetti. Ciò detto, il sistema di combattimento è veloce, spettacolare e profondo, e il gioco graficamente è spanne sopra a tutto ciò che lo ha preceduto. Se la narrativa avrà il giusto valore, e la campagna risulterà ben strutturata, potremmo avere per le mani il miglior esponente della serie, e non è dir poco. Speriamo in bene.

CERTEZZE

  • Combat system notevolissimo e spettacolare
  • Graficamente passi avanti enormi rispetto ai predecessori

DUBBI

  • Narrativa e campagna ancora da valutare
  • Forse un po' troppo attaccato alle sue radici