Secondo le più recenti stime di Counterpoint Research, il mercato globale dei chipset per smartphone è destinato ad affrontare un 2026 complesso, segnato da una significativa carenza di memoria DRAM e NAND. In questo scenario, Google emerge come l'azienda che incontrerà la minore resistenza in termini di spedizioni dei propri SoC Tensor, registrando la crescita anno su anno più elevata tra i principali produttori.
Nonostante il Tensor G5 non abbia brillato per prestazioni ed efficienza, nemmeno dopo il passaggio alla litografia avanzata di TSMC, Google beneficerà di una strategia fortemente integrata e di una crescente differenziazione basata sull'intelligenza artificiale.
Le spedizioni dei Google Tensor sono destinate a crescere
Le spedizioni dei chipset Tensor sono ora stimate crescere del 18,9% nel 2026, un netto miglioramento rispetto alle precedenti previsioni del 13,3%. Questa crescita sarà sostenuta anche dall'espansione dei dispositivi Pixel oltre i mercati tradizionali di Stati Uniti e Giappone. Il quadro generale, tuttavia, resta negativo per l'intero settore.
Le spedizioni globali di smartphone dovrebbero diminuire del 6,1% su base annua nel 2026, mentre quelle dei chipset caleranno addirittura del 7%. Una delle principali cause è l'aumento dei costi dei componenti di memoria, che ora rappresentano fino al 20% della Bill of Materials (BoM) degli smartphone di fascia alta.
Dopo i Tensor di Google, ad avere "meno problemi" sarà Samsung
Samsung si posiziona al secondo posto per resilienza, con una crescita prevista delle spedizioni di SoC del 7,3%, in aumento rispetto al 5,1% stimato inizialmente. Un fattore chiave è il rafforzamento della strategia verticale del colosso coreano, sostenuta dal lancio del nuovo Exynos 2600 a 2 nanometri, che riduce la dipendenza da fornitori esterni.
Apple, invece, dovrebbe registrare un calo delle spedizioni dei suoi chip A-series pari al 4,4%, un dato invariato rispetto alle precedenti stime. Nonostante ciò, Cupertino rimane relativamente protetta grazie alla solidità della sua catena di fornitura e alla forte spinta verso la premiumizzazione dei prodotti. I più colpiti saranno i produttori cinesi, fortemente dipendenti da Qualcomm e MediaTek.