7

LA DEI ha solo migliorato le cose dentro Ubisoft e non ha influito sul valore delle azioni

Un ex dipendente rifiuta la narrazione secondo cui l'applicazione del framework DEI abbia peggiorato le cose all'interno di Ubisoft.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   28/01/2026
I due protagonisti di Assassin's Creed Shadows

Un ex dipendente di Ubisoft si è detto sconcertato dalla disinformazione sulla compagnia. In particolare si riferiva a quelli che affermano che "la DEI sia il motivo del calo del prezzo delle azioni Ubisoft". Secondo lui, "la DEI ha solo migliorato le cose" all'interno dell'azienda, considerando lo stato disastroso in cui versava prima.

DEI è un acronimo che sta per Diversity, Equity & Inclusion, cioè Diversità, Equità e Inclusione. Si tratta di un un insieme di politiche, valori e pratiche adottato da molte aziende per avere politiche di assunzione più inclusive, una maggiore attenzione al linguaggio e alla cultura aziendale e degli ambienti di lavoro sicuri per minoranze e gruppi storicamente esclusi.

La scorsa settimana, Ubisoft ha annunciato una ristrutturazione profondissima, che include la cancellazione di sei giochi e il rinvio di altri sette, nonché una modifica sostanziale dell'organizzazione interna. Le sue azioni che sono letteralmente crollate in borsa, toccando il loro minimo storico di sempre. Come riportato da Automaton, Kensuke Shimoda, un ex game designer di Ubisoft Osaka, ha voluto dire la sua su X, negando che le iniziative legate a diversità, equità e inclusione (DEI, appunto) abbiano avuto un impatto negativo su Ubisoft o sul valore delle sue azioni.

I problemi di Ubisoft

"Senza citare nessuno in particolare, sono stupito che ci siano ancora persone che diffondono disinformazione come "la DEI è il motivo per cui le azioni Ubisoft sono scese"", ha esordito lo sviluppatore, per poi aggiungere che "da ex dipendente vorrei chiarire" che i cosiddetti "sostenitori interni della DEI non avevano poi tutta questa influenza". Insomma, sarebbero il capro espiatorio perfetto per una situazione che nasce da problemi molto diversi, ma più difficili da accettare.

Yves Guillemot, il capo di Ubisoft
Yves Guillemot, il capo di Ubisoft

Anzi, secondo Shimoda "la DEI ha solo migliorato le cose (un ambiente di lavoro migliore, l'espansione nei mercati sudamericani e mediorientali, ecc.)".

I dipendenti di Ubisoft hanno votato per scioperare contro i nuovi licenziamenti I dipendenti di Ubisoft hanno votato per scioperare contro i nuovi licenziamenti

Questo non significa che l'azienda non abbia problemi, ma questi non derivano certo dalla maggiore attenzione all'inclusività: "Il calo nella qualità del marketing e della creatività è dovuto alla 'sindrome della grande azienda', e può succedere a qualsiasi società". A titolo di esempio, Shimoda ha spiegato che "ci sono poche possibilità di fare carriera, quindi è evidente che non ci siano abbastanza persone con esperienza in ambito online/mobile/F2P nei ruoli dirigenziali senior." Insomma, il familismo e l'amichettismo con cui è stata selezionata la dirigenza, sono stati fattori ben più determinanti per i disastri combinati da Ubisoft negli ultimi anni. "In aggiunta a tutto questo, parliamo di un'azienda la cui prima lingua è il francese, che si è espansa a livello globale e ha aperto uffici fuori dal mondo francofono, cosa che ha portato a problemi di gestione specifici delle 'aziende globali non anglofone'".

Secondo Shimoda, sarebbe un pessimo segnale se Ubisoft decidesse di scaricare la colpa sui sostenitori della DEI: "Se Ubisoft ignorasse tutti i problemi elencati sopra e usasse la DEI come capro espiatorio, allora mi aspetterei che questa volta per loro sia davvero finita". Sarebbe la classica negazione della realtà, che sancirebbe la fine definitiva della compagnia, non più in grado di affrontare i suoi veri problemi.