The Sinking City: il nuovo provato 17

Direttamente da un recente evento Bigben, torniamo a provare una versione quasi definitiva di The Sinking City.

PROVATO di Marco Perri —   23/05/2019

Indice

Da qualsiasi prospettiva lo guardiate, The Sinking City è un prodotto che ha qualcosa da dire. Frogwares è un team da sempre specializzato negli investigativi e sicuramente prendere un pretesto come Lovecraft per ambientarci un survival horror con tinte detective è una scelta ambiziosa. Abbiamo recentemente passeggiato ancora una volta nella città di Oakmont in una versione ormai prossima alla finalizzazione; rispetto alle precedenti esperienze abbiamo quindi potuto passare più tempo in strada, nelle case, sulla barca e più in generale scoprire quale flusso di gameplay attende chiunque scelga di addentrarsi in quello che sembra un titolo dove alla tecnica e alla leggiadria di comandi sia stata anteposta la voglia di raccontare storie e trasmettere sensazioni inquietanti.

Detective in erba

Lo abbiamo provato varie volte, non ultima un'opportunità alla Gamescom 2018: Frogwares sembra voler condensare così tanti elementi al suo interno che la paura di una certa inesperienza è sempre dietro l'angolo, pronta a ricordarci che quando si mixano più gameplay insieme la richiesta di bravura dei game designer si alza esponenzialmente. Una cosa è certa: quella di Lovecraft è un'ispirazione chiara, palese, talvolta palpabile ma non sempre attinente all'ecosistema chiamato in causa e pertanto più libera di sperimentare.

La voglia di approfondire un open world con forte propensione all'investigazione, mixata con elementi di gunplay un po' abbozzati, è il terreno su cui poggia una struttura ludica che si lascia giocare senza troppi problemi, seppur con evidenti limitazioni tecniche. Parliamo di un impianto grafico e di feedback generale che potrebbero far storcere il naso all'utenza più trasversale, maggiormente inclini all'immediatezza e meno avvezzi a chiudere un occhio per focalizzarsi sull'atmosfera, ma è anche vero che siamo convinti il target di Frogwares sia proprio una nicchia meno viziata e più focalizzata sul contenuto che non sull'involucro. Osservando il tutto da questa angolazione, The Sinking City incorpora una serie di meccaniche investigative che possono interessare, appassionare, attirare con forza sia l'ammiratore delle opere di Lovecraft che il semplice fan dei giochi di deduzione ed esplorazione. Torna quindi la logica del collegare le varie scene del delitto, parte di flusso ludico che lega la struttura di quest a una mappa piuttosto ricca e le sviluppa, permettendo di risolverle dando un ordine logico agli avvenimenti grazie alla visione speciale del protagonista.

Ogni quest promette di essere diversa ma sempre contaminata da tratti oscuri, folli, in grado di far schizzare la sanità del protagonista e arricchire ogni passeggiata per le strade di conseguenze tangibili. L'esperienza, seppur breve, non è particolarmente intuitiva pertanto richiede dedizione, concentrazione e una discreta dose di passione nel concludere i dialoghi, leggere gli indizi e unire le informazioni per trovare la giusta strada. The Sinking City sembra fare un passo distante dai titoli pieni di indicatori: Frogwares vuole aiutare il meno possibile il giocatore, condividendo con lui un'esperienza investigativa completa, reale, senza metaplay.

In movimento

Dicevamo, l'aspetto tecnico non è stata la priorità del team, ma pad alla mano il nostro istinto ci ha portato a vedere e fare altro che non contare poligoni od osservare texture. L'impianto grafico è sufficiente per condire di malessere e pazzia il mondo di gioco, senza strafare e senza osare, limitandosi a offrire un panorama che renda Oakmont un luogo perennemente contorto, tortuoso, oscuro e intricato, poco piacevole. Visi, volti, gesti e doppiaggio rendono bene l'idea di un posto dove poco va come dovrebbe; le quest saranno spesso incentrate su pratiche rituali, omicidi macabri e situazioni poco tendenti alla sanità mentale.

Aspettatevi elementi che avrebbero bisogno di un lavoro di pulizia ulteriore: il gunplay, quando presente, appare tanto grezzo quanto superfluo, la telecamera non si adatta sempre bene alla situazione, le animazioni prestano il fianco a una produzione da valori di medio livello. The Sinking City ha al suo interno depravazione e orrore; è presente anche molta violenza, un fattore che potrebbe far storcere il naso ai puristi del mito di Chtulhu e alla sua velata forma di espressione psicologica. Frogwares sembra voler sussurrare che quella di Lovecraft è un'ispirazione molto forte ma non totale, o almeno non totalizzante nella parte creativa, una presenza chiara e pulsante ma non per questo in grado di coprire un flusso ludico che punta a incorporare più anime.

Nonostante alcune debolezze sull'offerta visiva, The Sinking City promette esplorazione e passaggi interessanti. Il titolo Frogwares vuole farvi ragionare, scoprire, unire i pezzi e risolvere situazioni figlie di un'ambientazione affascinante che ha il potenziale per entrare dentro il giocatore e spaventarlo dall'interno. Ci sarà bisogno di pazienza, nonché di grande disponibilità ad immergersi nei fatti che consapevolmente vi faranno girare per Oakmont senza particolari aiuti o frecce da seguire, quasi a sottolineare come il team stia volutamente chiacchierando con una nicchia ben precisa. Se non altro, plauso al loro coraggio.

CERTEZZE

  • Ambientazione e atmosfera
  • Le meccaniche di investigazione fanno ragionare
  • Open world di buone dimensioni

DUBBI

  • Telecamera e aspetto tecnico
  • Le quest sapranno appassionare nel lungo termine?
  • Reali conseguenze della mancanza di sanità mentale