The Falconeer, il provato

Il provato di The Falconeer, particolare gioco di combattimento in cui si guida un potente falco nei cieli di un mondo sull'orlo della rivoluzione

PROVATO di Simone Tagliaferri   —   21/09/2020
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The Falconeer è un gioco davvero particolare per almeno due motivi. Il primo è squisitamente produttivo: è stato realizzato da una sola persona, Tomas Sala. Non è la prima volta che ci troviamo di fronte a una simile impresa e, in realtà, i moderni tool di sviluppo rendono molto più semplice per gli sviluppatori solisti realizzare qualcosa di buono, ma il senso di meraviglia dato dall'immagine di questi artigiani dei videogiochi che dedicano anni per mettere a punto le loro idee è innegabilmente affascinante.

The Falconeer Art

Sala di suo non è sicuramente un novizio, visto che conta alcuni titoli lanciati all'attivo per diverse realtà, tra i quali la quest mod per The Elder Scrolls V: Skyrim "Moonpath to Elsweyr", una delle migliori e più scaricate per il gioco di Bethesda, nonché diversi titoli mobile, in cui ha svolto per la maggior parte il ruolo di direttore creativo.

La seconda peculiarità di The Falconeer è tutta nel gameplay: a tratti sembra di trovarsi di fronte a una specie di simulatore, più che a un arcade in cui si combatte a bordo di un falco gigante viaggiando in un mondo fatto per la gran parte d'acqua. Badate bene, per "simulatore" intendiamo che ha delle meccaniche più profonde di quelle di un normale sparatutto 3D. Ad esempio per giocare come si deve bisogna apprendere alcuni concetti base, come l'accelerazione in picchiata, il lock degli avversari, il funzionamento della traiettoria dei colpi, i tuffi in mare per afferrare oggetti e, più in generale, i controlli del falco per manovrarlo in modo efficace.

Non siamo dalle parti di Microsoft Flight Simulator, questo no, ma nemmeno da quelle di un arcade puro. Diciamo che è un ibrido che riesce a trasmettere appieno il brivido del volo, ma senza appesantirlo troppo. Il livello di difficoltà è tarato verso l'alto, ma rimane pensato per un pubblico ampio, anche se desideroso di un po' di sfida.

Gameplay

Diviso in quattro capitoli (più un prologo e l'epilogo) The Falconeer è ambientato in un ampio mondo aperto in cui diverse fazioni lottano per le poche risorse disponibili. come già accennato, la quasi totalità del pianeta è ricoperta d'acqua e i pochi luoghi abitabili sono delle grosse masse rocciose su cui sono state costruite case e strutture di sostentamento. I falconieri sono i signori dei cieli, gli unici che, grazie ai loro falchi, non subiscono le limitazioni agli spostamenti imposte dal mare e possono viaggiare liberamente, andando dove vogliono. Sono anche i guerrieri più forti, grazie alla loro capacità di assorbire energia dai fulmini e da altre fonti, che poi trasformano in potenti attacchi.

Nel prologo, che funge anche da tutorial, apprendiamo le basi del sistema di controllo e assistiamo all'evento che darà il via alla storia raccontata dal gioco: l'aerostato con a bordo l'imperatrice viene abbattuto da un gruppo di ribelli. La sua morte manda in frantumi i già fragili equilibri politici che reggevano i rapporti tra le diverse fazioni, dando il via a una spietata caccia alla risorse.

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La nostra non è una missione di vendetta, ma ben presto dovremo decidere da che parte stare se vogliamo sopravvivere. In sella al nostro falco dovremo quindi svolgere le missioni che ci vengono assegnate, quasi tutte legate a dei prerequisiti di fazione, che ci faranno volare da una parte all'altra dell'oceano per fare consegne, per aiutare nella difesa di alcuni luoghi, per andare a caccia di taglie, per partecipare a vere e proprie competizioni di velocità e altro ancora. La maggior parte del tempo la passeremo in volo o a combattere, anche se spesso dovremo atterrare nei porti designati per completare una consegna, fare acquisti, prendere altre missioni e incontrare personaggi che ci daranno ragguagli sulla storia.

I nemici che dovremo affrontare sono diversi e richiederanno tutti approcci particolari, che metteranno alla prova la nostra padronanza del falco. I più comuni sono gli altri falconieri, pirati o unità delle fazioni rivali, con cui ci scontreremo in appassionanti duelli aerei. Poi ci sono navi da guerra, boe esplosive fluttuanti, aerostati più o meno corazzati e delle gigantesche creature volanti dalla natura arcana che ci impegneranno parecchio.

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Il nostro falco ha diversi valori a caratterizzarlo: quantità di salute, corazza, carica dei colpi, agilità e così via. Nel corso del gioco potremo anche acquistare degli oggetti che lo renderanno più forte o più veloce. In generale però, per vincere gli scontri dovremo imparare a controllarlo al meglio delle nostre possibilità, evitando ad esempio di far finire i nemici in coda, o di esporci troppo quando siamo in inferiorità numerica. In linea di massima i combattimenti, che sono poi il focus di The Falconeer, ci sono sembrati ben fatti, mentre alcune missioni ci sono sembrate fin troppo dei riempitivi. Ma vi sapremo ridire quando avremo modo di provare la versione finale del gioco.

Grafica

The Falconeer è molto bello da vedere, nonostante non sia certo una produzione tripla A. Le animazioni dei falchi sono splendide e naturali, non risultano mai eccessive e accompagnano il giocatore con stile nei combattimenti e nelle esplorazioni, rivelandosi adeguate a ogni situazione. Il mondo di gioco è suggestivo e composto con gran gusto. Sala sapeva di non avere risorse infinite e ha usato al meglio ciò di cui disponeva, riuscendo a compiere un piccolo miracolo (considerando che ha fatto praticamente tutto da solo): villaggi che sorgono su immensi speroni di roccia, gigantesche guglie di pietra che spiccano dal mare arrivando a toccare le nuvole, grotte luminescenti dove giacciono i resti di antiche civiltà, ma anche mari agitati da tempeste incombenti, un gigantesco canyon che divide le acque del mare, flotte che riempiono il cielo con i colpi dei loro cannoni, sovrastate da nuvole nere come la pece, monti innevati sorgenti dalle acque e molte altre bellezze connaturate allo scenario, che nascondono la relativa povertà poligonale che ci circonda.

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In questo senso, gli unici "oggetti 3D" ad avere ricevuto un trattamento privilegiato sono i falchi stessi, più dettagliati del resto, nonostante perfettamente allineati dal punto di vista stilistico. Probabilmente Sala avrà pensato che, siccome il giocatore ne avrebbe avuto uno davanti agli occhi per tutta l'avventura, aveva senso dedicargli maggiori attenzioni. Il risultato è che volare per il mondo di gioco è divertente in sé, tanto che si passa volentieri del tempo ad andare in giro solo per vedere qualche nuovo punto di interesse, senza curarsi di combattimenti o missioni (magari per prendere qualche immagine con la modalità fotografica). Vedremo quanto tutto ciò arricchirà la versione finale del gioco o quanto si rivelerà effimero. Intanto possiamo anticiparvi che abbiamo avuto davvero dei bei momenti mentre vagabondavamo per i cieli di The Falconeer, momenti che speriamo non vadano perduti, come lacrime nella pioggia.

Già di partenza consideravamo The Falconeer come un titolo promettente, ma dopo averlo provato per qualche ora il nostro giudizio si è modificato in meglio. Impossibile non rimanere sconcertati dal sapere che tutto questo è stato realizzato da una sola persona. Alcune furbizie ci sono, naturalmente, ma le avevamo messe in conto e verificheremo con la versione finale quanto siano compromettenti. Intanto non vediamo l'ora di tornare a combattere nei cieli del gioco di Tomas Sala, per cercare di arrivare alla fine dell'avventura.

CERTEZZE

  • Sistemi di combattimento e di volo più profondi di quanto pensavamo
  • Stilisticamente ottimo
DUBBI
  • Alcune missioni secondarie
  • Difficoltà generale