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PlayStation contro Xbox: il Mortal Kombat tra le due ci ricorda qualcosa, in attesa della fatality

Il Mortal Kombat tra PlayStation e Xbox ci ricorda una storia che merita di essere raccontata di nuovo, perché in fondo è bello sapere che le cose si ripetono.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   13/10/2022

Quando Nintendo vide che perdeva quote di mercato di fronte all'arrembare della SEGA di Tom Kalinske, iniziò a fare di tutto per mettere i bastoni tra le ruote alla compagnia rivale. Uno degli sgambetti più noti fu quello di Mortal Kombat. Siamo nei primi anni '90, Street Fighter II aveva già rivitalizzato il settore dei coin op e il titolo di Ed Boon e John Tobias stava riscuotendo un immenso successo in sala giochi. Tutti ne parlavano e, soprattutto, tutti lo volevano nelle loro case.

Non è un mistero che buona parte del successo di Mortal Kombat fu dovuto alla violenza estrema delle Fatality, da allora tanto citate da diventare proverbiali nell'intero settore.

La console war è tornata
La console war è tornata

All'epoca Nintendo non voleva rinunciare alla sua immagine di compagnia che produceva giocattoli tecnologici per famiglie, con cui aveva ottenuto un immenso successo in epoca NES. Per questo decise di far censurare il port di Mortal Kombat su Super Nintendo. SEGA di suo, che stava costruendo la sua fortuna proprio sull'avere un'offerta più matura rispetto alla compagnia rivale, optò invece per una versione Megadrive completamente senza censure. Acclaim, l'editore di Mortal Kombat, aveva avvisato più volte i dirigenti di Nintendo, con cui era in ottimi rapporti d'affari, che il gioco sarebbe stato completo sulla console a 16-bit di SEGA, ma la casa di Mario fece spallucce e decise comunque di andare per la sua strada.

Il risultato fu che Mortal Kombat vendette tre volte tanto su Megadrive che su Super Nintendo, per un totale di circa 6,5 milioni di cartucce tra tutte le versioni. Il gioco si rivelò essere anche un system seller, che diede un forte slancio alle vendite della console di SEGA. Per quanto riguarda il Super NES, invece, non solo ottenne risultati deludenti dal port, ma molti possessori della console si sentirono offesi dalle censure, tanto che la sede americana di Nintendo ricevette moltissime lettere di protesta, comprese quelle di alcuni genitori che chiedevano di non censurare i giochi dei loro figli. E qui arriva il tentativo di sgambetto.

Nel 1993 la violenza estrema di Mortal Kombat divenne oggetto di dibattito pubblico negli Stati Uniti, tanto da arrivare di fronte al Congresso degli Stati Uniti d'America per iniziativa del senatore ultra conservatore Joseph Lieberman. Qui la leggenda racconta che a imboccare Lieberman fu proprio Nintendo stessa, irritata per la crescita delle vendite di SEGA. Pare infatti che un rappresentante della compagnia di Kirby raggiunse Washington D.C. per mostrare registrazioni di videogiochi violenti, alla ricerca di qualcuno interessato ad aprire il caso, così da creare dei problemi politici a SEGA e, magari, ottenere limiti alla vendita di certi giochi, che tanto successo stavano riscuotendo. Per l'intero dibattito, Nintendo cercò di assumere il ruolo di compagnia preoccupata per il benessere delle famiglie e dei più giovani e fece di tutto per distinguersi da SEGA, che nelle sue intenzioni doveva assumere il ruolo della cattiva che lucrava sul sesso e la violenza (nel dibattito finì anche l'avventura Night Trap). Fortunatamente le cose non andarono come Nintendo avrebbe voluto e l'industria non fu censurata a livello politico, ma da quell'accesissimo dibattito nacque l'ente di classificazione americano dei videogiochi, l'ESRB e iniziò a svilupparsi una maggiore attenzione generale per la gestione dei contenuti dei giochi. Ci furono anche altre conseguenze, ma non è questo il contesto per raccontarle.

Ciò che ci interessa qui è la somiglianza della console war storica tra SEGA e Nintendo con alcuni dei fatti che stanno accadendo ai giorni nostri, pur con le dovute differenze di scopo. Vediamo se indovinate di chi stiamo parlando: la compagnia prima della classe del settore console si sente minacciata dall'arrembare di uno dei suoi concorrenti diretti e sta facendo di tutto per fermarlo, in particolare mettendogli i bastoni tra le ruote per un'acquisizione chiave, che le farebbe perdere la posizione di vantaggio acquisita nel corso degli anni su uno dei franchise più importanti dell'industria... oibò, chi saranno mai le due compagnie coinvolte? Di che fatti stiamo parlando? Abbiamo i nomi sulla punta della tastiera, ma non riusciamo a scriverli...

Parliamone è una rubrica d'opinione quotidiana che propone uno spunto di discussione attorno alla notizia del giorno, un piccolo editoriale scritto da un membro della redazione ma che non è necessariamente rappresentativo della linea editoriale di Multiplayer.it.