Apple starebbe effettivamente valutando una collaborazione con Intel per la produzione di alcuni dei suoi futuri chip, come preannunciato dall'amministrazione Trump la scorsa settimana. L'ipotesi nasce da esigenze reciproche: da una parte Intel è impegnata nel rilancio della propria attività di produzione conto terzi, dall'altra Apple cerca nuove capacità produttive in un momento in cui la domanda globale di chip per l'intelligenza artificiale sta mettendo sotto pressione le linee produttive di TSMC, partner storico dell'azienda californiana.
Le difficoltà di approvvigionamento non sarebbero però prive di conseguenze. Ad aprile il CEO di Apple, Tim Cook, aveva infatti riconosciuto che alcuni limiti nella disponibilità dei componenti avevano influenzato le vendite degli iPhone. Gli analisti, però, provano a frenare i facili entusiasmi.
Apple e Intel, una partnership strategica che richiederà tempi lunghi
Secondo gli esperti del settore, anche nell'ipotesi più ottimistica serviranno diversi anni prima che i chip Apple realizzati da Intel possano raggiungere il mercato. "Nello scenario migliore in assoluto, passerebbero 2-3 anni prima che i primi chip escano dalla linea di produzione", ha dichiarato Malcolm Penn, CEO della società di ricerca sui chip Future Horizons. "Ci vogliono 2 anni per progettare un SoC (system on chip) di questa complessità, e altri 4 mesi di ciclo produttivo per l'avvio della produzione su larga scala".
La situazione è resa ancora più complessa dal fatto che Intel deve ancora dimostrare di poter garantire gli stessi livelli di affidabilità e rendimento produttivo che Apple ottiene oggi da TSMC. Nella produzione dei semiconduttori il rendimento, o yield, rappresenta la percentuale di chip funzionanti ottenuti da ogni wafer di silicio, un parametro fondamentale per contenere costi e ritardi.
Gli analisti non concordano nemmeno sul processo produttivo che Apple potrebbe scegliere. Alcuni ritengono che l'azienda possa puntare sulla futura tecnologia Intel 14A, considerata una delle più avanzate in sviluppo ma ancora lontana dalla produzione di massa. Altri ritengono più probabile l'adozione del nodo 18A-P, una versione evoluta dell'attuale processo di punta di Intel, oppure di tecnologie già collaudate e meno rischiose.
Le prime produzioni potrebbero inoltre riguardare componenti destinati a dispositivi meno strategici. Secondo alcune valutazioni, Apple potrebbe iniziare affidando a Intel chip destinati a specifici modelli di MacBook Air o iPad, limitando inizialmente i rischi prima di un eventuale coinvolgimento nei processori più importanti della propria gamma.
L'operazione avrebbe anche una forte valenza politica e industriale. Intel è infatti al centro degli sforzi degli Stati Uniti per rafforzare la produzione nazionale di semiconduttori attraverso incentivi e investimenti, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza dalle fabbriche asiatiche. Tanto che la scorsa settimana proprio Donald Trump aveva affermato che Apple avrebbe collaborato con Intel per progettare e produrre chip negli Stati Uniti.
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