La Cina ha dato il via libera a tre dei suoi maggiori gruppi tecnologici per l'acquisto dei chip Nvidia H200 destinati all'intelligenza artificiale. La decisione segna un cambio netto nell'approccio di Pechino, chiamata a bilanciare la crescente domanda di potenza di calcolo con l'obiettivo di rafforzare la filiera domestica dei semiconduttori.
Secondo fonti citate da Reuters, l'autorizzazione riguarda ByteDance, Alibaba e Tencent e arriva dopo settimane di incertezza. Il tema è rilevante anche per gli equilibri legati alle tecnologie avanzate, in un momento in cui i chip per l'IA sono diventati un asset strategico.
I limiti all'acquisto dei chip NVIDIA
Le tre aziende avrebbero ottenuto il permesso di acquistare complessivamente oltre 400.000 chip H200, il secondo acceleratore per l'intelligenza artificiale più potente di NVIDIA. Altre società tecnologiche sarebbero già in attesa di ulteriori approvazioni, a conferma di una domanda interna molto elevata per questo tipo di hardware.
Il via libera, però, non è privo di condizioni. Le fonti indicano che i termini imposti dal governo cinese sono ancora in fase di definizione e che alcune licenze risultano talmente restrittive da non essere state ancora convertite in ordini effettivi. L'obiettivo delle autorità è evitare una dipendenza eccessiva da fornitori esteri, mantenendo al tempo stesso operative le aziende che sviluppano modelli e servizi basati sull'intelligenza artificiale.
Un elemento significativo è la tempistica della decisione, arrivata durante la recente visita in Cina del CEO di Nvidia Jensen Huang (che nel frattempo sta diventando un problema per NVIDIA). Né le autorità cinesi né le aziende coinvolte hanno rilasciato commenti ufficiali, ma in passato il governo aveva già invitato le imprese nazionali ad acquistare chip stranieri solo quando strettamente necessario.
Tra le ipotesi discusse negli ultimi mesi figura anche l'obbligo di affiancare ogni acquisto di H200 a una quota di chip prodotti localmente. Una misura che, se confermata, rafforzerebbe i produttori cinesi e renderebbe più costoso e complesso il ricorso a soluzioni Nvidia.
Il chip H200 è da tempo uno dei punti più sensibili nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina. Nonostante la forte domanda e il recente via libera formale di Washington alle esportazioni, il principale ostacolo alle consegne è rimasto finora l'assenso finale di Pechino. Nel breve termine, le autorizzazioni condizionate potrebbero sbloccare parte della domanda repressa, ma sullo sfondo resta un confronto tecnologico che rende ogni scelta sui chip per l'intelligenza artificiale un atto politico oltre che industriale.