Il nuovo Halo ha tre possibili strade davanti a sé: a sostenerlo è Frank O'Connor, storico creative director della serie creata da Bungie, che ha svolto tale ruolo per quasi vent'anni e conosce dunque davvero bene questo franchise.
"Ci sono tre strade e ognuna di esse potrebbe avere successo, ma nessuna di esse è facile, garantita o necessariamente praticabile", ha detto O'Connor. "La prima è realizzare un'esperienza di Halo 'classica', pensata per un pubblico di riferimento e dimensionata in modo da avere successo presso quell'utenza."
Qualcosa che però risulti essere anche "abbastanza attraente da poter crescere in termini di pubblico, questo senza contare l'ovvio fatto che il multiplayer di Halo è migliore quando ci sono più persone che giocano, per una semplice questione matematica."
L'idea, insomma, non sarebbe necessariamente quella di trasformare Halo in un prodotto destinato al pubblico più ampio possibile fin dal primo momento, ma di costruire un pacchetto solido per gli appassionati della serie e utilizzarlo come base per ampliare successivamente il bacino d'utenza.
La seconda opzione
Si dice che il prossimo capitolo di Halo potrebbe essere un reboot, e secondo Frank O'Connor è questa la seconda strada percorribile per la serie: "Realizzare qualcosa di nuovo e moderno che 'reinventi' il gioco e il suo universo in modo sorprendente ma fantastico."
Senza limitarsi alla trama: "Un action sandbox, forse una nuova interpretazione degli FPS o un action RPG, ma fondamentalmente diverso, che abbia successo grazie alla combinazione di una storia forte, dell'utilizzo della proprietà intellettuale e che possa contare su un piccolo vantaggio iniziale basato sulla curiosità o sulla fedeltà."
L'ex creative director della saga immagina dunque la possibilità di rivoluzionare tutto, cambiando addirittura genere o aggiungendo all'impianto originale degli elementi extra che possano arricchirlo, suscitando curiosità fra chi ancora non conosce il brand.
La terza opzione
C'è quindi la terza strada percorribile, che secondo O'Connor sarebbe quella di portare Halo nella "comfort zone" di Activision, puntando sulla grande esperienza che il publisher possiede con il genere degli sparatutto e con le produzioni a base multiplayer grazie a un successo consolidato come Call of Duty.
"Potrebbero trasporre la proprietà intellettuale e il sandbox di Halo nella comfort zone di Activision", ha spiegato l'autore. "Utilizzare i modelli di giocatori, progressione e business che hanno dimostrato di funzionare e creare uno spettacolo di grandi dimensioni annuale o semestrale, con contenuti costanti."
"Il mio consiglio è di non legarlo ai cicli di lancio dell'hardware o dei servizi, non cercare di costringerlo in una forma (o su una piattaforma ormai vecchia) che non gli si addice e non abbandonare il sandbox."
"Consiglio da professionista: assumete persone di Bungie, Halo Studios e altri sviluppatori licenziati che traboccano di talento e idee che negli anni sono state ridimensionate o bloccate", ha concluso O'Connor.