PlayStation Store: la chiusura di PS3, PSP e PS Vita e cosa salvare dall'oblio

Arriva infine la conferma sulla chiusura delle sezioni vecchie del PlayStation Store e parte la corsa al recupero dei giochi PS3, PSP e PS Vita.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   30/03/2021
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C'è voluto poco: a distanza di qualche giorno dalle prime voci di corridoio, considerate catastrofiste da alcuni, è arrivata già la conferma della chiusura delle vecchie sezioni del PlayStation Store, che renderanno i giochi in digitale di PS3, PSP e PS Vita irraggiungibili a partire da questa estate. Per la precisione, Sony ha affermato che chiuderà il PlayStation Store il 2 luglio 2021 sulle console PlayStation 3 e il 27 agosto 2021 sui dispositivi PlayStation Vita. Inoltre, la funzionalità di acquisto per PSP (PlayStation Portable) verrà interrotta il 2 luglio 2021. Buona parte della preoccupazione generale causata da questa notizia è stata dissipata dalla conferma che i giochi già acquistati saranno comunque riscaricabili attraverso l'elenco dei download memorizzato sul proprio account, ma resta il fatto che una quantità enorme di giochi non sarà più raggiungibile in formato digitale dopo tali date e la scelta di Sony sia quantomeno opinabile, sebbene giustificata dalle logiche di mercato.

Non che la questione sia priva di precedenti: anche Nintendo ha in precedenza tagliato i ponti con il passato digitale chiudendo gli store "legacy" di Wii e Wii U, per esempio, ed è vero che le piattaforme eliminate dal PS Store hanno ormai svariati anni sul groppone, ma una scelta così drastica lascia comunque un po' basiti. Anche perché i vari produttori si fanno pagare fior di quattrini per il mantenimento delle varie infrastrutture online (o almeno questa è la motivazione dietro agli abbonamenti online obbligatori), dunque non si capisce come sia impossibile mantenere attivi dei server a fronte di introiti costanti in tali settori. Paradossalmente, il problema della chiusura dei sistemi non esiste su PC, dove tali abbonamenti non esistono nemmeno, e verrebbe quasi da pensare che la soluzione per la preservazione dei giochi "vecchi" sia proprio spostare tutto su tale piattaforma, una volta sopraggiunta l'anzianità e il pensionamento forzato. La soluzione dello storico dei download è peraltro tutt'altro che comoda, come avrà notato chi ha cercato di accedere a contenuti specifici al suo interno, visto che l'interfaccia non si presenta proprio navigabilissima.

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In ogni caso, per chi ancora ha intenzione di acquistare giochi per PS3, PSP e PS Vita siamo ormai vicini al capolinea, considerando anche che le versioni retail non sono facili da recuperare e i prezzi potrebbero anche subire un'impennata proprio dalla chiusura della possibilità di acquistarli in digitale. È giunto il momento per un po' di retro-shopping forzato, insomma, nel caso in cui abbiate lasciato nella lista dei desideri alcuni giochi ormai vecchi di qualche lustro. Ci sono giochi che si trovano esclusivamente in digitale e che dunque sono destinati a scomparire completamente, anche se questo dipende soprattutto dalla varie distribuzioni regionali, dunque non è facile avere un panorama preciso dei titoli che non potranno essere ritrovati in formato retail. Tra i giochi da recuperare su PS3 ricordiamo, per esempio, l'ottimo Siren: Blood Curse, forse meno incisivo dell'originale ma comunque sempre molto interessante, The House of the Dead 3 e 4 che dovrebbero sussistere solo in versione PSN, Ratchet & Clank: Quest for Booty e i giochi di Sony Japan Studio, che a questo punto assumono doppio valore in quanto solo in digitale e anche appartenenti a un'era sostanzialmente chiusa, come Tokyo Jungle e Puppeteer.

Tra i classici appartenenti alle console del passato ricordiamo il primo Silent Hill per PS1 nella riedizione giocabile su PS3, ma anche Vagrant Story, Metal Gear Solid e i Suikoden, tanto per menzionarne alcuni. Su PlayStation Vita sono particolarmente interessanti i titoli VanillaWare come Muramasa, Odin Sphere e Dragon's Crown, oltre a Dragon Quest Builders, Murasaki Baby e vari altri. Si tratta solo di alcune indicazioni che sovvengono così su due piedi ma il consiglio è di fare davvero qualche giro sulle sezioni vecchie del PlayStation Store con la carta di credito a portata di mano, perché è probabile che i prezzi a cui si trovano attualmente in versione digitale siano molto più vantaggiosi di quelli a cui i medesimi giochi si troveranno (se si troveranno) in edizione fisica nei prossimi anni, visto che il loro valore potrebbe facilmente aumentare. Alla luce di tutto questo, non possiamo che sperare in una maggiore attenzione alla retrocompatibilità e al catalogo "legacy" da parte di Sony per le sue console storiche, se non altro per evitare situazioni del genere in futuro e consentire così una migliore preservazione del software.