La battaglia di Hollywood contro il generatore video AI Seedance 2.0 continua a intensificarsi. Dopo la condanna da parte del sindacato degli attori SAG-AFTRA nei confronti di ByteDance, l'azienda cinese dietro Seedance 2.0, anche Netflix si è schierata al fianco di Warner Bros., Paramount e Disney. Netflix ha inviato una lettera di cease and desist, sottolineando che non intende permettere che ByteDance tratti i suoi contenuti come materiale libero e di pubblico dominio. L'azienda è preoccupata soprattutto per i video generati dall'AI basati su alcuni dei suoi titoli di maggior successo, come Stranger Things, Kpop Demon Hunters, Squid Game e Bridgerton, che evidentemente nascono dall'uso improprio di materiale protetto da copyright.
Copie spudorate
Secondo Netflix, ci sono prove che Seedance 2.0 sta creando opere derivate non autorizzate, comprese riproduzioni del finale di Stranger Things, con dettagli realistici dei personaggi e dei mostri come Demogorgoni e Mindflayer.
Anche lo stile visivo e i design dei personaggi di Kpop Demon Hunters, inclusa la protagonista Rumi, sono stati replicati senza permesso, così come i set e la celebre bambola Young-hee di Squid Game, in alcune versioni persino con crossover non autorizzati con figure reali come Elon Musk.
Seedance 2.0, lanciato all'inizio del mese, è un modello che trasforma testo e immagini in video, permettendo di creare nuove clip partendo da contenuti esistenti. Lo strumento è finito sotto accusa dopo che un video virale mostrava Tom Cruise e Brad Pitt combattere, generato con due semplici prompt. La situazione ha sollevato preoccupazioni tra alcuni creativi di Hollywood, tanto che lo sceneggiatore di Deadpool e Wolverine, Rhett Reese, ha commentato su Twitter: "È probabile che per noi sia finita".