Activision, dipendenti continuano lo sciopero e Call of Duty: Warzone paga dazio

Dipendenti ed ex dipendenti di Activision sono entrati nella settima settimana di sciopero, mentre gli utenti si lamentano dei problemi qualitativi di Call of Duty: Warzone.

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   17/01/2022
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I dipendenti di Activision sono entrati nella settima settimana di sciopero e, a quanto pare, la situazione sta avendo delle ripercussioni sul controllo qualità di Call of Duty: Warzone.

Come riportato, i lavoratori di Activision Blizzard stanno scioperando a oltranza, nonostante le minacce della compagnia, dopo il licenziamento di alcuni dipendenti addetti appunto al QA di Call of Duty: Warzone presso Raven Software.

Come risultato, diversi utenti e streamer si sono lamentati dell'attuale condizione del battle royale, i cui bug e glitch non vengono più sistemati con la rapidità a cui erano abituati proprio per via dell'assenza degli addetti al controllo qualitativo.

Stando a un tester di Activision che è voluto rimanere anonimo, lui e molti dei suoi colleghi hanno ricevuto da Activision la richiesta di rimpiazzare i lavoratori attualmente in sciopero, e ciò ha portato ulteriore malumore tra le fila del team.

Un secondo tester ha dichiarato che i problemi con Call of Duty sono legati appunto a questa situazione, enfatizzando la grande importanza del lavoro svolto dalle persone che individuano appunto bug e glitch prima che le varie build vengano pubblicate.