PS5, Jim Ryan e la rivoluzione di Sony PlayStation, in vista della next gen 6

Con PS5 in arrivo, Sony prepara la rivoluzione europea, o qualcosa del genere.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   07/11/2019

Continuano i cambiamenti interni di grosso calibro all'interno di Sony, a dimostrazione di come la compagnia abbia intenzione di riorganizzarsi in maniera drastica in vista del prossimo arrivo di PS5. Nonostante la compagnia abbia al momento una posizione di leadership praticamente incontrastata in ambito videoludico, è evidente che il management abbia deciso che la squadra che vince debba essere cambiata in questo caso, con una mossa coraggiosa ma che apre anche diversi dubbi sull'andamento prossimo futuro della compagnia, visto che finora l'organizzazione sembrava reggere in maniera convincente. L'idea non è però troppo assurda, se si considera che una certa mancanza di flessibilità e l'eccessiva sicurezza accumulata nella generazione PS2 portò a un avvio alquanto disastroso di PS3: il rischio poteva essere la replica precisa di certe dinamiche anche nel passaggio alla nuova generazione, visto lo strapotere attuale di PS4 e le incognite di PS5.

Come riferito dallo stesso Jim Ryan, CEO di Sony Interactive Entertainment, tutto questo non ha a che fare con il fatto di dover aggiustare qualcosa, visto che con oltre 100 milioni di PS4 venduto sembra non esserci assolutamente nulla di rotto in Sony, quanto piuttosto "essere pronti per ciò che deve arrivare". Uno degli elementi indispensabili, nel passaggio da PS4 a PS5, è il mantenimento e il consolidamento della community di giocatori, secondo Ryan, cosa che può essere gestita meglio con un accentramento totale della gestione dello sviluppo e del marketing secondo il CEO. È assai probabile che sia stata questa nuova visione a portare all'esclusione di Shawn Layden, figura ingombrante e rappresentativa della divisione USA di Sony, anche se siamo nell'ambito delle supposizioni e non è facile capire precisamente certe motivazioni. In ogni caso, l'idea è che fosse emerso una sorta di scontro con Ryan, da cui quest'ultimo è uscito sostanzialmente rimuovendo gli ostacoli alla nuova visione accentratrice.


C'è tuttavia anche un'altra caratteristica che emerge all'interno di questa ristrutturazione interna generale, ovvero un notevole accrescimento del potere della divisione europea di SIE, peraltro avviato proprio con l'ascesa di Jim Ryan nel ruolo di CEO. Questo potrebbe associarsi sia all'uscita di scena di Layden che alla recente sostituzione di Shuhei Yoshida nel ruolo di capo del Worldwide Studios, sostituito proprio da un altro elemento di spicco del panorama europeo di Sony, ovvero Herman Hulst. Il co-fondatore di Guerrilla Games è chiaramente un tecnico, essendo responsabile del team che ha creato uno degli engine più prestanti visti finora all'interno della compagnia, quel Decima che potrebbe diventare una chiave di volta nello sviluppo interno per PS5, oltre al supporto tecnico che la squadra olandese ha dato nella costruzione delle caratteristiche grafiche della nuova console. Oltre agli indubbi meriti sul campo di Hulst, è comunque anche lui espressione di quella PlayStation d'Europa che sembra emergere con grande forza all'interno di Sony.

D'altra parte, Ryan lo dice abbastanza chiaramente nell'intervista pubblicata da GamesIndustry da cui emergono svariate informazioni sui nuovi piani della compagnia: "Sentiamo la necessità di diventare un'organizzazione più globale ma questo non a discapito dei nostri punti di forza al livello locale. Voglio inoltre ribadire che globalizzazione non significa americanizzazione o viceversa. Diventare un'organizzazione globale non significa in nessun modo diventare un'organizzazione americana. Io ne sono la prova vivente, come originario Geordie boy [persona originaria del nord-est dell'Inghilterra -ndR] che gestisce PlayStation". Ovviamente questo non significa che la produzione di giochi per PS5 sia destinata ad essere euro-centrica: ci saranno comunque campagne di marketing differenziate sui tre mercati principali e giochi più indirizzati a un pubblico o a un altro, provenienti da team di tutto il mondo, ma le decisioni saranno prese in maniera accentrata, snellendo molto tutto il processo burocratico della produzione videoludica. Proprio sull'attenzione alle diverse realtà locali lavorerà peraltro Yoshida nel suo nuovo ruolo di coordinatore di team indie e di minore grandezza, mentre ulteriore attenzione verrà anche posta nel potenziamento di alcuni mercati emergenti, come quello dell'Europa dell'Est, anche sul fronte dello sviluppo interno.