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Le autorità australiane hanno chiesto a Valve come sta combattendo gli estremismi su Steam

Steam è sotto scrutinio da parte delle autorità australiane, che hanno chiesto a Valve cosa sta facendo per combattere gli estremismi.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   26/04/2026
Una ragazza con il nuovo controller di Steam

Le autorità australiane stanno scrutinando i grandi colossi del web, con un'azione ampia e mirata che va avanti da mesi. L'eSafety Commissioner, l'ente governativo di Canberra incaricato di vigilare sulla sicurezza di internet, ha inviato una richiesta formale e perentoria ai proprietari di alcune delle piattaforme per videogiochi più popolari al mondo: Steam, Fortnite, Minecraft e Roblox. L'obiettivo? Capire cosa stanno facendo per contrastare certi fenomeni.

Reati gravi

L'iniziativa nasce da una serie di segnalazioni e questioni emerse a più riprese sui media, che hanno evidenziato la presenza di contenuti di matrice estremista e terroristica all'interno di questi spazi virtuali. Ora, l'autorità australiana esige trasparenza e vuole sapere nel dettaglio in che modo le aziende "rilevano, prevengono e rispondono" a queste violazioni, considerate gravissime e potenzialmente pericolose.

Il logo di Steam
Il logo di Steam

Il faro del governo non è puntato solo sul terrorismo. L'ente ha infatti chiesto ai colossi dell'intrattenimento di fornire spiegazioni precise anche sui protocolli adottati per contrastare altre due piaghe sociali molto diffuse in rete: il cyberbullismo e l'adescamento di minori, che colpiscono un po' tutte.

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L'eSafety Commissioner ha chiarito che non si tratta di un semplice invito, ma di un obbligo categorico, cui le compagnie dovranno rispondere. Le piattaforme sono tenute per legge a fornire questi resoconti e, in caso di mancata risposta, andranno incontro a sanzioni economiche: la multa prevista, infatti, può raggiungere gli 825.000 dollari australiani (circa 500.000 euro al cambio attule) per ogni singolo giorno di inadempienza.