I Googlebook fanno parte della nuova categoria premium di laptop basati interamente su Gemini Intelligence, nuovo ecosistema di funzioni IA avanzate. Questi dispositivi di fascia alta differiscono completamente dai Chromebook. Sebbene siano stati svelati ancora pochi dettagli in merito, il loro obiettivo è offrire un'assistenza proattiva e personalizzata. Secondo le ultime informazioni, l'azienda collaborerà con alcune aziende specifiche per la produzione dei vari componenti.
Linee guida rigide
Il vicepresidente di Google, John Maletis, in un'intervista a Chrome Unboxed, ha spiegato che i Googlebook si posizioneranno come dispositivi premium, pensati per offrire un'esperienza utente di alto livello. Ancora più importante, questi dispositivi saranno prodotti da OEM terzi, ma Google applicherà delle linee guida molto rigide per quanto concerne l'hardware, con l'obiettivo di garantire un'esperienza coerente su tutti i modelli.
Come già sappiamo, i primi partner sono Lenovo, Acer, Asus, HP e Dell per la produzione. Tuttavia, alle aziende sarà consentito utilizzare solo componenti approvati da Google, che quindi dovranno rigorosamente rispecchiare le sue linee guida. L'azienda ha poi scelto Intel, Qualcomm e MediaTek come fornitori di processori per la prima generazione di Googlebook.
È molto improbabile che vengano utilizzati processori AMD Ryzen, quindi. Non sappiamo esattamente quali aspettarci, ma alcune indiscrezioni fanno riferimento alla serie Core 3 Wildcat Lake di Intel, almeno per alcuni modelli. Questi processori incorporano fino a sei core CPU in una configurazione 2P + 4LPE con grafica integrata Xe3.
Altre caratteristiche
Ulteriori specifiche rigorose dovrebbero riguardare anche memoria e spazio di archiviazione, oltre alla standardizzazione del layout della tastiera per uniformare l'esperienza dei laptop.
Infine, i laptop dovrebbero introdurre la Glow Bar, precedentemente vista su Chromebook Pixel del 2013, con effetti di illuminazione funzionali. Non ci resta che attendere ulteriori informazioni in merito. Nel frattempo, fateci sapere che ne pensate.
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