Era il 14 settembre 2001 quando in Giappone arrivava sugli scaffali il Nintendo GameCube, console casalinga erede di Nintendo 64 e diretta concorrente di PlayStation 2 e Xbox. Sviluppata sotto il nome in codice "Dolphin", la macchina nasceva con l'obiettivo dichiarato di correggere le difficoltà di sviluppo che avevano caratterizzato Nintendo 64, puntando su un hardware più amichevole per gli sviluppatori. Il lancio fu accompagnato da tre soli titoli: Luigi's Mansion, Wave Race: Blue Storm e Super Monkey Ball.
Una console iconica
A colpire fin da subito fu proprio l'estetica dell'hardware, capace di aggiudicarsi anche un Good Design Award nel 2002: come suggerisce il nome, il corpo macchina aveva effettivamente una forma cubica, una scelta visivamente fuori dagli schemi per l'epoca. Le dimensioni compatte e la maniglia posteriore la rendevano persino trasportabile con facilità, quasi come una borsetta.
Ancora più singolare fu il design del controller, in netto contrasto con il minimalismo della console. Rispetto al già particolare pad della Nintendo 64, quello del GameCube spingeva ulteriormente sull'originalità: i pulsanti del gruppo destro variavano per dimensione e forma, con una combinazione cromatica di verde, rosso e giallo difficile da dimenticare. Il grande tasto A verde, tondo e centrale, fungeva da punto di riferimento, circondato dal piccolo B rosso e dai tasti ovali grigi X e Y disposti a raggiera. Anche lo stick analogico giallo, riservato alla mano destra, aveva dimensioni e forma diverse rispetto a quello di sinistra.
Nonostante questa configurazione insolita, il controller si rivelava sorprendentemente intuitivo: la diversità di forme permetteva di riconoscere i tasti al tatto, senza bisogno di guardare il pad.
A distanza di 25 anni, il controller GameCube è ancora molto amato, specialmente tra i giocatori di Super Smash Bros.: Nintendo arrivò a produrre una versione dedicata, la "Smash Black", per Super Smash Bros. Ultimate su Switch, e oggi esiste anche una versione pensata per Nintendo Switch 2, compatibile con i titoli della raccolta Nintendo GameCube - Nintendo Classics.
Un altro elemento distintivo fu il cavo GBA, che permetteva di collegare il Game Boy Advance alla console per avere delle funzionalità aggiuntive. Il Game Boy Advance, uscito proprio nello stesso 2001, segnò per Nintendo la prima volta in cui due nuove piattaforme venivano lanciate nel giro di un solo anno. Il collegamento tra le due macchine dava vita a meccaniche di gioco inedite: in The Legend of Zelda: Four Swords+ il Game Boy Advance fungeva da schermo personale per ciascun giocatore, mentre in Animal Crossing+ permetteva di raggiungere un'isola raggiungibile solo tramite quel collegamento, con mobili e abitanti esclusivi. La necessità di un cavo per ogni giocatore ne limitò però la diffusione su larga scala.
Nonostante la lineup di lancio fosse di soli tre titoli, il catalogo GameCube si è poi arricchito di numerosi classici: Super Smash Bros. Melee, Animal Crossing+, Super Mario Sunshine, The Legend of Zelda: The Wind Waker, Chibi-Robo!, Kirby Air Ride, Paper Mario: The Thousand-Year Door, Pikmin e Fire Emblem: Path of Radiance, tra gli altri.