Con il trailer di gameplay mostrato durante l'evento Xbox di marzo, The Expanse: Osiris Reborn ha confermato l'idea che in molti hanno avuto: un GDR che prende a piene mani dalla tradizione ruolistica occidentale (quella di Mass Effect in particolare) e la unisce all'universo narrativo della serie The Expanse. Una scelta sensata quella di Alcon Entertainment, la compagnia che detiene i diritti di The Expanse, di affidare lo sviluppo a Owlcat Games: il team cipriota ha una grande passione per i CRPG e ha guadagnato esperienza nella gestione di licenze importanti come Warhammer 40.000 e Pathfinder. Ed è altrettanto intelligente utilizzare l'impianto di Mass Effect per un gioco di The Expanse, viste le incredibili somiglianze tra le due saghe sci-fi: un protagonista eroico che si ritrova suo malgrado invischiato in un complotto politico volto a insabbiare qualcosa di ben più pericoloso, una minaccia incombente dallo spazio profondo, eventi catastrofici che ridisegnano alleanze e il destino di intere galassie. Vi dice niente?
Sulla carta quindi tutto giusto, ma pad alla mano? Abbiamo finalmente giocato alla prima closed beta di The Expanse: Osiris Reborn, disponibile per il test dal 22 aprile, oltre ad aver chiacchierato un po' con alcuni membri del team (il game designer Leonid Rastorguev, e la game director Yuliya Chernenko), che ci hanno raccontato qualche dettaglio in più.
Trama e ambientazione
La beta di The Expanse: Osiris Reborn inizia offrendo al giocatore la possibilità di impersonare diversi personaggi: è possibile scegliere tra due classi, Soldato o Hacker, e due razze, Umano o Cinturiano, oltre all'opzione maschile o femminile. Ad accompagnare il protagonista per tutta la durata della prova sarà il fratello (o sorella) gemello, l'unico compagno presente nel party e specializzato nella classe non scelta dal protagonista.
L'incipit catapulta il giocatore in un momento molto concitato. Il protagonista e il gemello/a approdano su una stazione spaziale di proprietà della Pinkwater, una società di sicurezza privata molto potente che detiene il controllo di diverse altre stazioni del sistema solare. Dagli eventi precedenti, si intuisce una rocambolesca fuga dalla stazione di Eros, un enorme agglomerato civile e commerciale costruito su un asteroide che pare essere stato contaminato di proposito con un agente patogeno. Il racconto prosegue con l'inseguimento da parte di un gruppo di mercenari armati pagati dalla società Protogen. Quando questi irrompono sulla stazione della Pinkwater, inizia un'altra fuga dei due personaggi, che si faranno largo a colpi di fucile per raggiungere la propria nave, recuperata sui moli di Eros tramite un "salvataggio legittimo".
Il contesto narrativo è profondamente radicato nell'universo di The Expanse, ponendosi in un punto preciso della cronologia: l'incidente di Eros, secondo gli sviluppatori, è il grande motore che mette in moto l'universo narrativo, e non possiamo che concordare. Inoltre in questa fase del racconto non tutte le forze in campo sono note, quindi è forse il momento più investigativo della saga. La cura per i dettagli si manifesta attraverso elementi secondari ma significativi, come i notiziari che trasmettono l'esplosione della nave Canterbury e additano James Holden come principale sospettato. È stato inoltre confermato che la versione finale del gioco ospiterà diversi camei di personaggi iconici della saga.
Gameplay: Shooting e Hard Sci-Fi
L'obiettivo principale della beta è testare il sistema di combattimento, che eredita e affina la struttura degli sparatutto in terza persona con coperture, richiamando per fluidità e impostazione i classici del genere come Mass Effect 3. Durante gli scontri a fuoco è possibile richiamare rapidamente tre abilità e concentrare il fuoco amico su un bersaglio ma, quando questo non basta, è possibile aprire il menù della pausa tattica.
Se l'impostazione ricorda chiaramente Mass Effect 3, quello in cui Osiris Reborn mostra il suo carattere unico sono i combattimenti a 0-G. Una porzione di gameplay vede i protagonisti camminare con scarponi magnetici sullo scafo della stazione Pinkwater e, in linea con il sottogenere Hard sci-fi, viene perseguita una rigorosa accuratezza scientifica.
Durante il combattimento nello spazio non si sentono i suoni dei proiettili o delle esplosioni, ma solo ciò che passa attraverso il sistema del casco o i rumori sordi delle onde d'urto quando si viene colpiti; i bossoli delle armi fluttuano nel vuoto, le bombe hanno sistemi propulsivi e le raffiche di proiettili hanno scie traccianti per non perdersi nel vuoto.
A rendere le cose complicate ci pensa la necessità di orientarsi nello spazio: sullo scafo della stazione ci si orienta utilizzando il punto visibile più lontano della nave, ma appena si cambia inclinazione cambia completamente il punto di riferimento. Quando questo accade durante un combattimento si ha davvero la sensazione di essere dentro The Expanse.
Progressione e componente GDR
Il recupero di materiali permette di potenziare le armi equipaggiate da tutti i membri del gruppo, e le azioni contestuali compiute durante le missioni accumulano punti esperienza da spendere in tre rami: Shooter, Gadget e Survivalist; il protagonista ha in più l'albero Leader, che fornisce l'accesso ad abilità di carisma uniche, con la possibilità di influenzare la conversazione in base al livello di affabilità.
All'interno della beta alcune scelte possono mettere al sicuro o a repentaglio la vita di personaggi secondari, anche se è difficile prevedere quanto sarà impattante la ramificazione finale. Gli sviluppatori ci spiegano che, nonostante il contesto narrativo sia definito da eventi noti, le sorti del protagonista e dell'equipaggio varieranno molto a seconda dell'approccio. Viene confermato, tuttavia, che non esiste un sistema "buono/cattivo" (Paragon/Renegade) come in altri giochi di ruolo.
Considerazioni Tecniche
Sotto il profilo tecnico ed estetico, gli scenari di Osiris Reborn si presentano molto ben realizzati e dotati di una credibilità visiva sorprendente. I ragazzi di Owlcat ci raccontano come Alcon abbia fornito bozzetti, prop di scena e accesso a molto materiale usato per realizzare la serie tv, così da mantenere quanta più coerenza possibile con il franchise. Per le animazioni facciali si è ricorso al motion capture, mentre i personaggi godranno inoltre di un doppiaggio integrale per ogni linea di dialogo.
Tuttavia, è impossibile non riscontrare ancora alcune incertezze tecniche: le animazioni dei movimenti appaiono a tratti un po' ingessate e l'intelligenza artificiale mostra diverse sbavature durante le fasi di combattimento. Si tratta, quest'ultima, di una criticità che dispone comunque di un ampio margine di miglioramento nel corso del prossimo anno di sviluppo. Nel complesso, Osiris Reborn non trasmette la sensazione di un gioco vecchio, ma riesce a mascherare le proprie incertezze tecniche grazie a una solida direzione artistica e a una buona dose di citazionismo sapientemente integrato.
Paragoni e reinterpretazioni del genere
Durante la tavola rotonda con gli sviluppatori, il confronto con Mass Effect è emerso fin dalle prime battute. Lungi dal voler negare le somiglianze, il team di Owlcat Games ha colto l'occasione per illustrare la propria interpretazione del genere action RPG con meccaniche da sparatutto in terza persona. Come sottolineato da Chernenko, ogni appassionato di Mass Effect ama la saga per ragioni differenti, e la stessa eterogeneità si riflette all'interno del loro gruppo di lavoro.
Tuttavia, esiste un consenso unanime nel considerare il titolo Bioware un pilastro imprescindibile, soprattutto per l'impatto che le scelte del giocatore hanno all'interno della storia, delle relazioni che si creano e si distruggono, del peso delle migliaia di vite appese a un filo. È proprio questo senso di cura e responsabilità narrativa l'elemento che si è voluto omaggiare maggiormente in Osiris Reborn.
Un tocco particolarmente personale dello sviluppatore riguarda la gestione del party e delle storie romantiche. Sebbene gli sviluppatori abbiano mantenuto un certo riserbo, è emersa la volontà di superare l'impostazione delle romance classiche di Bioware, ormai considerata parzialmente sorpassata. L'obiettivo dichiarato è quello di creare un'interazione più fluida con i compagni; ne consegue che la nostra aspettativa è vedere una progressione relazionale che non segua più il rigido schema "dialogo post-missione + quest secondaria = sesso", ma che evolva in modo più naturale. In linea con la saga di The Expanse, il focus dovrebbe spostarsi sul valore fondamentale della fiducia: la costruzione di solide alleanze non è solo un accessorio narrativo, ma l'unico elemento capace di salvare i personaggi dal peggio.
Altra reinterpretazione sul tema che Rastorguev ha voluto evidenziare è la progressione dell'albero abilità, cosa che si può notare anche nella beta. Il sistema di classi di Osiris Reborn è meno stringente rispetto a quello di Mass Effect, e questa scelta deriva da una precisa coerenza narrativa: nell'universo di riferimento, pur esistendo specializzazioni (soldati, ingegneri, piloti), la sopravvivenza nello spazio impone che ognuno sappia "arrangiarsi" un po' in tutto. Questo concetto si traduce in alberi delle abilità flessibili, che permettono di sperimentare build diverse senza vincoli rigidi. Sotto questo aspetto, il gioco si avvicina più alla libertà strutturale vista in Mass Effect Andromeda, pur restando fedele al proprio specifico universo narrativo.
Per il momento The Expanse: Osiris Reborn convince nonostante gli evidenti limiti tecnici. La derivazione bioweriana accompagna nel bene e nel male questa nuova creatura, che cerca però di rielaborare la formula già nota di Mass Effect 3. L'impianto è solido e a tratti rassicurante: sai dove andare, cosa fare, come muoverti... eppure è tutto nuovo. Per i fan di Mass Effect è come andare in bicicletta, ma più comodi. I combattimenti sono divertenti e il feedback del sistema di shooting è appagante, anche se l'intelligenza artificiale dei nemici è sicuramente da rivedere. Di contro vedere un personaggio animato come lo Shepard del 2012 e fare qualche viaggio immobile in ascensore non è proprio avanguardistico... però funziona. Questa beta, purtroppo, non ci ha permesso di approfondire tutti quegli aspetti in cui il titolo diverge dal grande classico pubblicato da Electronic Arts, ma si percepisce lo sforzo del team di dare la propria impronta. The Expanse: Osiris Reborn sembra un gioco furbo, pensato per un pubblico estremamente specifico di giocatori (oltre che per i fan della serie), e se sentite la mancanza di Mass Effect potrebbe essere la migliore occasione per calmare l'astinenza. Bisogna ancora aspettare un annetto, ma non sarà mai tanto quanto il tempo necessario per il ritorno in circolazione del vero Mass Effect.
CERTEZZE
- Ricorda molto Mass Effect 3 pur discontandosi
- Combattimenti e esplorazione spaziale
- 100% coerenza narrativa con The Expanse
DUBBI
- Alcune incertezze tecniche
- Ci sono diversi aspetti del gioco che ancora non abbiamo potuto testare