L'autore dei romanzi di The Witcher nega che i videogiochi abbiano reso la sua saga più celebre a livello mondiale  203

Dmitry Glukhovski, l'autore dei romanzi di Metro, la pensa esattamente al contrario

NOTIZIA di Davide Spotti —   19/04/2017

Proseguono gli atteggiamenti polemici di Andrzej Sapkowski, l'autore dei romanzi di The Witcher, nei confronti della trasposizione videoludica della saga. Dopo le esternazioni poco lusinghiere di quest'autunno e le amare considerazioni sulle royalty, lo scrittore polacco ha rincarato ulteriormente la dose dichiarando che in realtà i titoli di CD Projekt non sarebbero serviti a rendere più celebri i suoi libri.

"La convinzione, ampiamente diffusa da CD Projekt, che i giochi mi abbiano reso popolare al di fuori della Polonia è completamente falsa", ha dichiarato Sapkowski durante un'intervista concessa al sito Waypoint. "Ho reso i giochi popolari. Tutte le traduzioni occidentali - inclusa quella in inglese - sono state pubblicate in anticipo rispetto al primo capitolo. Semmai ci sono più persone che hanno giocato ai videogiochi dopo aver letto i libri. Ma è un mio conto personale, non ho mai fatto studi al riguardo".

Come sempre CD Projekt non ha replicato alle frasi piccate di Sapkowski, in compenso ci ha pensato Dmitry Glukhovski, l'autore dei romanzi di Metro ai quali sono ispirati i videogiochi Metro 2033 e Metro: Last Light.

"Credo stia sbagliando completamente, ed è un arrogante figlio di p*****a. Senza il franchise videoludico la serie di The Witcher non avrebbe mai avuto la quantità di lettori che ha adesso. E non si tratta solo dei giocatori, ma anche della stampa specializzata, del fermento che genera, di quella sensazione che si tratti di qualcosa di grande, massiccio e rimarchevole. È questo ad aver attratto le persone. Senza tutto ciò sarebbe rimasto un fenomeno ancorato all'Europa dell'Est, ma non si sarebbe mai fatto strada in Occidente. Con i miei romanzi di Metro è accaduta la stessa cosa".