Valheim, il segreto del suo successo

Un survival come tanti, o un capolavoro come pochi? Cerchiamo di analizzare il successo di Valheim.

SPECIALE di Francesco Serino —   23/02/2021
140

Certe volte è più facile di altre capire e spiegare perché un gioco ha successo. Il caso Valheim è senza dubbio uno dei più intricati perché, un po' come accaduto con il meraviglioso The Legend of Zelda: Breath of The Wild, ci si trova sì davanti a un gioco che in fondo non fa nulla di realmente nuovo, ma è altrettanto vero che qualcosa di magico deve pur esserci per dare un senso a un successo che non può essere soltanto il frutto di un'allucinazione collettiva.

Streaming e passaparola

Valheim: tutti insieme verso un unico obiettivo
Valheim: tutti insieme verso un unico obiettivo

Vendere un milione di copie in una settimana è un risultato incredibile per un gioco sviluppato da quattro persone, ma grazie al passaparola e alla forza di Twitch può succedere anche a certi giochi che non lo meriterebbero affatto; ma venderne due di milioni e in meno di due settimane, che è quello che sta accadendo a Valheim, è un risultato che va ben oltre ogni possibile botta di fortuna. Certo anche il prezzo contenuto ha aiutato ma un conto è comprare un gioco per poi accantonarlo subito dopo, un altro è registrare un numero di giocatori record che continua a crescere giorno dopo giorno.

No, deve esserci sicuramente dell'altro dietro questi risultati. I cospirazionisti diranno che è merito di una macchinazione della mafia gay, o dei rettiliani svedesi, ma come sempre la spiegazione è molto più semplice pur non essendo immediatamente apparente: Valheim è un bel gioco, ed esattamente come Zelda Breath of the Wild propone un senso dell'avventura dalla grammatura speciale, che non è possibile riscontrare in altri titoli simili.

Loop di gameplay

Valheim: le temperature più impervie richiederanno un equipaggiamento all'altezza
Valheim: le temperature più impervie richiederanno un equipaggiamento all'altezza

Ammettiamo di avere un debole per questo tipo di esperienze, eppure dopo aver acquistato Valheim e dopo le prime ore di gioco abbiamo pensato quel che mai avevamo pensato prima: chiedere un rimborso a Steam. Il gioco Iron Gate Studios sembra infatti il più generico dei survival nelle sue prime ore di gameplay, e gli alti e bassi grafici non aiutano di certo. Perseverando le cose però cambiamo lentamente, fino a quando scopri di non poterne più farne a meno.

Il merito è anche di un loop di gameplay che permette di sbagliare e imparare liberamente, senza grosse punizioni tipiche dei survival. Per esempio, in Valheim non si muore di fame e né di sete, tirar giù quello che è stato costruito ci ridarà tutti i materiali utilizzati e riparare il proprio equipaggiamento non costa nulla se non una manciata di click sull'apposita icona. Scelte intelligenti che, senza danneggiare la sfida proposta, eliminano una buona parte del tedio che anima questi giochi. Il cibo e tutto quel che gli gira attorno, per esempio il farming, non ha una funzione di sostentamento ma è qui per aumentare quantità e velocità di ripristino di energia e stamina.

Pura esplorazione

Valheim: i portali sono utili, ma non permettono di eliminare totalmente i viaggi a piedi
Valheim: i portali sono utili, ma non permettono di eliminare totalmente i viaggi a piedi

Queste idee non sono abbastanza per trasformare Valheim nel fenomeno di vendite attuale, ma contribuiscono in maniera significativa a concentrare la sfida là dove conta davvero. Il peso si sposta così verso l'esplorazione, vero fulcro dell'esperienza proposta da Iron Gate Studios. Valheim ti libera al centro di una grandissima mappa creata proceduralmente, pochi secondi di introduzione e poi si può andare dove si vuole, a patto di avere i giusto strumenti. E quest'ultimo dettaglio è molto importante perché infonde all'open world senza barriere una sorta di linearità fondamentale per fornire al giocatore traguardi chiari da capire e ricordare.

La Black Forest è pericolosa e ho bisogno di un equipaggiamento migliore, i picchi innevati sono troppo freddi per essere esplorati ora, per affrontare il mare devo avere un'imbarcazione ma come posso costruirla?  E stiamo comunque parlando di progressi sì importanti, ma che servono prevalentemente a raggiungere lo scopo dei scopi: battere i diversi boss nascosti nel mondo di gioco per raggiungere finalmente il Valhalla. Anche nella sua struttura portante, Valheim rimane estremamente chiaro e capace di indirizzare verso punti cardinali immaginari anche gli utenti meno avvezzi a questa grande libertà d'approccio.

Direzione precisa

Valheim: il mare del gioco Iron Gate è un'avventura a parte
Valheim: il mare del gioco Iron Gate è un'avventura a parte

Rust, Ark, Conan Exiles, lo stesso Minecraft hanno contorni molto più sfumati che spingono il giocatore a chiedersi "ma perché lo sto facendo?". In Valheim sai cosa devi fare ma soprattutto il perché, in più sei libero di decidere come e quando; sembrano differenze sottili, eppure sono importantissime.

Inoltre ogni boss sconfitto concede un netto passo in avanti a livello tecnologico e non solo, concedendo al giocatore un senso di progressione che dà la carica per affrontare il resto del gioco con rinnovata determinazione. E si riparte così all'avventura, sempre un po' più lontano, mappando, combattendo, costruendo quel che ci serve e quel che ci farà sentire meglio, perché anche il superfluo è importante quando si sta lontani da casa per giorni e poi si ritorna cercando di riordinare idee e materiali. Come già raccontato, Valheim è soprattutto esplorazione, campo nel quale riesce benissimo anche per le sorprese che nasconde e che non ti aspetteresti da un gioco simile.

Casualità e progressione

Valheim: il valore artistico del gioco nasconde benissimo il piccolo budget
Valheim: il valore artistico del gioco nasconde benissimo il piccolo budget

In alcune partite ci vogliono ore ed ore prima di imbattersi nel primo dungeon, e altrettante ci vogliono in media per scoprire i tanti segreti che il mondo di Valheim sa tenersi ben stretto. Camminando per i diversi biomi presenti ci si sente davvero immersi da capo a piedi nell'ignoto, con tutti i misteri e i potenziali pericoli che questo si porta dietro. Qui poi la notte è buia davvero, non come quei giochi dove questa importantissima fase è rappresentata come un'amichevole penombra. Rimanere senza sorgenti di luce diventa così un problema reale, come tutti gli occhi luminosi che vedremo apparire nell'oscurità.

Valheim pone molta enfasi anche nell'esplorazione marina, con una serie di imbarcazioni che riflettono fedelmente il moto delle onde e la spinta del vento. Inutile dire quanto tutto questo sia emozionante da soli, e quanto il divertimento moltiplichi se affrontato con gli amici. Giusto però sottolineare l'epicità di ogni peripezia, percepibile in ogni passo ma specialmente quando si il gruppo farà ritorno nel villaggio che tutti avranno contribuito a costruire.

Coesione massima

Valheim: tra le migliori foreste di sempre?
Valheim: tra le migliori foreste di sempre?

Valheim ha una sua coesione che rende ogni oncia di gameplay estremamente efficace nel costruire la sua particolare atmosfera. È anche questo, o soprattutto questo ma dipende dai casi, ciò che rende speciale un gioco che, come abbiamo visto, può sembrare inizialmente uno dei tanti. E la stessa coesione la si può vedere anche nella grafica: qui non c'è un già visto e un mai visto che si uniscono, ma uno retrostile che ricorda i primi anni della grafica 3D che abbraccia effetti di luce e altre soluzioni moderne generando un cortocircuito meraviglioso. Anche se, pur capendo la scelta stilistica, sicuramente si poteva fare qualcosa in più per quel che riguarda le animazioni, ovvero l'unico elemento che stride in un contesto prevalentemente vincente. Nel totale, Valheim assomiglia a uno dei giochi per Nintendo 64 che possiamo soltanto immaginare perché mai esistito davvero.

In definitiva, al netto di ciò di cui abbiamo deciso di tralasciare per evitare dolorosi spoiler, Valheim sembra davvero meritare il suo straordinario successo. Il tempo vola con il gioco Iron Gate, al contrario di quanto accade invece con un altro gioco dedicato alla medesima ambientazione, come il comunque buonissimo Assassin's Creed Valhalla. Segno che la strada della narrativa ad ogni costo non sempre è la migliore.