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American McGee's Alice fu ispirato da una demo di Valve che l'autore vide mentre lavorava a Quake 2

American McGee ha raccontato le origini di Alice e cosa lo ispirò nella realizzazione del gioco: una demo di Valve, vista mentre ancora era in id Software.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   23/04/2026
Il primo Alice
American McGee's Alice
American McGee's Alice
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A 26 anni dalla sua uscita, American McGee's Alice non è solo un titolo di culto, ma un'opera per cui i fan chiedono ancora a gran voce un nuovo capitolo. Di recente, il suo creatore, American McGee, ha affidato a X alcuni ricordi legati a quelle che furono le fonti d'ispirazione del gioco, svelando un aneddoto affascinante che segnò l'inizio della fine della sua avventura in id Software.

Tutto risale ai tempi dello sviluppo di Quake 2. McGee ricorda un momento preciso in cui si scontrò con gli altri membri della compagnia. Il team si era riunito nell'ufficio di Paul Steed per osservare i primi esperimenti che una neonata Valve stava facendo proprio con il loro motore grafico. Esperimenti che avrebbero poi dato vita al primo Half-Life.

Attriti interni

"C'è stata questa volta in id Software, mentre lavoravamo a Quake 2, in cui ci siamo tutti ammassati nell'ufficio di Paul Steed per dare un'occhiata a cosa stesse facendo Valve con la nostra tecnologia", ha raccontato McGee. "E c'era una scena cinematografica con personaggi che si muovevano, una gru in funzione e diverse telecamere che facevano panoramiche in una sequenza puramente narrativa. Vera e propria narrazione cinematografica usando il motore di Quake!"

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Davanti a quello spettacolo, McGee si lasciò sfuggire un "WOW" pieno di meraviglia. La reazione dei colleghi, tuttavia, fu gelida: "L'intera stanza si è voltata e mi ha guardato in cagnesco. Quello è stato il momento in cui ho capito: 'Ok, bene. Io voglio raccontare storie con questa tecnologia. E questi ragazzi no'", ha spiegato il game designer.

American McGee al lavoro sul seguito spirituale della serie Alice American McGee al lavoro sul seguito spirituale della serie Alice

Non passò molto tempo prima che McGee venisse licenziato, nell'ottobre del 1998, per ragioni che ancora oggi rimangono solo parzialmente chiarite. John Carmack parlò di prestazioni non in linea con le aspettative, ma molte voci di corridoio hanno riportato di grossi attriti interni, non sanabili.

Comunque, proprio la tech demo di Valve gli fu di grande aiuto. "Ecco perché, il giorno in cui sono stato licenziato da id, prima ho pianto... e poi, guidando verso casa con una scatola delle mie cianfrusaglie nel bagagliaio della macchina, ho iniziato a sorridere. E poi a ridere", ricorda McGee. "E la prima occasione che ho avuto di fare qualcosa di mio con quella tecnologia? Beh, l'ho spinta al massimo per quanto riguarda estetica surreale e narrazione cinematografica". Insomma, il licenziamento fu più che altro una liberazione, almeno per lui, visto che portò alla creazione di American McGee's Alice, sviluppato sotto l'ala di EA. In seguito, McGee si trasferì in Cina dove fondò Spicy Horse e creò il sequel Alice: Madness Returns, un titolo diventato di culto. Dopo che EA ha respinto l'idea di un terzo capitolo nel 2023, McGee aveva annunciato il ritiro dallo sviluppo, per poi fare un passo indietro all'inizio di quest'anno: tornerà in pista per creare un erede spirituale della saga, basato sul suo marchio di peluche Plushy Dreadfuls. E a distanza di 26 anni da quella folgorazione davanti allo schermo, può ancora dire "Wow".