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Anche le CPU in crisi: dopo memorie e GPU, ora mancano anche i processori per colpa dell'IA

La crescita dell'IA agentica mette sotto pressione cloud provider e produttori, portando anche a una crisi delle CPU.

NOTIZIA di Raffaele Staccini   —   14/04/2026
CPU

La filiera hardware legata all'intelligenza artificiale torna sotto pressione, ma questa volta il problema si sposta sulle CPU. Dopo mesi segnati dalla scarsità di GPU e componenti di memoria, il mercato deve ora affrontare una nuova fase critica, alimentata dalla diffusione dei modelli di Agentic AI.

Il fenomeno sta modificando gli equilibri nei data center, dove la domanda di risorse di calcolo cresce più rapidamente rispetto alla capacità produttiva. Le CPU, finora considerate meno critiche rispetto alle GPU, stanno diventando un collo di bottiglia sempre più evidente.

La crisi delle CPU

Secondo diverse analisi di settore, i carichi di lavoro legati all'IA agentica richiedono un utilizzo più intenso delle CPU rispetto ai modelli precedenti. Non si tratta più soltanto di inferenza, ma di operazioni più complesse che coinvolgono database, simulazioni e processi fisici, tutti ambiti fortemente dipendenti dalla potenza di calcolo delle CPU.

CPU Intel
CPU Intel

Questa evoluzione ha modificato anche l'architettura dei server. In passato, un singolo processore gestiva più GPU all'interno dello stesso rack, mantenendo un rapporto nettamente sbilanciato. Oggi questo equilibrio si sta riducendo, con CPU e GPU sempre più vicine in termini di peso operativo nei sistemi dedicati all'IA. Le conseguenze iniziano a emergere anche nei servizi digitali. Alcuni utenti segnalano instabilità su piattaforme come GitHub, con rallentamenti e difficoltà nelle operazioni. Si tratta di segnali indiretti di una pressione crescente sulle infrastrutture cloud.

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Alla base della carenza c'è una domanda che supera l'offerta disponibile. Grandi operatori come Amazon e Microsoft avrebbero già destinato gran parte delle CPU disponibili a progetti legati all'IA, inclusi accordi con realtà come OpenAI e Anthropic. Nonostante un aumento significativo dei server anno su anno, la capacità non riesce a tenere il passo con la domanda.

La situazione risulta ancora più complessa per le architetture ARM, la cui diffusione è cresciuta dopo la migrazione di diversi carichi di lavoro da x86. Questa scelta, inizialmente vantaggiosa per la disponibilità di risorse, si sta ora scontrando con una domanda concentrata sugli stessi chip. L'impatto si estende a tutta la filiera. Produttori come AMD e Intel stanno aumentando la produzione di CPU x86 per il mercato cloud, mentre NVIDIA accelera sul fronte delle proprie soluzioni integrate, che combinano CPU, GPU e memoria ad alta capacità.

Questa dinamica rischia di ridurre la disponibilità di componenti destinati al mercato consumer e aziendale. Con la priorità assegnata ai progetti legati all'IA, le linee produttive potrebbero essere riallocate, causando un aumento dei prezzi e una minore disponibilità per altri segmenti. Nel breve periodo, il mercato si trova quindi davanti a una nuova fase di squilibrio tra domanda e offerta. Senza un'espansione rapida della capacità produttiva, anche le CPU rischiano di diventare un fattore critico per l'intero ecosistema tecnologico.