Control sembra andare verso il flop commerciale, che succede a Remedy? 229

I primi risultati sul mercato non sembrano molto incoraggianti per quanto riguarda Control, la nuova creatura di Remedy.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   13/09/2019

È ancora troppo presto per tirare fuori qualsiasi conclusione e probabilmente anche per discuterne, ma visto che la vicenda è emersa oggi con i dati di vendita NPD prendiamo in considerazione il caso di Control e il suo possibile flop sul mercato, che può essere simbolico dell'industria odierna per quanto riguarda un certo tipo di produzioni videoludiche. Control rappresenta un nuovo inizio per Remedy, uscita infine da qualsiasi partnership con Microsoft e alle prese con la sua prima vera produzione completamente indipendente e multipiattaforma. La sfida era dunque riuscire a portare a termine una delle produzioni tipiche della compagnia finlandese, normalmente molto impegnative dal punto di vista economico e tecnologico, senza avere le spalle coperte da un produttore di prima fascia, lanciandosi in questo modo sul mercato multipiattaforma senza alcun tipi di esclusiva e in regime di totale auto-finanziamento.


Per quanto riguarda il gioco di per sé, l'esperimento è stato un successo: Control è un ottimo action adventure che riesce a proporre anche delle soluzioni di gioco originali, oltre a mettere in scena un'ambientazione molto particolare. Di fatto, si tratta ancora di un action in terza persona con una forte impronta narrativa e un'impalcatura grafica veramente di grandissimo calibro, il tutto arricchito anche da alcune trovate originali sia in termini di gameplay che di atmosfera e racconto, viste le molte stranezze che lo caratterizzano a partire dallo stesso soggetto di base. Questo ha portato a un'accoglienza molto positiva da parte della critica, che sebbene non abbia fatto proprio piovere dei votoni sconvolgente si è trovata piuttosto compatta a promuovere il nuovo gioco Remedy, rilevando anche un certo rinnovamento nello stile che potrebbe essere ricondotto al nuovo status di indie.


Altro discorso sembra essere invece quello commerciale, dove Control sta continuando a mostrare risultati decisamente non esaltanti. Ci riferiamo al momento ai soli mercati americano e britannico, ma questi rappresentano già elementi di grande importanza per avere un'idea sull'andamento generale, trattandosi dei due segmenti più grossi e indicativi. Per quanto riguarda il Regno Unito, nella settimana di debutto Control si è piazzato quarto, risultato non malvagio ma restando dietro a giochi come Wreckfest e Dark Pictures: Man of Medan che non sembravano propriamente avversari temibili, precipitando poi direttamente in quattordicesima posizione nella settimana successiva, senza rientrare nella classifica mensile dei giochi più venduti in UK ad agosto 2019. Per quanto riguarda il nord America, i recenti dati diffusi da NPD segnalano che Control non solo è fuori dalla classifica dei 20 giochi più venduti del mese, ma non compare nemmeno nelle singole top ten per piattaforma.


In entrambi questi casi bisogna dire che il gioco è uscito a ridosso della fine del mese, ma ha comunque avuto quasi una settimana per imporsi e in base alle dinamiche del mercato un periodo del genere, seppur breve, dovrebbe rappresentare l'apice delle vendite in un arco ristretto, dunque la totale assenza dalle classifiche mensili è un segnale indicativo dell'andamento del gioco. Resta dunque da vedere cosa sia successo: Control può essere considerato un titolo di nicchia ma nella classifica mensile compaiono titoli non proprio comunissimi come Astral Chain, Age of Wonders: Planetfall e The Dark Pictures: Man of Medan, due dei quali sono peraltro nuove proprietà intellettuali anch'esse.


I problemi tecnici, relativi soprattutto alle performance sulle console base, potrebbero aver influito sulla percezione del gioco, almeno nelle comunicazioni tra utenti e questo potrebbe aver inficiato le vendite iniziali, vista la quantità di giocatori che utilizzano tali piattaforme, oppure si tratta di un'altra conferma della solita difficoltà nel far affermare sul mercato un gioco single player a trazione narrativa, tanto più se non è supportato come un'esclusiva da un grosso produttore o publisher. Non resta che sperare che la situazione, se veramente dovesse essere così negativa, non colpisca troppo duramente Remedy e non la spinga ad abbandonare completamente il suo stile. Oppure, viste le voci di corridoio, si potrebbe pensare che tutto questo possa essere il colpo di grazia per spingere la compagnia finlandese all'acquisizione da parte di un soggetto più grosso, che in molti identificano in Sony come principale indiziata.