Koichi Sugiyama, compositore storico di Dragon Quest, è morto a 90 anni

Koichi Sugiyama si è spento all'età di 90 anni lo scorso 30 settembre 2021, era il compositore storico di Dragon Quest.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   07/10/2021
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Square Enix ha comunicato, sul sito ufficiale giapponese di Dragon Quest, che Koichi Sugiyama, compositore storico della celebre serie, è morto all'eta di 90 anni lo scorso 30 settembre 2021, con la notizia data dal team dedicato alla serie attraverso un messaggio ufficiale.

Sugiyama è morto a causa di uno shock settico, probabilmente aggravato anche dalla veneranda età del noto compositore, diventato ormai parte integrante della lunga storia di Dragon Quest. Il team di Square Enix dedicato alla serie ha dedicato una pagina all'autore, con interventi anche da parte del responsabile di Dragon Quest, Yuji Horii e del leggendario autore di manga Akira Toriyama.

Nato nel 1931 a Tokyo, Sugiyama è autore di oltre 500 brani musicali contenuti nella serie Dragon Quest, con una delle ultime produzioni rappresentata proprio dal main theme per Dragon Quest XII, il nuovo capitolo ancora in sviluppo.

Koichi Sugiyama in una foto recente
Koichi Sugiyama in una foto recente

Nella sua carriera, a ha ricevuto diversi riconoscimenti e onorificenze legate ai risultati raggiunti e alle opere composte a partire dalla Symphonic Suite Dragon Quest III del 1988, fino ad arrivare all'uso di alcune sue musiche durante la cerimonia d'apertura delle Olimpiadi di Tokyo 2020.

Yuji Horii, producer storico della serie Dragon Quest, si è detto molto addolorato, riconoscendo al Maestro la capacità di portare la vitalità della musica nel mondo del gioco e assicurando che la sua eredità continuerà nella serie. Anche Akira Toriyama, autore di Dragon Ball e character designer di Dragon Quest, ha espresso il suo dispiacere alla notizia, sostenendo come sia stato un onore lavorare con lui per tanti anni.

Le sue posizioni ideologiche e politiche, legate a un profondo patriottismo e una visione nostalgica del proprio paese fino al negazionismo dei crimini di guerra o considerazioni vicine all'omofobia, l'hanno reso protagonista anche di alcune controversie con la community di videogiocatori.