ChatGPT ha raggiunto un nuovo traguardo nella storia delle applicazioni digitali, diventando l'app più veloce di sempre a superare la soglia di un miliardo di utenti attivi mensili.
Secondo i dati diffusi dalla società di analisi Sensor Tower, il chatbot sviluppato da OpenAI ha impiegato circa tre anni e mezzo per raggiungere questo risultato, un ritmo di crescita superiore a quello registrato in passato da altre applicazioni di enorme successo.
Il precedente primato apparteneva a Google Maps, che aveva raggiunto lo stesso numero di utenti in circa cinque anni dal lancio. Il risultato conferma gli l'intelligenza artificiale generativa sta assumendo nella vita quotidiana delle persone.
Non solo ChatGPT: altre piattaforme IA stanno raggiungendo grandi traguardi
Nonostante il dominio di ChatGPT, anche altre piattaforme stanno registrando tassi di crescita particolarmente elevati. Nel corso dell'ultimo anno, il numero di utenti mensili di Claude e Meta AI è aumentato in modo significativo, con incrementi percentuali molto superiori a quelli di ChatGPT.
Tuttavia, il servizio di OpenAI continua a mantenere un vantaggio considerevole in termini di diffusione complessiva.
Gli analisti attribuiscono questa espansione generale al miglioramento continuo dei modelli linguistici e a una crescente accettazione delle tecnologie basate sull'intelligenza artificiale da parte del pubblico. Allo stesso tempo, il settore continua a essere al centro di discussioni e controversie.
ChatGPT, OpenAI e il governo statunitense
Uno degli episodi più rilevanti dell'anno ha riguardato l'accordo siglato da OpenAI con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. L'annuncio ha generato critiche da parte di una parte della comunità degli utenti, provocando un aumento significativo delle disinstallazioni dell'app nei giorni immediatamente successivi.
In quel periodo, Claude di Anthropic ha temporaneamente conquistato la vetta delle classifiche delle applicazioni gratuite su iPhone. Nel frattempo, il mercato dell'IA continua a crescere nonostante una parte dell'opinione pubblica manifesti preoccupazioni sempre maggiori riguardo all'impatto occupazionale, ai consumi energetici e alla costruzione di nuovi data center.
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