Uncharted: The Nathan Drake Collection 99

Disponibile gratis questo mese per gli abbonati a PlayStation Plus, Uncharted: The Nathan Drake Collection ripercorre le origini della serie Naughty Dog.

SPECIALE di Tommaso Pugliese   —   08/01/2020

Indice

Uncharted: The Nathan Drake Collection rappresenta senza dubbio il piatto forte della line-up di PlayStation Plus per il mese di gennaio 2020: un ottimo modo per cominciare il nuovo anno, dando la possibilità a chi ancora non l'avesse fatto di cimentarsi con la trilogia originale della serie sviluppata da Naughty Dog.

Un'occasione da non perdere, in particolare, per chi ha appena acquistato una PS4, magari approfittando degli sconti natalizi o ricevendola in regalo: scaricando questa raccolta dal PlayStation Store è possibile recuperare il tempo perduto e fare la conoscenza di Nathan Drake e degli altri protagonisti del franchise, preparandosi per il gran finale rappresentato da Uncharted 4: Fine di un Ladro.

Uncharted: Drake's Fortune

Pubblicato originariamente nel 2007 su PlayStation 3, Uncharted: Drake's Fortune è l'episodio che più di tutti trae vantaggio dall'opera di rimasterizzazione grafica effettuata dai ragazzi di Bluepoint Games, ormai specializzati in questo tipo di lavoro. L'aumento della risoluzione e del frame rate, che raggiunge i 60 fps, insieme ad alcuni miglioramenti apportati all'effettistica e agli asset trasformano infatti il comparto visivo del primo capitolo della serie, adeguandolo agli standard attuali. Così il protagonista, Nathan Drake, acquista un aspetto sostanzialmente più realistico: la barba incolta appena accennata nella versione PS3 diventa ben visibile, i capelli si presentano come ciuffi separati e i materiali dei vestiti assumono connotati più convincenti. Una cura che si rivela davvero efficace anche per gli scenari, che acquistano contrasto e dettagli mentre il sistema di illuminazione proietta ombre morbide sulle superfici a tutto vantaggio dell'atmosfera generale.

La sostanza dell'esperienza chiaramente non cambia, proiettandoci all'interno di un'avventura entusiasmante che vede Drake alle prese con la ricerca di un tesoro nascosto insieme alla reporter Elena Fisher e al suo fidato amico Victor Sullivan. Una missione che porterà i personaggi a spostarsi dal mare aperto a una rigogliosa foresta colombiana, per arrivare infine a esplorare la città perduta di El Dorado e scoprirne i segreti; il tutto mentre orde di mercenari al soldo di persone senza scrupoli proveranno a mettergli i bastoni fra le ruote. Nemici che dovremo affrontare nell'ambito di scontri a fuoco che esaltano la natura third person shooter dell'esperienza fra headshot e coperture, armi differenti e manovre evasive. Quando le sequenze action terminano si torna al piacere della scoperta, spesso declinato nella forma di sezioni platform in cui il protagonista sfoggia una sorprendente agilità, arrampicandosi su qualsiasi superficie e trovando passaggi inizialmente inaccessibili.

A supportare questo impianto così solido e coinvolgente troviamo una direzione attenta e precisa, che comincia con questo primo episodio a introdurre quelle transizioni così naturali fra gameplay e cutscene che diventeranno un vero e proprio marchio di fabbrica per le produzioni Naughty Dog e non solo, spronando l'intero filone degli action adventure a compiere un grande passo in avanti sul fronte della narrazione. Ad aumentare ulteriormente la godibilità dell'esperienza, infine, ci sono anche una colonna sonora epica al punto giusto, in grado di sottolineare al meglio le diverse situazioni della campagna, e un doppiaggio in italiano davvero ben fatto.

Uncharted 2: Il Covo dei Ladri

Uscito nel 2009, sempre su PS3, Uncharted 2: Il Covo dei Ladri svolge alla perfezione il ruolo di capitolo della consacrazione per la serie Naughty Dog. Introdotti i personaggi, l'ambientazione e la filosofia generale del franchise, gli sviluppatori si sentono infatti liberi di plasmare il racconto dando sfogo a tutta la loro creatività, a cominciare da una sequenza introduttiva fra le più emozionanti e spettacolari che si siano mai viste. L'evoluzione passa ovviamente anche per il comparto tecnico, nettamente migliorato rispetto agli esordi e dunque meno valorizzato nell'ambito della remaster, che si limita ad apportare qualche modifica per armonizzare la resa dei modelli poligonali e dell'effettistica, nonché limare gli spigoli di alcuni asset non proprio entusiasmanti. Trovano inoltre una dimensione definitiva le già citate transizioni dall'azione in-game alle sequenze d'intermezzo, perfettamente amalgamate e in grado di alzare l'asticella della narrazione.

La storia alla base del gioco vede Nathan assoldato da un suo ex collaboratore, Harry Flynn, e dalla sua ragazza, Chloe Frazer, per recuperare un'antica lampada collegata in qualche modo alle spedizioni di Marco Polo. L'incarico si rivela tuttavia un fallimento, tra colpi di scena e tradimenti inaspettati che ci conducono verso una seconda parte dell'avventura più tradizionale, in cui assistiamo al ritorno di personaggi ormai ben consolidati e alla formazione di nuove, interessanti alleanze. Sullo sfondo si verifica un alternarsi di situazioni esplosive, visivamente spettacolari, che ci accompagnano nel passaggio da uno scenario all'altro, attraversando l'immancabile foresta finché i protagonisti non raggiungono la città perduta di Shambala, che con la sua peculiare caratterizzazione rappresenta senza dubbio il picco artistico dell'esperienza.

Dal punto di vista del gameplay gli autori hanno avuto gioco facile, rilanciando le meccaniche che avevano determinato il successo del primo episodio e arricchendole di nuovi dettagli, piccoli ma importanti miglioramenti, una direzione più incalzante sul fronte action e scontri a fuoco impegnativi, che si alternano alle immancabili fasi platform e alla risoluzione di enigmi ambientali man mano più affascinanti e sfaccettati. Una struttura decisamente solida, insomma, che trae ulteriore vantaggio dalla risoluzione aumentata e dai 60 frame al secondo mentre affrontiamo i numerosi nemici al soldo del trafficante di turno, una figura in questo caso non propriamente carismatica ma che svolge in maniera dignitosa il proprio ruolo di nemesi fino al termine dell'avventura.

Originariamente dotato anche di un piacevole comparto multiplayer competitivo, Uncharted 2: Il Covo dei Ladri si trasforma in un'esperienza esclusivamente single player in questa remaster, perdendo purtroppo anche le interessanti missioni cooperative.

Uncharted 3: L'Inganno di Drake

Ultimo capitolo uscito su PlayStation 3, nel 2011, Uncharted 3: L'Inganno di Drake non può vantare l'impatto avuto dal secondo episodio né la medesima qualità in assoluto, ma si tratta senza dubbio di un'avventura affascinante, in grado di portare sullo schermo situazioni originali e interessanti. Come quella che si vede nella sequenza introduttiva, in cui Nathan e Sully sembrano due spie in una missione segreta e devono inscenare la propria morte di fronte al nuovo villain, Tablot, e ai suoi soci. L'evento fa da sponda a un lungo flashback che va finalmente a esplorare il primo incontro fa i due personaggi, svelando gli eventi che hanno dato vita alla decennale amicizia che li lega. Anche in questo frangente l'abilità narrativa di Naughty Dog dà vita a sequenze memorabili, collocate in un mix ormai perfetto di gameplay e cutscene.

Dopo averci riportato nel presente, la storia decolla coinvolgendoci nell'ormai tradizionale caccia al tesoro, stavolta sulle orme dell'archeologo Thomas Edward Lawrence e dei viaggi di sir Francis Drake per conto della regina Elisabetta I e dell'astronomo John Dee. La campagna si sviluppa attraverso le ambientazioni dello Yemen e della Siria, con una lunga sequenza che si svolge nel deserto, quando Nathan sopravvive per miracolo allo schianto di un aereo e comincia a vagare in cerca di salvezza. Sperimentazioni tecniche e narrative che lasciano il segno, di concerto con scenari affascinanti e comprimari ormai ampiamente consolidati, che tornano anche stavolta a supportare l'azione del protagonista.

La remaster non aggiunge molto al già valido comparto grafico originale, al netto ovviamente della risoluzione più alta e del frame rate portato a 60 fps. Anche in questo caso l'esperienza è stata privata del multiplayer competitivo e cooperativo, ma al di là di questo parliamo di un gioco molto coinvolgente, dal ritmo sostenuto, che tiene incollati dall'inizio alla fine della storia grazie alle tante situazioni che gli sviluppatori collocano all'interno della campagna, in un crescendo entusiasmante che non sente minimamente il peso degli anni.

Il che rappresenta un po' una sintesi per Uncharted: The Nathan Drake Collection: un pacchetto eccellente per i fan vecchi e nuovi, download obbligato per gli abbonati a PlayStation Plus e, vale la pena di ribadirlo, un ottimo modo per cominciare il 2020 per il servizio Sony.