Total War: Three Kingdoms, la strategia si sposta in Cina  25

Con Total War: Three Kingdoms la serie di strategici di Creative Assembly si sposta in Cina e prende spunto da Il romanzo dei Tre Regni: lo abbiamo provato

PROVATO di Umberto Moioli   —   18/06/2018
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La serie Total War è da anni sinonimo di strategia, un mix di tattica nella mappa della Campagna e azione in tempo reale durante le battaglie che è riuscita a conquistare il cuore di milioni di appassionati. E, non banale, evitare di essere oggetto di copie spudorate, probabilmente perché caratterizzata da una complessità tecnica e di gameplay non semplice da replicare. Dopo mille viaggi in epoche diverse e qualche excursus fantasy, come quello su Warhammer, Total War: Three Kingdoms ci poterà nella Cina dei Tre Regni, un periodo noto in tutta l'Asia ma un po' meno popolare dalle nostre parti. L'occasione sarà quindi perfetta sia per giocarsi un nuovo capitolo della serie, sia per scoprire un'epoca a cavallo tra storia e leggenda, ricchissima di personaggi mitici e imprese epiche. Durante l'E3 2018 abbiamo potuto provare Total War: Three Kingdoms e parlare con gli sviluppatori di Creative Assembly per scoprire qualche dettaglio in più, restando purtroppo a secco per quanto riguarda la data d'uscita esatta, visto che per ora resta presta per una generica prima parte del 2019.

Cronache o Romanzo dei Tre Regni? Un gameplay diviso in due

Il gameplay di Total War: Three Kingdoms darà due opzioni, ciascuna basata su uno dei testi che raccontano il periodo dei Tre Regni. Questo momento della storia cinese è stato descritto in molti libri diversi, ma due vengono considerati quelli principali: le Cronache dei Tre Regni e il Romanzo dei Tre Regni. Il primo è un libro fattuale basato su una ricostruzione accurata di quanto avvenuto, il secondo come suggerisce il nome è invece una rivisitazione romanzata del periodo, con personaggi mitici capaci di prodezze sovrumane. La differenza tra le due modalità sarà quindi principalmente legata agli eroi schierati sulla mappa e in battaglia: qualora si giocasse con l'opzione Romance attivata, questi avranno capacità incredibili e poteri in grado di cambiare le sorti dell'incontro, mentre scegliendo Classic saranno più vicini a quanto abbiamo imparato a vedere negli altri capitoli della saga. Il gameplay verrà inoltre influenzato dall'introduzione del Guanxi, concetto tutto cinese che indica l'insieme di rapporti, relazioni e obblighi che le persone hanno verso familiari, amici e nemici. Il Guanxi in Total War: Three Kingdoms ci imporrà, in quanto capo di una delle undici fazioni in gioco, di pensare con precisione in che posizione mettere ciascuno dei nostro sottoposti così che il suo Guanxi non vada in contrasto con quello di altre figure di spicco a lui vicino. Un'idea interessante anche se sarà necessario metterla alla prova nel dettaglio per capire che tipo di peso avrà sulla diplomazia e lo svolgimento delle partite in generale.

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Le battaglie e la Cina

All'E3 2018 Creative Assembly non ha portato la mappa della Campagna, che ci aspettiamo di vedere durante la prossima GamesCom di agosto, piuttosto ha deciso di mostrare una battaglia giocata in modalità Romance. I conflitti di Total War: Three Kingdoms si svolgeranno in maniera non dissimile da quelle che abbiamo imparato a conoscere nel corso degli anni. Le differenze sono innanzitutto legate ai capitani che, specialmente in modalità Romance, avranno un peso decisivo sull'esito dello scontro garantendo potenziamenti alle proprie unità, aprendo a tattiche altrimenti inaccessibili o potendosi spendere in prima persona contro un capitano dell'altro esercito, in un duello all'ultimo sangue. Altra novità riguarda una migliore integrazione tra le battaglie e la mappa, con gli edifici danneggiati durante le prime che avranno un riflesso sulla loro rappresentazione (e funzionalità) nella seconda. E viceversa.

In generale ci è sembrato che un gran lavoro sia stato fatto per rendere più chiara la rappresentazione delle statistiche e soprattutto gli strumenti per comparare le forze a nostra disposizione, un passo in avanti che aiuterà soprattutto chi non ha enorme dimestichezza con i complessi scontri tra armate di Total War. Non abbiamo invece riscontrato enormi passi in avanti tecnici: non ci fraintendete, la serie ha da sempre una componente grafica molto ben fatta e Three Kingdoms non fa eccezione, ma l'avanzamento rispetto alle ultime iterazioni sembrerebbe limitato. In compenso l'ambientazione cinese è stata lo spunto per un'ottimo lavoro artistico sia per ricreare i panorami asiatici, sia per dare alle carte che rappresentano truppe ed eroi un look coerente con lo stile tipico. C'è insomma tanta curiosità per un capitolo che parte da un punto di vista diverso dal solito e decisamente interessante, ma che dovrà trovare il modo di spiegarlo anche a chi, supponiamo molti, è completamente a secco con la storia dei Tre Regni cinesi.

Total War: Three Kingdoms non è una rivoluzione né grafica né di gameplay. Piuttosto punta a prendere il periodo storico dei Tre Regni e utilizzarlo per portarci in una Cina ricca di personaggi mitici e gesta eroiche, con la possibilità di scegliere se abbracciare un gameplay più classico oppure sbilanciato verso la fantasia. Gli amanti della serie non dovrebbero restarne delusi, soprattutto qualora la mappa dovesse ben rappresentare la complessità del periodo e delle fazioni che ne segnarono la storia.

CERTEZZE

  • Periodo storico affascinante
  • Interessante il doppio gameplay

DUBBI

  • Non tutti potrebbero trovare affascinante il setting
  • Graficamente non sembra un salto in avanti