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Timberborn, il provato di un city builder con protagonisti dei castori post apocalittici

Il provato di Timberborn, un city builder con protagonisti dei castori post apocalittici che hanno sostituito più che degnamente gli esseri umani

PROVATO di Simone Tagliaferri   —   15/09/2021
Timberborn
Timberborn
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La razza umana si è finalmente distrutta da sola trasformando il pianeta Terra in un parco giochi per il vento. La vita sul pianeta è comunque sopravvissuta e alcune specie si sono adattate, evolvendosi in creature intelligenti, capaci di costruire e di sfruttare le risorse residue per far crescere la loro civiltà. "Un gioco con dei castori post apocalittici, cosa potrà mai avere di complicato?" ci siamo detti. Sarà una produzione leggera, indirizzata a un pubblico in cerca di videogiochi spensierati, quasi casual. "Chi altro la degnerebbe di uno sguardo?" abbiamo ripetuto a noi stessi.

Poi abbiamo provato Timberborn e ci siamo dovuti ricredere, perché siamo più dalle parti di Factorio che di un city builder per dispositivi mobile.

Dateci un tutorial

Quando si padroneggia il sistema di gioco, si possono realizzare delle costruzioni superbe
Quando si padroneggia il sistema di gioco, si possono realizzare delle costruzioni superbe

La prima cosa che si nota, una volta avviata una partita di Timberborn, è l'assenza quasi completa di un tutorial degno di questo nome. Sappiamo che è ancora in accesso anticipato e che quindi c'è tempo prima che vengano aggiunte tutte le caratteristiche, ma per un gioco così complesso la mancanza di un'introduzione sensata al gameplay è comunque un fatto grave, che potrebbe scoraggiare molti potenziali acquirenti. Di base quello che viene definito tutorial è formato da una manciata di messaggi pop-up che ci danno alcuni obiettivi, ma che non spiegano niente di niente di ciò che stiamo facendo. Si limitano a dire: costruisci questo e costruisci quest'altro, lasciandoci all'oscuro della maggior parte delle meccaniche di gioco, e poi, quando ancora non è chiaro nemmeno come funziona l'interfaccia, ci danno il ben servito lasciandoci completamente a noi stessi. Più che un tutorial sembra una presa in giro. Certo, con l'esperienza un po' si compensa la mancanza di spiegazioni, ma alcune caratteristiche rimangono comunque oscure, tanto che si finisce per commettere dei grossolani errori in fase di costruzione non sapendo bene come funzionano determinati edifici.

Vi facciamo un esempio che dovrebbe essere chiaro per tutti: una delle prime richieste è quella di costruire dei capanni per boscaioli e indicare quali sono gli alberi da tagliare. In un qualsiasi altro gioco del genere costruito l'edificio la raccolta sarebbe automatica, qui invece bisogna utilizzare un tasto apposito per tracciare l'area di lavoro.

Poco male, verrebbe da dire, se qualcuno ci avesse spiegato qualcosa! Ora, proiettatevi in avanti nelle ore di gioco e immaginate quanto possa diventare frustrante mettersi a studiare il comportamento di ogni singolo edificio, di cui magari abbiamo capito la funzione, ma che troviamo difficile utilizzare nel gioco. Perché certi collegamenti non sono possibili da subito? Come funziona la scienza? Quando si riproducono i castori per aumentare il numero di cittadini e, di conseguenza, di lavoratori? Sono tutti interrogativi che rimangono appesi, almeno finché il giocatore non riesce a dare le giuste risposte tentando e ritentando. Il che si traduce in un ingresso in gioco terribilmente lento e a tratti fastidioso.

Costruire

Un'altra città di Timberborn
Un'altra città di Timberborn

Superato l'immenso scoglio iniziale, Timberborn inizia a mostrare il suo volto migliore, quello di city builder sandbox complesso e sfaccettato, che richiede una certa accortezza nella gestione delle risorse e che pone di fronte a problemi interessanti come la lotta alla siccità o la crescita razionale del nostro agglomerato urbano, che da piccolo villaggio può essere sviluppato in una città vera e propria, con tanto di quartieri distinti tra di loro. Come il genere vuole, il giocatore è chiamato inizialmente a rifornirsi di risorse base, come legna e cibo, quindi può costruire delle abitazioni per i castori (che altrimenti dormono all'aperto), piuttosto che pensare a delle aree ricreative.

Quando si è stabilizzata la situazione, si può iniziare sviluppare obiettivi più ambiziosi, come quello di creare un'area completamente automatizzata, con un occhio alla produzione e uno all'ecologia. Le possibilità, da questo punto di vista, sono enormi, e spetta al giocatore sbizzarrirsi.

Il mondo ora è dei castori
Il mondo ora è dei castori

Il sistema di costruzione è pensato proprio per consentire un'urbanizzazione più varia possibile, tra edifici costruibili su più livelli, scale che consentono di sfruttare alture e dirupi, oltre ad alcuni edifici stessi, possibilità di modificare l'ambiente per adattarlo alle nostre esigenze e quant'altro. Già in mancanza di tutti i contenuti promessi per la versione finale ci troviamo di fronte a un titolo complesso che consente la realizzazione di città eccezionali, nella loro impressionante verticalità, cui presto viene meno la funzione di sussistenza per assumere un valore estetico. Certo, per ora manca davvero tanta ciccia, ma le mappe presenti (volendo se ne possono generare anche di nuove tramite l'editor interno) consentono di variare di parecchio lo stile costruttivo, regalando a Timberborn una vita abbastanza lunga.

Grafica

Graficamente non fa certo gridare al miracolo
Graficamente non fa certo gridare al miracolo

Dal punto di vista tecnico Timberborn non stupisce più di tanto. La trovata dei castori non viene sfruttata che in modo superficiale per caratterizzare il mondo di gioco dal punto di vista visivo, che di suo rimane però sempre plumbeo e asettico. Anche gli edifici in sé non sono niente di eccezionale e nella maggior parte dei casi si limitano a somigliare a qualcosa che ne definisca la funzione. Pessime sono invece alcune animazioni, in alcuni casi davvero deficitarie, come quelle di deposito delle materie prime nei cantiere o i movimenti dei castori stessi, non proprio naturalissimi. A salvare il titolo di Mechanistry da questo punto di vista è la possibilità di edificare città sempre più grosse, che diventano automaticamente belle anche solo per il fatto di proporre architetture impossibili. C'è tempo per migliorare, fortunatamente... altrimenti a che servirebbe l'accesso anticipato?

Timberborn è un gioco particolare che però non presta troppa fede ai suoi presupposti. Se non fosse per il tutorial iniziale, che può essere davvero scoraggiante, soprattutto per i neofiti, e per altre decisioni prese al risparmio, rimarrebbe un buon city builder, con alcune caratteristiche ancora da studiare. Il consiglio per gli sviluppatori è quello di rendere l'ingresso al gioco meno problematico, se vogliono avere qualche possibilità di confrontarsi con l'agguerrita concorrenza.

CERTEZZE

  • Sistema di costruzione verticale
  • Funziona, dopotutto

DUBBI

  • Tutorial inesistente rende difficile l'ingresso in gioco