The Sandbox, abbiamo provato l'Alpha di uno dei metaversi più promettenti

Abbiamo provato The Sandbox, uno dei metaversi più promettenti grazie alle sue meccaniche earn-to-play, alle blockchain e a quelle cose che vanno di moda adesso

PROVATO di Luca Forte   —   03/12/2021
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Il Metaverso sarà, volente o nolente, uno degli argomenti caldi dei prossimi mesi e forse anni. Non stiamo dicendo che sarà il futuro dei videogiochi o addirittura della società, ma è sicuramente il campo nel quale si stanno concentrando i prossimi grandi investimenti. Il passo più fragoroso lo ha fatto Facebook che, in previsione della sua realtà virtuale in VR, ha addirittura cambiato il nome in Meta. Meno smaccatamente, ma anche Epic Games con Fortnite, EA, Ubisoft, Square Enix e Roblox stanno muovendosi in quella direzione.

Nonostante ciò, non sono queste grandi firme l'avanguardia. Ci sono progetti ed esperienze che sono in sviluppo da anni e che sono già pronte ad aprire le porte al grande pubblico. Il loro percorso, forse perché partito dal nulla, è l'opposto: è iniziato con lo sviluppo e l'espansione del modello economico e su questo stanno costruendo intorno un gioco.

The Sandbox è uno dei progetti più grandi, ricchi e avanzati, in grado di generare milioni di dollari senza nemmeno essere uscito dall'Alpha, iniziata proprio in questi giorni.

Scopriamo The Sandbox nel nostro provato.

Cos’è The Sandbox

Il museo degli NFT di The Sandbox
Il museo degli NFT di The Sandbox

Dal punto di vista ludico, The Sandbox è un grosso editor di videogiochi, creato sulla falsariga di Roblox. Come il nome suggerisce, si tratta di una piazzola con la sabbia nella quale ognuno può plasmare l'esperienza che vuole. O entrare per giocare a quello che gli altri hanno creato.

Le anime di The Sandbox, infatti, sono tre. C'è un gioco costruito con Unity nel quale si muove un avatar in un mondo squadrato simile a quello di Minecraft, si interagisce con gli altri in stile MMO e si esplora il mondo come un action in terza persona. Poi c'è un editor di mondi, grazie al quale usare gli strumenti messi a disposizione dagli sviluppatori per creare nuovi giochi, nuove esperienze e avventure. Nell'Alpha di The Sandbox abbiamo provato una sorta di breve gioco di ruolo d'azione nel quale abbiamo dovuto combattere contro mostri di varia natura, saltando da una piattaforma alla successiva. Ma abbiamo anche ballato all'interno di una vera e propria discoteca, così come visitato un museo nel quale sono esposti alcuni dei quadri creati dagli utenti.

Gli NFT o non-fungible token sono la terza anima di The Sandbox. Il gioco, infatti, è costruito su blockchain. Questo vuol dire che da una parte ogni oggetto al suo interno può essere riconoscibile e rintracciabile grazie a un codice univoco, dall'altra che sarà possibile convertire in qualunque momento i SAND, questa la cryptovaluta alla base di The Sandbox, in altre valute comunemente scambiate sui principali exchange sul mercato. Anche per vecchi, tradizionali, ma affidabili euro.

Unendo queste tre cose si ottiene una formula play-to-earn, ovvero la possibilità di guadagnare soldi reali attraverso le attività di gioco.

Una nuova frontiera

Ballare è una cosa importante, anche in The Sandbox
Ballare è una cosa importante, anche in The Sandbox

The Sandbox, quindi, non è interessante "solo" perché potrebbe essere uno dei primi mondi virtuali di nuova generazione (Second Life lo consideriamo un capitolo chiuso) all'interno del quale stanno arrivando decine di marchi e artisti per avere una presenza in questo mondo (The Walking Dead, Snoop Dogg, Deadmou5, Atari) e nel quale le persone possono arrivare per socializzare o semplicemente esperire quello che il gioco ha da offrire, ma anche perché propone un modello di business innovativo, potenzialmente vantaggioso sia per l'azienda sia per i giocatori.

Creare un mercato di NFT interno al gioco grazie al quale ognuno ha la possibilità di creare e vendere le proprie creazioni, non importa che siano oggetti per l'avatar o nuovi giochi, conviene a tutti: sia a chi vende, dato che può guadagnarsi da vivere grazie a queste nuove professioni, sia per gli sviluppatori, che trattengono una percentuale della transazione.

È un po' quello che fa Steam con le mod dei suoi giochi, con in più la possibilità di poter certificare la rarità di un oggetto, oltre che di poterlo salvare sul proprio portafoglio di cryptovalute e scambiarlo per soldi o altro all'interno dei vari Binance, Coinbase o Crypto.com.

È uno scenario innovativo, di frontiera, sul quale dovranno prima o poi intervenire anche governi per regolamentare i flussi di denaro e proteggere le proprietà intellettuali.

The Sandbox Alpha

L'Alpha di The Sandbox è a uno stadio ancora embrionale
L'Alpha di The Sandbox è a uno stadio ancora embrionale

L'Alpha di The Sandbox consente per il momento di poter immaginare questo futuro. Come dicevamo, al contrario di Fortnite o Roblox, qui si è partiti dall'infrastruttura economica e adesso stanno cominciando ad arrivare le prime esperienze.

Non stupisce, quindi, che i musei nei quali mostrare le opere di Bored Ape Yacht Club, uno degli artisti digitali più in voga in questo momento, siano già perfettamente visitabili e che il mercato immobiliare per comprare della LAND, ovvero della terra digitale nella quale è possibile piazzare le proprie esperienze, sia già ben avviato, con prezzi che rivaleggiano con quelli delle principali città al mondo.

Non stupisce nemmeno che l'accesso all'Alpha, garantito per coloro che hanno contribuito al gioco o vinto un qualche genere di accesso, e che oltretutto garantisce diversi vantaggi (1000 SAND, circa 5-6 dollari e 3 NFT), abbia prezzi assolutamente folli. Siamo nel Far West digitale e il libero mercato la fa da padrone. Se c'è qualcuno disposto a spendere diverse centinaia di migliaia di dollari per una barca digitale, perché impedirglielo?

Questo aspetto più colorito, però, non dovrebbe offuscare le potenzialità ludiche, ma non solo del progetto. Stiamo parlando di quelle che a nostro avviso potrebbero essere il futuro del mondo dei videogiochi e dell'intrattenimento in generale, forse non nella sua struttura ludica, ma molto probabilmente in quella economica. Venire pagati direttamente per i propri contributi a un videogioco, poter esercitare un controllo sui propri contenuti digitali e trovare immediatamente un mercato ricettivo nel quale poter scambiare e vendere facilmente le cose che si possiedono anche digitalmente (come la spada che non si usa più, o la maglietta dell'influencer preferito) potrebbe essere il futuro.

L'Alpha di The Sandbox è per il momento molto limitata. C'è un hub centrale che si apre sul museo degli NFT e poi su tre aree tematiche nelle quali sono nascosti alcuni easter egg e delle semplici missioni pensate per farvi esplorare l'ambiente. Nell'area principale ci sono anche dei portali che teletrasportano in istanze separate nelle quali è possibile trovare nuove esperienze. Per il momento c'è una sorta di GdR in terza persona, un ulteriore museo e una discoteca, ma a cadenza quotidiana una nuova parte del gioco viene aperta a tutti e presto arriveranno quelle di Snoop Dogg, dedicate ai Puffi o ad Atari.

Decisamente più interessanti gli editor di gioco che consentono sia di creare nuove esperienze (in questo caso bisogna possedere una LAND), oltre che oggetti (anche animati) e nuovi vestiti e personalizzazioni per gli avatar. È da qui che i giocatori possono cominciare a guadagnare con The Sandbox, ma ne riparleremo più avanti.

Governance

The Sandbox potrebbe sembrare un incrocio tra Minecraft e Roblox
The Sandbox potrebbe sembrare un incrocio tra Minecraft e Roblox

Questo anche perché il gioco, soprattutto in un prossimo futuro quando il passaggio tra la rete Ethereum e quella Polygon sarà completato, proporrà anche un sistema di Governance e di Finanza decentralizzati. Possedere SAND non solo consentirà di acquistare gli oggetti di gioco, ma anche di partecipare attivamente allo sviluppo di The Sandbox. Coloro che possiedono questa moneta, infatti, saranno chiamati dagli sviluppatori a decidere il futuro di questo metaverso attraverso delle votazioni. È poco convincente il meccanismo che fa dipendere il valore di un voto in base alla quantità di moneta posseduta (come se fosse un vero azionariato), ma è già un passo in avanti verso un processo più democratico.

Con Polygon arriverà probabilmente anche la possibilità di mettere in staking i propri SAND in modo da guadagnare passivamente solo per il fatto di possederli. Passare dalla proof-of-work di ETH (più costosa ed energivora) alla proof-of-stake di Matic renderà i costi di gestione della rete di The Sandbox minori, ma soprattutto darà modo di "prestare" le proprie monete come metro di paragone per verificare la correttezza delle nuove transazioni, detto molto in soldoni.

Visto il grande successo di The Sandbox, il team di sviluppo ha deciso di aprire parte della Alpha a tutti. I possessori di Pass, oltre a poter riscuotere le ricompense alla fine dell'Alpha, avranno un accesso garantito ad alcune parti esclusive del metaverso. Tante altre, invece, sono aperte a tutti. A questo indirizzo potrete provare gratuitamente anche voi il gioco, ricordandovi che, per il momento, The Sandbox è disponibile solo su PC e richiede un portafogli ETH per accedere.

The Sandbox è un progetto che sicuramente va studiato, non importa se avrà successo o meno. Al suo interno si stanno sperimentando molte delle tematiche che sconquasseranno il mercato dei videogiochi nei prossimi anni, come il metaverso, l'earn-to-play, i giochi su blockchain e quelli generati dagli stessi utenti. Siamo però a uno stato embrionale, ma le potenzialità per la nascita di qualcosa di grande sembrano esserci tutte. Noi seguiremo da vicino lo sviluppo del gioco e i suoi prossimi passi. Voi?

CERTEZZE

  • Progetto innovativo
  • Tutti possono guadagnare col gioco
  • Editor potente
DUBBI
  • I prezzi sono per il momento folli
  • È ancora a uno stato embrionale