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Il creatore di Ikaruga lascia M2, ma Ubusuna non è morto: trattative in corso per rilanciarlo

Dopo dodici anni di sviluppo e una cancellazione che sembrava definitiva, Ubusuna potrebbe avere ancora un futuro.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   09/07/2026
Una delle astronavi di Ikaruga
Ikaruga
Ikaruga
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Con un aggiornamento pubblicato sul proprio sito personale l'8 luglio, Hiroshi Iuchi, creatore di Ikaruga, ha confermato ufficialmente il suo addio a M2, lo studio con cui stava sviluppando Ubusuna, il suo nuovo progetto. Nel testo, il director ha ripercorso nel dettaglio lo stato dei lavori e le ragioni dietro uno sviluppo così travagliato, culminato nella recente cancellazione annunciata dalla stessa M2.

Iuchi si è scusato con i fan per la delusione causata dall'annuncio, ammettendo di ritenere, con il senno di poi, che avrebbe dovuto impedire alla compagnia di renderlo pubblico in quel momento. Il director ha spiegato di aver deciso di dimettersi alla fine del 2025, e che al momento dell'annuncio da parte di M2 aveva già avviato colloqui con altre aziende per proseguire lo sviluppo di Ubusuna, sebbene nulla fosse ancora stato definito. Per questo, a suo giudizio, non vi era una reale necessità di comunicare la notizia proprio in quel frangente, a parte per la necessità di M2 di chiudere la questione dal suo punto di vista.

Non tutto è perduto

Iuchi ha comunque tenuto a precisare di non aver affatto abbandonato il progetto: pur non essendo più sviluppato internamente a M2, Ubusuna continuerebbe infatti a essere seguito dietro le quinte, con l'obiettivo di portarlo avanti senza arrecare danno alle parti coinvolte. A rendere possibile questa continuità è il fatto che i diritti sul concept e sul sistema di gioco appartengono personalmente a Iuchi che, pensate un po', ha elaborato il concept nel lontanissimo 2006.

Diverso il discorso per gli asset prodotti durante lo sviluppo presso lo studio, che restano invece di proprietà della compagnia: anche qualora i lavori riprendessero altrove, non potrebbero quindi essere riutilizzati liberamente. Secondo Iuchi, questa sarebbe la terza o quarta volta che Ubusuna viene interrotto o cancellato, ma la prima in cui lo sviluppo era arrivato a uno stadio molto avanzato.

NieR: Automata è stato influenzato da Ikaruga, stando a Yoko Taro NieR: Automata è stato influenzato da Ikaruga, stando a Yoko Taro

Il director ha inoltre voluto smentire alcune ipotesi circolate online, secondo cui il progetto sarebbe naufragato per "difetti di design" o per il peso della pressione nel dover realizzare un degno erede di Ikaruga. Iuchi respinge queste letture, spiegando che il team dedicato a Ubusuna non ha mai potuto lavorare in maniera esclusiva sul titolo, venendo ripetutamente distolto per supportare altri progetti interni. Ogni volta che ciò accadeva, lo sviluppo si fermava anche per oltre un anno, con altro tempo che veniva successivamente buttato per riprendere il progetto.

Un'altra causa dei ritardi, sempre secondo il racconto di Iuchi, risiederebbe nelle indicazioni del management, che avrebbe chiesto al team di continuare a migliorare il gioco finché lo stesso director non si fosse detto soddisfatto. Questo avrebbe innescato una ricerca di qualità crescente priva però di una direzione precisa. Pur riconoscendo che il reparto planning avesse tentato di razionalizzare lo sviluppo, Iuchi ammette di aver interpretato quelle indicazioni in modo troppo letterale, riconoscendo così una propria responsabilità nella vicenda.

Nel corso di uno sviluppo così prolungato, il team avrebbe progressivamente perso slancio, complice anche un organico instabile: una spirale che Iuchi descrive paragonandola a un gruppo di due o tre persone senza esperienza nei giochi 3D che si ritrova improvvisamente a dover realizzare un titolo tripla A paragonabile a Call of Duty.

Nonostante tutto, Iuchi si dice fiducioso sulla qualità di Ubusuna e sembra intenzionato a portarne avanti lo sviluppo. Subito dopo la decisione di cancellare il progetto in M2, la grafica esterna del gioco, Kususaga Rin, avrebbe proposto di cercare finanziamenti da un'altra compagnia per proseguire i lavori, mentre altre persone si sarebbero fatte avanti offrendo il proprio sostegno. I colloqui con le aziende interessate sarebbero già in corso. Pur ammettendo di non sapere ancora come si evolverà la situazione, Iuchi ha assicurato che il team sta lavorando attivamente per riuscire a consegnare Ubusuna a tutti coloro che hanno sostenuto il progetto fino a oggi.

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