Il mercato PC continua ad attraversare una fase di forte incertezza e AMD sembra esserne pienamente consapevole. A confermarlo è stata la CEO Lisa Su, che ha condiviso una visione prudente sull'andamento del segmento client, lasciando intendere che nel breve periodo non sono attese crescite significative.
Tra inflazione, carenza di memoria e una domanda ancora instabile, il settore tradizionale dei computer personali resta sotto pressione. Secondo le valutazioni interne e le proiezioni di mercato, come quelle di IDC, le spedizioni di PC sono destinate a diminuire ulteriormente.
Quale sarà la strategia di AMD e delle altre aziende?
Questo scenario ha già spinto molte aziende a rivedere le proprie priorità, spostando risorse verso ambiti più redditizi come l'intelligenza artificiale e il settore enterprise. AMD non fa eccezione, ma Lisa Su ha chiarito che l'azienda non intende abbandonare il mercato PC: piuttosto, punta a trasformarne l'approccio. La strategia di AMD prevede un maggiore focus sull'enterprise anche all'interno del segmento client, concentrandosi su prodotti premium e su soluzioni in grado di creare valore aggiunto.
In questo contesto rientra l'espansione dell'offerta legata al brand Ryzen AI, che include APU di nuova generazione, piattaforme mobile avanzate e dispositivi pensati per l'edge IA. L'obiettivo è intercettare la domanda di sistemi intelligenti e ad alte prestazioni, capaci di unire mobilità, potenza di calcolo e funzionalità IA.
AMD e i risultati di questa nuova traiettoria aziendale
Questa direzione sembra già dare risultati concreti. I ricavi client di AMD sono cresciuti del 37% su base annua, raggiungendo quota 3,9 miliardi di dollari, grazie soprattutto al successo delle CPU Ryzen e delle GPU Radeon. Parallelamente, l'azienda sta cercando di diversificare ulteriormente le fonti di entrate, anche attraverso collaborazioni strategiche come lo sviluppo di soluzioni semi-custom in partnership con Xbox.
Restano però alcune incognite, in particolare nel segmento delle GPU consumer. La persistente carenza di memoria continua a rappresentare un ostacolo significativo, con effetti che potrebbero protrarsi fino al 2028.