Quantic Dream di nuovo nell’occhio del ciclone, cosa rischia lo studio di David Cage?

Le recenti accuse di alcuni ex dipendenti di Quantic Dream hanno messo in movimento il Consiglio di Parigi

NOTIZIA di Davide Spotti   —   08/02/2018
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In queste ore si è aperto un nuovo capitolo nella vicenda che sta avendo per protagonista Quantic Dream, successivamente alle pesanti accuse mosse da alcuni ex dipendenti. Chi ha seguito la vicenda fin dall'inizio ricorderà che lo studio d'oltralpe è stato additato di non garantire un ambiente lavorativo sano e vivibile e che alcuni individui sarebbero stati oggetto di battute sessiste e di altri comportamenti per nulla rispettosi della dignità personale del lavoratore.

Nel primo comunicato stampa, diramato a metà gennaio, la compagine francese si era limitata a prendere le distanze dalle dichiarazioni dei professionisti coinvolti, senza tuttavia scendere più di tanto nello specifico davanti ai riflettori. Ben più perentoria invece la nota ufficiale andata online 48 ore fa, nella quale si afferma che i media starebbero portando avanti una campagna diffamatoria in piena regola, priva di basi concrete e fondata su indicazioni fattuali mendaci.

Quantic Dream di nuovo nell’occhio del ciclone, cosa rischia lo studio di David Cage?

Il clamore mediatico si è riacceso dopo che il Consiglio di Parigi ha avviato una serie di indagini sugli eventi denunciati nell'ultimo periodo. La ragione dell'intervento delle istituzioni è legata all'impiego di fondi pubblici e sovvenzioni, di cui Quantic Dream si è avvalsa in questi anni per lo svolgimento della propria attività produttiva. Nel proprio intervento preliminare, l'organo collegiale della capitale francese rimarca la necessità di garantire l'uguaglianza dei cittadini attraverso una sistematica lotta verso tutti quegli atteggiamenti che sono idonei a fomentare razzismo, sessismo e omofobia, tanto a livello nazionale quanto nelle realtà locali. Il collegio rimarca l'importanza strategica di una società come Quantic Dream nello scacchiere economico francese, anche in considerazione del fatto che il settore dei videogiochi guadagnerà sempre più importanza negli anni a venire, sia per giro d'affari che per indotto.

Viene poi fatto riferimento alle indagini condotte congiuntamente da Médiapart, Le Monde e Duck PC, dalle quali è emersa la possibile presenza di molestie nell'ambito dell'attività d'impresa e nello specifico un elevato quantitativo di fotomontaggi sessisti, omofobi, razzisti e antisemiti. Comportamenti che, qualora venissero confermati, si dimostrerebbero contrari al diritto del lavoro e sarebbero sintomo di una cultura aziendale "che non potrebbe essere più tossica".

Ciò che rileva sono specialmente gli accordi siglati con le istituzioni pubbliche, tra cui "una credit tax del 20%, costi di sviluppo per il 20% e molti altri benefici" dai quali deriva l'obbligo di rispettare determinate condotte professionali e di tenere fede alle leggi sociali. "La città di Parigi non dovrebbe tollerare che attraverso l'impiego di denaro pubblico una compagnia possa mettere a repentaglio il rispetto del diritto del lavoro e impegnarsi in atti razzisti, sessisti, fotomontaggi antisemiti, che andrebbero considerati come infrazioni", si legge nel documento. Insomma, prima di formulare i suoi propositi, il consiglio ha effettuato una dettagliata disamina della delicata situazione che sta riguardando Quantic Dream e le sue sorti future, facendo notare che un comportamento di questa natura non si sposa con il blasone e l'importanza internazionale della società guidata da David Cage.

Quantic Dream di nuovo nell’occhio del ciclone, cosa rischia lo studio di David Cage?

"Considerando che le condizioni lavorative di un tale gioiello dell'industria francese devono essere esemplari in ragione della posizione di Quantic Dream sul suolo francese e a livello internazionale, della sua importanza sulla cultura e i costumi - specialmente tra le persone più giovani - mentre non sembra sia questo il caso;

Considerando che la City, nel suo rapporto con questi settori cosiddetti "innovativi", deve chiedere il rispetto della legge e non accettare che con il pretesto di culture innovative queste situazioni di tossicità delle imprese divengano un'abitudine;

Considerando che l'insufficienza di ispettori del lavoro e le richieste del codice di lavoro minano il rispetto dei dipendenti e possono contribuire allo sviluppo di queste culture tossiche del mercato; Su proposta di Danielle Simonnet, il Consiglio di Parigi esprime il desiderio che:

- Il Consiglio di Parigi sia informato delle somme ricevute dall'impresa Quantic Dream nell'ambito del supporto a Cap Digital e degli altri progetti;
- La città rifletta sulla possibilità di rendere vincolante una forma di rimborso in caso di inosservanza di tali clausole e della legge;
- Il sindaco di Parigi richieda al governo di rimuovere le segnalazioni presso l'ispettorato del lavoro e che il numero dei dipendenti venga aumentato."

Con ogni evidenza Quantic Dream dovrà rendere conto del proprio operato e potrebbe rischiare di dover restituire una percentuale dei finanziamenti di natura pubblica che ha percepito nel corso di questi anni. Ciò nondimeno il Consiglio di Parigi non ha chiarito come verrà preservata l'integrità economica della compagnia - che a ben vedere non viene mai messa in discussione dall'organo parigino - e la sua solidità mediatica, qualora le sanzioni in oggetto venissero effettivamente comminate e quindi l'intera vicenda fosse confermata anche in via giudiziale. Insomma, una bella gatta da pelare per David Cage e i suoi colleghi, che per di più emerge proprio nel momento meno indicato, quando ormai lo sviluppo di Detroit: Become Human dovrebbe essere arrivato alle fasi conclusive.